– Sabato 24 ottobre alle 13 il concentramento della manifestazione «No Cpr, né qui né altrove»: la protesta riguarda il progetto del Centro di permanenza per il rimpatrio previsto sul litorale domizio e, più in generale, il sistema della detenzione amministrativa
– Adesioni di associazioni, sindacati, realtà ecclesiali e sociali; annunciata anche la presenza del presidente della Regione Campania Roberto Fico. Predisposta un’organizzazione specifica per l’arrivo dei pullman e l’accesso al corteo
Castel Volturno (Redazione) – Il litorale domizio diventerà sabato 24 ottobre il punto di convergenza di una mobilitazione che ha ormai assunto dimensione nazionale. Alle 13, davanti al Centro Fernandes di Castel Volturno, è fissato il concentramento della manifestazione «No Cpr, né qui né altrove», promossa dal Comitato regionale campano No Cpr contro la realizzazione di un Centro di permanenza per il rimpatrio sul territorio e contro il sistema dei Cpr in Italia.
L’iniziativa arriva dopo mesi di assemblee, incontri e altre forme di mobilitazione. I promotori fanno risalire la costruzione dell’ampio fronte contrario al progetto anche all’appello dell’arcivescovo di Capua e vescovo di Caserta Pietro Lagnese, che ha confermato la propria partecipazione alla manifestazione.
La protesta riguarda in particolare l’ipotesi di realizzare la struttura in località La Piana. Secondo quanto riportato nell’appello dei promotori, per il Cpr sarebbero previste risorse pari a 43 milioni di euro: una scelta contestata dal movimento, che chiede invece investimenti per servizi pubblici, sanità, ambiente, trasporti, integrazione e politiche sociali.
Alla mobilitazione hanno aderito numerose organizzazioni e realtà della società civile. Tra quelle indicate figurano Emergency, Libera, Cgil, Caritas, Arci e Legambiente, insieme a comunità religiose, associazioni, organizzazioni sociali e gruppi impegnati sui temi dell’immigrazione e dell’accoglienza.
Anche Roberto Fico, presidente della Regione Campania, ha annunciato la propria partecipazione al corteo di Castel Volturno, sostenendo la necessità di destinare al territorio investimenti per sviluppo, servizi e inclusione sociale.
La presenza della Chiesa avrà un peso significativo. Pietro Lagnese ha chiesto che la manifestazione si svolga nel rispetto delle differenti sensibilità che vi prenderanno parte, senza violenza e contrapposizioni, indicando nel dialogo e nella non violenza il carattere che dovrebbe accompagnare la mobilitazione.
Tra le adesioni figura anche Libera. Luigi Ciotti ha annunciato la presenza dell’associazione alla manifestazione, contestando il sistema dei Cpr e richiamando il tema della tutela dei diritti fondamentali delle persone trattenute nelle strutture.
Particolare attenzione è stata riservata all’organizzazione degli arrivi. Sono stati annunciati autobus provenienti da diverse città italiane, tra cui Roma, Firenze, Torino e Milano, oltre a Napoli, Caserta e altri territori.
Le indicazioni diffuse dagli organizzatori prevedono per i bus l’ingresso dalla Forestale attraverso via Dante Alighieri. La discesa dei passeggeri è indicata in via Machiavelli, di fronte alla scuola «Villaggio del Sole», da dove i partecipanti potranno dirigersi verso il Centro Fernandes, punto d’incontro e partenza del corteo.
Al termine della manifestazione, secondo le indicazioni logistiche riportate nella locandina, i pullman attenderanno i partecipanti nell’area di parcheggio lungo via Nuova e via Occidentale.
La manifestazione non è presentata dagli organizzatori come una mobilitazione esclusivamente locale. Lo slogan scelto – «No Cpr, né qui né altrove» – estende infatti la contestazione all’intero sistema dei Centri di permanenza per il rimpatrio. I promotori chiedono parallelamente politiche rivolte all’accoglienza, agli ingressi regolari, al diritto d’asilo, al contrasto dello sfruttamento e alla tutela sociale.
Sabato Castel Volturno sarà dunque al centro di un confronto che supera i confini della provincia di Caserta e investe direttamente uno dei temi più discussi delle politiche migratorie italiane. Da una parte il progetto governativo del Centro di permanenza per il rimpatrio; dall’altra una mobilitazione composita che riunisce associazioni, Chiesa, sindacati, movimenti e cittadini contrari alla struttura.
Il punto di incontro sarà il Centro Fernandes alle 13. Da lì partirà una manifestazione che porta nel proprio stesso slogan l’obiettivo politico e sociale dei promotori: opporsi al Cpr previsto a Castel Volturno e, contemporaneamente, chiedere il superamento del sistema dei centri di permanenza per il rimpatrio.

