Brucellosi bufalina, svolta nel Casertano: crollano i contagi e Grazzanise si prepara a uscire dall’area a rischio

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– Il Ministero della Salute esprime parere favorevole all’esclusione del Comune dalla zona cluster dopo l’azzeramento dei focolai. In provincia di Caserta la prevalenza della malattia scende dal 18,71% del 2021 all’1,7% del settembre 2026

– Risultati incoraggianti per una delle filiere economiche più importanti della Campania. Proseguono controlli, vaccinazioni e misure di prevenzione negli allevamenti, mentre Cancello ed Arnone e Castel Volturno restano sotto stretta sorveglianza

Caserta (Redazione) – Una svolta importante nella lunga battaglia contro la brucellosi bufalina, una delle emergenze sanitarie ed economiche che negli ultimi anni hanno maggiormente segnato il comparto zootecnico della provincia di Caserta. I nuovi dati epidemiologici confermano un netto miglioramento della situazione in Campania, mentre arriva dal Ministero della Salute un parere favorevole all’uscita di Grazzanise dall’area cluster, quella sottoposta a particolari misure di controllo per la diffusione della malattia.

Un risultato significativo per un territorio nel quale l’allevamento bufalino rappresenta da generazioni una delle principali risorse produttive, strettamente legata alla filiera della mozzarella di bufala campana Dop e all’economia di numerose comunità.

Il pronunciamento ministeriale è stato acquisito su proposta della Regione Campania, al termine di un’istruttoria tecnico-scientifica condotta dal Centro di riferimento nazionale per le brucellosi dell’Istituto zooprofilattico sperimentale dell’Abruzzo e del Molise.

Alla base della valutazione c’è il progressivo miglioramento del quadro epidemiologico, confermato anche dall’Osservatorio regionale che, già nello scorso agosto, aveva rilevato l’assenza di focolai attivi nel territorio di Grazzanise e nessuna evidenza, sulla base dei dati disponibili, di una persistente circolazione dell’infezione.

Il parere favorevole rappresenta un passaggio fondamentale, anche se sarà necessario attendere il successivo provvedimento della Regione Campania per la ridefinizione ufficiale dell’area cluster e delle relative misure di sorveglianza sanitaria.

Particolarmente significativi sono i dati che riguardano l’intera provincia di Caserta. La prevalenza della brucellosi negli allevamenti bufalini, che nel 2021 aveva raggiunto il 18,71%, è progressivamente diminuita fino al 3,6% nel 2025, per attestarsi all’1,7% secondo le rilevazioni aggiornate al 21 settembre 2026.

Ancora più evidente il miglioramento dell’incidenza, ovvero la percentuale di nuovi allevamenti colpiti dalla malattia nel periodo considerato, passata dal 12,43% del 2021 all’1,2% e successivamente allo 0,3%. Si tratta dei valori più bassi registrati nella serie storica disponibile, indicatori che testimoniano una netta inversione di tendenza rispetto agli anni più difficili dell’emergenza.

Numeri che assumono un significato particolare considerando le conseguenze che la brucellosi ha prodotto sul sistema produttivo locale, tra abbattimenti obbligatori, limitazioni alle attività degli allevamenti, perdite economiche e difficoltà affrontate da numerose imprese agricole.

La malattia, provocata da batteri del genere Brucella e trasmissibile anche all’uomo, ha richiesto negli anni interventi complessi per contenere la diffusione dell’infezione e salvaguardare il patrimonio zootecnico regionale.

Il miglioramento registrato viene ricondotto al programma di risanamento sanitario avviato dalla Regione Campania nel 2022, attraverso un insieme di misure che comprendono controlli veterinari, vaccinazioni, interventi di disinfezione, verifiche sulla biosicurezza e monitoraggio costante degli allevamenti.

Il coordinamento delle attività è affidato alla Direzione generale Tutela della salute della Regione Campania e al gruppo di lavoro del Supervisore regionale, con il coinvolgimento dell’Asl Caserta e dell’Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno.

La prospettiva di una progressiva uscita dall’emergenza assume un valore strategico anche per le imprese agricole, chiamate negli ultimi anni a sostenere costi rilevanti per adeguarsi alle prescrizioni sanitarie e garantire la continuità delle produzioni.

Il caso di Grazzanise rappresenta, in questo scenario, un segnale particolarmente incoraggiante. Il territorio comunale, tradizionalmente caratterizzato da un’elevata concentrazione di allevamenti bufalini, potrebbe passare dalla classificazione di area cluster a quella di zona di attenzione epidemiologica.

La nuova impostazione prevederebbe controlli proporzionati agli effettivi fattori di rischio, tenendo conto della densità degli allevamenti, delle caratteristiche territoriali e della vicinanza con altri Comuni nei quali permane la necessità di una sorveglianza rafforzata.

Restano infatti nell’area cluster Cancello ed Arnone e Castel Volturno, territori nei quali continueranno a essere applicate le misure previste dal programma regionale di contrasto alla brucellosi.

L’obiettivo delle autorità sanitarie è consolidare i risultati raggiunti ed evitare nuove diffusioni dell’infezione. Particolare attenzione viene quindi riservata alla movimentazione degli animali, alle procedure di riapertura delle aziende e alle operazioni di ripopolamento degli allevamenti precedentemente interessati dai provvedimenti sanitari.

Il percorso di eradicazione, nonostante i progressi, non può ancora considerarsi concluso. La continuità dei controlli e il rispetto delle norme di biosicurezza rappresentano condizioni indispensabili per mantenere il miglioramento epidemiologico e ridurre ulteriormente la presenza della malattia.

Sul piano economico, il progressivo contenimento della brucellosi apre prospettive più favorevoli per un comparto che costituisce una delle eccellenze dell’agroalimentare italiano. La filiera bufalina campana coinvolge allevatori, caseifici, imprese di trasformazione, operatori commerciali e numerose attività dell’indotto, contribuendo in maniera determinante all’identità produttiva della provincia di Caserta.

La possibilità di ridurre le restrizioni sanitarie nei territori che hanno raggiunto condizioni epidemiologiche favorevoli potrebbe rappresentare un ulteriore elemento di stabilità per le aziende, pur nel rispetto delle prescrizioni necessarie alla tutela della salute animale e pubblica.

I nuovi risultati rappresentano dunque un passaggio significativo nella gestione di un’emergenza che ha provocato profonde conseguenze sul tessuto agricolo casertano.

Per Grazzanise si avvicina la possibilità di una nuova fase, mentre per l’intera provincia di Caserta si consolida una tendenza positiva che lascia intravedere prospettive di maggiore sicurezza sanitaria e stabilità economica.

La sfida, adesso, sarà trasformare i progressi raggiunti in risultati duraturi, continuando a proteggere gli allevamenti e a sostenere una filiera che rappresenta non soltanto una risorsa economica, ma anche un patrimonio di tradizioni, lavoro e identità del territorio campano.