Casertana-Coppitelli, il rebus del futuro: tra identità ritrovata e un sogno soltanto sfiorato

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Caserta (Lorenzo Torre) – Una stagione può finire in tanti modi: con un trionfo, con un fallimento o con quella sensazione difficile da spiegare di aver costruito qualcosa senza riuscire ad arrivare fino in fondo ed è proprio lì che si trova oggi la Casertana, sospesa tra il dispiacere per un sogno Serie B sfumato e la consapevolezza di aver ritrovato identità, entusiasmo e credibilità.

Il nome attorno al quale ruota ogni riflessione è inevitabilmente quello di Federico Coppitelli.

Confermarlo oppure ripartire ancora una volta da zero? È il rebus che accompagna le valutazioni della società rossoblù, con il presidente Giuseppe D’Agostino che si è preso qualche giorno per decidere la strada da intraprendere. Se il rinnovo del direttore sportivo Alessandro Degli Esposti appare vicino, diversa e più delicata resta invece la situazione legata all’allenatore romano, finito nel mirino di club importanti come Empoli e Pescara.

Eppure, soltanto undici mesi fa, il contesto era completamente diverso. Quando il 2 luglio 2025 Coppitelli venne ufficializzato sulla panchina rossoblù, arrivò quasi in punta di piedi. Reduce dall’esperienza non fortunata in Croazia con l’Osijek, chiusa con un esonero, ma con una forte voglia di rilancio, il tecnico trovò a Caserta una squadra da rifondare e un ambiente ancora ferito dalle delusioni della stagione precedente.

Da lì iniziò un lavoro profondo, nato nel ritiro estivo e sviluppato giorno dopo giorno attraverso il confronto costante con Degli Esposti. Una squadra costruita sulle idee dell’allenatore e del direttore, tra ricerca dell’intensità, organizzazione collettiva, valorizzazione dei giovani e uno studio dettagliato delle situazioni da palla inattiva, diventate spesso un’arma durante la stagione.

L’idea iniziale prevedeva un 4-3-3 offensivo, basato sulla riaggressione e sulle catene esterne. Ma la Serie C, spesso, costringe ad adattarsi. Alcune difficoltà difensive spinsero Coppitelli a cambiare progressivamente pelle alla squadra: prima il passaggio al 3-4-3, poi il definitivo assestamento sul 3-5-2, modulo che ha garantito maggiore equilibrio e continuità di risultati.

Una trasformazione che racconta bene anche la crescita del tecnico: la capacità di leggere i limiti della squadra senza rinunciare alla propria identità.

I numeri restituiscono una stagione solida: 43 partite, 20 vittorie, 11 pareggi e 12 sconfitte, con una media di 1,65 punti a gara, abbastanza per riportare la Casertana ai playoff e renderla una squadra rispettata nel girone.

Ma il dato che forse racconta meglio il lavoro di Coppitelli è un altro: il rapporto ritrovato tra squadra e città. La Casertana ha restituito entusiasmo a una tifoseria che ne aveva bisogno. Il ‘Pinto’ è tornato a essere un fattore, con un rendimento interno quasi impeccabile: 12 vittorie, 5 pareggi e appena 2 sconfitte in 19 gare casalinghe, entrambe arrivate quando i rossoblù erano rimasti in inferiorità numerica.

In casa, i falchetti si sono dimostrati una squadra da alta classifica. Più complicato, invece, il rendimento esterno (7 vittorie, 4 pareggi e 8 sconfitte), probabilmente il vero limite di una squadra che avrebbe potuto lottare ancora più in alto.

Resta però inevitabilmente il peso del finale. La corsa playoff ha alimentato il sogno, ma l’eliminazione contro la Salernitana ha lasciato la sensazione di un’occasione sfuggita sul più bello. Ed è forse proprio qui che nasce il dubbio.

Perché il lavoro svolto c’è stato, l’identità pure, così come la crescita complessiva dell’ambiente ma nel calcio conta anche ciò che manca.

La Casertana oggi ha una base tecnica già sotto contratto: Victor De Lucia, Gabriele Rocchi, Loris Bacchetti, Ivan Kontek, Daniele Liotti, Matteo Falasca, Salvatore Pezzella, Accursio Bentivegna, Mirko Carretta, Umberto Galletta, “ReKarlo Butic. Un’ossatura che potrebbe rappresentare il punto di partenza ideale per dare continuità al progetto.

La domanda, allora, è inevitabile: ha più senso ripartire da ciò che è stato costruito oppure ricominciare ancora una volta?

Coppitelli ha riportato entusiasmo, ha dato una struttura alla squadra e ha reso la Casertana competitiva. Non abbastanza per conquistare la Serie B, forse abbastanza per meritarsi una seconda occasione. Adesso la scelta spetta alla società che per settimana prossima convocherà probabilmente una conferenza stampa e sarà una decisione che racconterà molto delle ambizioni future del club rossoblù.

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