Castel Volturno, assalto al Pronto soccorso: oltre duemila accessi al Pineta Grande nei giorni di Ferragosto

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– In appena due settimane registrati 2.026 interventi: nella struttura del litorale domizio arrivano pazienti anche da Marcianise, Caserta, Sessa Aurunca e Aversa

– Il servizio continua nonostante i tetti di spesa regionali: la direzione attende nuovi provvedimenti amministrativi mentre cresce la pressione dell’emergenza sanitaria estiva

Castel Volturno (Redazione) L’estate delle vacanze possiede anche un volto meno visibile, fatto di ambulanze, sale d’attesa e personale sanitario chiamato a misurarsi con un territorio che nei mesi più caldi moltiplica presenze, bisogni e fragilità. Sul litorale domizio questo volto emerge dai numeri del Pronto soccorso del Pineta Grande Hospital: nelle due settimane a cavallo di Ferragosto sono stati registrati 2.026 interventi.

Una pressione considerevole per un presidio che continua a rappresentare un punto di riferimento non soltanto per Castel Volturno e per la fascia costiera, ma anche per pazienti provenienti da altre aree della provincia.

Secondo quanto riportato dall’edizione di Caserta de Il Mattino, il dato assume un significato ancora maggiore alla luce delle difficoltà economiche con le quali la struttura deve confrontarsi.

La proprietà dell’ospedale privato convenzionato avrebbe infatti raggiunto i tetti di spesa e di budget stabiliti dalla Regione Campania per i ricoveri.

Una condizione che, tuttavia, non ha determinato l’interruzione dell’attività del Pronto soccorso.

La struttura continua a garantire il servizio, sostenendo una domanda sanitaria particolarmente elevata durante il periodo estivo.

Il presidente del Pineta Grande, Vincenzo Schiavone, ha spiegato che dalla Regione sarebbe stata prospettata la predisposizione di uno specifico provvedimento.

L’obiettivo è consentire alla struttura di continuare a rispondere alle necessità assistenziali senza lasciare scoperta una porzione particolarmente delicata del territorio casertano.

«Ci hanno fatto sapere di condividere le nostre aspettative, che non sono altro quelle di essere trattati come ogni altro centro di emergenza sanitaria pubblica», afferma Vincenzo Schiavone nelle dichiarazioni riportate dal quotidiano.

Il nodo non riguarda soltanto Castel Volturno.

L’analisi degli accessi registrati durante le settimane centrali di agosto evidenzia infatti una capacità di attrazione che supera ampiamente i confini del litorale.

Numerosi pazienti sono stati trasportati al Pineta Grande anche da Marcianise, Caserta, Sessa Aurunca e Aversa, territori nei quali sono presenti strutture ospedaliere dotate di Pronto soccorso.

A sottolineare il fenomeno è Marcello Vittorioso, responsabile amministrativo del Pronto soccorso.

Il presidio si trova così a sostenere una domanda sanitaria proveniente da un bacino territoriale molto più vasto rispetto a quello immediatamente circostante.

A questo si aggiunge la particolare complessità sociale e demografica di Castel Volturno.

Il Pineta Grande accoglie infatti anche numerosi immigrati provenienti da aree caratterizzate da povertà e disagio e pazienti che vivono lungo la via Domiziana e nelle campagne dell’entroterra.

Una realtà composita che rende il Pronto soccorso uno dei punti più sensibili della rete assistenziale del territorio.

Tra i casi affrontati viene segnalato anche quello di un paziente trasferito dall’ospedale Moscati di Aversa dopo la diagnosi di infezione da virus della febbre del Nilo.

Un altro paziente è stato invece ricoverato con sintomi che avevano inizialmente fatto ipotizzare un caso di tubercolosi, poi escluso dagli esami specifici.

Episodi differenti che restituiscono la varietà e la complessità delle situazioni affrontate quotidianamente dal personale sanitario.

Sul fondo resta la questione delle risorse.

Il sistema dei tetti di spesa entra inevitabilmente in tensione quando deve confrontarsi con servizi di emergenza nei quali la domanda non può essere programmata.

Un Pronto soccorso, per sua stessa natura, non può infatti scegliere quanti pazienti assistere sulla base della disponibilità residua di un budget.

La Regione Campania, secondo quanto riferito, avrebbe chiesto tempo per adeguare i provvedimenti amministrativi alla situazione.

Nel frattempo il Pineta Grande continua a garantire la propria presenza.

I 2.026 interventi concentrati nelle settimane di Ferragosto diventano così qualcosa di più di una statistica sanitaria.

Raccontano una pressione che attraversa il litorale domizio e finisce per coinvolgere una parte consistente della provincia di Caserta.

Dietro ogni numero rimane una persona che ha chiesto assistenza, spesso nel momento più fragile e imprevedibile della propria giornata.

Qui che la questione dei budget incontra quella, assai meno traducibile in cifre, del diritto alla cura: perché l’emergenza non conosce tetti di spesa, calendari o stagioni e continua a bussare alla porta di un Pronto soccorso ogni volta che qualcuno ha bisogno di essere assistito.