Caserta vola a New York: il Liceo Manzoni tra le undici scuole italiane scelte per ScuolaFutura

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– Quattro studenti del quinto anno – Gabriele Pio Pellegrino, Cristian Krajewski, Luana Diglio e Simona Testa – hanno rappresentato l’istituto casertano nell’esperienza internazionale promossa dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. Ad accompagnarli la docente Giovanna Virgili, in una settimana dedicata a innovazione didattica, Stem, multilinguismo e dialogo tra Italia e Stati Uniti

– Dal 18 al 25 settembre New York è diventata un laboratorio diffuso tra ricerca, cultura, tecnologia e memoria delle migrazioni italiane. Il percorso si è concluso nella prestigiosa cornice del Lincoln Center alla presenza del ministro Giuseppe Valditara. La dirigente Adele Vairo: «Un privilegio essere stati selezionati per un progetto nel quale la scuola italiana si confronta direttamente con la realtà culturale e sociale americana»

Caserta (Nota Stampa) – Da Caserta a New York non soltanto per attraversare un oceano, ma per misurare conoscenze, competenze e capacità di dialogo dentro uno dei più grandi crocevia culturali del mondo.

Il Liceo Statale Alessandro Manzoni di Caserta è stato infatti tra gli undici istituti italiani selezionati dal Ministero dell’Istruzione e del Merito per partecipare a ScuolaFutura@New York, esperienza internazionale svoltasi dal 18 al 25 settembre.

A rappresentare il liceo casertano sono stati quattro studenti del quinto anno provenienti da differenti indirizzi di studio: Gabriele Pio Pellegrino, Cristian Krajewski, Luana Diglio e Simona Testa.

Ad accompagnarli la docente Giovanna Virgili, che ha seguito il percorso educativo e formativo della delegazione prendendo parte anche alle attività rivolte agli insegnanti.

Una partecipazione che la dirigente scolastica Adele Vairo considera motivo di particolare soddisfazione per l’intera comunità del Manzoni.

«Tra gli istituti selezionati per l’esperienza c’è anche il Liceo Statale Alessandro Manzoni di Caserta, che ha avuto il privilegio di partecipare con una delegazione composta da quattro studenti eccellenti del quinto anno, provenienti da diversi indirizzi di studio», sottolinea Adele Vairo.

Una presenza inserita in un progetto nel quale la scuola italiana è stata chiamata a confrontarsi direttamente con la realtà culturale e sociale statunitense, sperimentando metodologie capaci di superare i confini della tradizionale lezione in aula.

Il Manzoni ha condiviso l’esperienza con istituti provenienti da diverse regioni italiane, mentre il Liceo Manfredo Fanti di Carpi è stato individuato come scuola polo con funzioni organizzative. Alle attività hanno preso parte anche gli studenti della Scuola d’Italia Guglielmo Marconi di New York.

Il cuore del progetto è stato rappresentato dai laboratori «Orizzonti» e «Dialoghi», costruiti secondo il principio dell’apprendimento attraverso l’esperienza e il lavoro cooperativo.

Gli studenti non sono stati chiamati semplicemente ad acquisire informazioni, ma a utilizzarle per elaborare idee e prodotti insieme a compagni provenienti da realtà scolastiche differenti.

«Orizzonti – The Italian Language of Values» ha indagato parole e valori della cultura italiana attraverso letteratura, arte, storia, scienza e linguaggi visivi contemporanei.

Il lavoro è confluito nella realizzazione di un «Glossary of Italian Culture», nel quale le parole sono diventate strumenti attraverso cui raccontare identità, valori e differenze culturali.

«Dialoghi – Great Italian Voices in Culture and Science» ha invece costruito un confronto ideale tra alcune delle personalità che hanno segnato la cultura e la scienza italiane.

Dante, Leonardo, Galileo e Michelangelo sono diventati protagonisti di un percorso sviluppato attraverso testi, fonti storiche e strumenti digitali, comprendendo anche l’impiego dell’intelligenza artificiale generativa accompagnato da una particolare attenzione alla verifica critica delle fonti.

Il progetto ha intrecciato così cultura umanistica e competenze Stem, tecnologia e storia, lingua italiana e dimensione internazionale.

New York stessa è diventata parte del percorso didattico.

Particolarmente significativa la visita a Ellis Island, luogo simbolico della storia dell’immigrazione negli Stati Uniti.

La memoria delle grandi migrazioni italiane del Novecento ha consentito ai ragazzi di riflettere sul contributo offerto dagli italiani alla costruzione della società americana e sulla capacità di lingue, culture e tradizioni differenti di incontrarsi e trasformarsi reciprocamente.

Anche il multilinguismo è stato interpretato non soltanto come competenza linguistica, ma come possibilità di attraversare prospettive e significati differenti.

Le attività hanno utilizzato metodologie innovative come il Challenge Based Learning, il Role Playing, le simulazioni e i momenti di progettazione condivisa.

Agli studenti è stato quindi chiesto di affrontare problemi e sfide, cercare soluzioni, assumere punti di vista differenti e lavorare insieme per costruire risposte.

Una scuola che non rinuncia alla profondità dei saperi, dunque, ma prova a cambiare il modo nel quale quei saperi vengono messi in relazione.

Il momento culminante della settimana è arrivato nella prestigiosa cornice del Lincoln Center.

Qui le delegazioni hanno presentato i risultati del lavoro sviluppato nei giorni precedenti alla presenza del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, a New York anche in occasione degli appuntamenti collegati all’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

La cerimonia conclusiva ha offerto spazio anche a quattro scuole invitate a presentare esperienze e buone pratiche realizzate nei rispettivi territori.

Gioielli, libri rilegati a mano, manufatti in seta e mosaici hanno mostrato un altro volto della formazione italiana, nel quale tradizione, manualità, creatività e innovazione possono convivere.

Per Gabriele Pio Pellegrino, Cristian Krajewski, Luana Diglio e Simona Testa, la settimana americana ha rappresentato dunque qualcosa di più di una mobilità internazionale.

Confrontarsi con coetanei italiani e americani, lavorare all’interno di gruppi multiculturali, utilizzare quotidianamente la lingua inglese e sperimentare nuove metodologie significa misurarsi concretamente con quella dimensione internazionale alla quale la scuola contemporanea è chiamata a preparare i propri studenti.

Al loro fianco Giovanna Virgili ha accompagnato un percorso destinato a trasferire il valore dell’esperienza anche all’interno della comunità scolastica casertana.

Per il Manzoni, essere tra le undici scuole selezionate assume così un significato che supera il prestigio della partecipazione.

Significa portare Caserta dentro un laboratorio internazionale e riportare a Caserta competenze, esperienze e prospettive nuove.

Il viaggio da una scuola della città al cuore di Manhattan racconta, in fondo, proprio questo: le radici acquistano ancora più valore quando non diventano confini, ma punti dai quali partire per incontrare il mondo.