Caserta e Campania, rimossi tutti i blocchi dei tir: torna la circolazione, ma resta l’emergenza carburanti

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– Nella notte sciolti i presidi degli autotrasportatori nel Casertano e nel Salernitano, liberate le arterie autostradali. Riprendono le forniture ai supermercati, mentre numerosi distributori restano senza benzina e gasolio

– Dopo giorni di proteste contro il caro carburante, si avvia il graduale ritorno alla normalità. Lunedì 26 ottobre mobilitazione nazionale dei tassisti a Roma, davanti al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

Caserta (Redazione) – Si chiude una delle fasi più difficili della protesta degli autotrasportatori che, negli ultimi giorni, ha provocato pesanti ripercussioni sulla circolazione stradale, sulla distribuzione dei carburanti e sull’approvvigionamento dei prodotti alimentari in provincia di Caserta e nel resto della Campania. Nella notte tra giovedì 22 e venerdì 23 ottobre sono stati rimossi tutti i presidi degli autotrasportatori e degli agricoltori presenti sulla rete autostradale del Casertano e del Salernitano, segnando un importante passo verso il ritorno alla normalità.

La smobilitazione ha interessato i principali punti nei quali si erano concentrate le manifestazioni contro l’aumento dei costi del carburante. Sciolto anche il presidio di Napoli, nella zona del varco Bausan, uno dei luoghi simbolo della mobilitazione.

Per il territorio casertano si tratta di un passaggio particolarmente significativo, considerando le difficoltà registrate lungo l’autostrada A1 Milano-Napoli, sulla A30 Caserta-Salerno e nei collegamenti con le principali aree industriali e logistiche della provincia.

Nei giorni precedenti, i presidi avevano interessato gli svincoli di Caserta Nord, Caserta Sud e Caianello, oltre alle zone strategiche dell’interporto di Maddaloni-Marcianise e dell’area industriale di Teverola-Carinaro, dove operano importanti piattaforme di distribuzione alimentare.

Proprio la presenza dei mezzi pesanti nei pressi dei principali snodi viari aveva rallentato la movimentazione delle merci, creando difficoltà alle imprese e ripercussioni sulle attività commerciali.

Con la rimozione dei blocchi si apre adesso una fase di progressivo ripristino dei collegamenti e delle forniture. Le conseguenze dell’agitazione, tuttavia, continuano a essere evidenti soprattutto nella distribuzione dei carburanti.

Numerosi distributori della Campania risultano ancora senza benzina e gasolio, mentre davanti alle stazioni di servizio operative si registrano lunghe file di automobilisti in attesa di rifornimento. Una situazione che dimostra come la ripresa della circolazione dei mezzi pesanti non comporti automaticamente il superamento di tutte le criticità.

Anche nei supermercati il ritorno alla normalità sarà graduale. Dopo giorni caratterizzati dalla carenza di prodotti freschi e di diversi generi alimentari, le catene della grande distribuzione hanno ripreso le operazioni di approvvigionamento, con l’obiettivo di ricostituire le scorte e ripristinare la regolarità delle consegne.

Particolarmente rilevante, sotto questo profilo, è il ruolo delle piattaforme logistiche del Casertano, dalle quali partono quotidianamente rifornimenti destinati a numerosi punti vendita della Campania e di altre regioni meridionali.

La sospensione dei presidi rappresenta quindi un risultato importante per la ripresa delle attività economiche, ma non coincide con la soluzione delle problematiche che hanno determinato la protesta.

Gli autotrasportatori hanno denunciato l’incidenza crescente dei costi di esercizio, con particolare riferimento all’aumento dei prezzi di benzina e gasolio, chiedendo interventi strutturali per sostenere le imprese e salvaguardare la continuità del lavoro.

Il confronto con il Governo rimane dunque centrale. Un nuovo appuntamento istituzionale con i rappresentanti del settore è previsto per martedì 27 ottobre, quando potranno essere approfondite le misure destinate a fronteggiare le difficoltà economiche dell’autotrasporto.

Intanto, mentre in Campania si attenua la mobilitazione dei camionisti, un’altra categoria si prepara a manifestare nella Capitale.

Lunedì 26 ottobre, dalle ore 10 alle 13, i tassisti provenienti da diverse regioni italiane parteciperanno a un presidio nazionale in piazzale di Porta Pia, a Roma, davanti al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. La manifestazione, promossa da Uri, itTaxi e Unicoop, era inizialmente prevista davanti al Ministero dell’Economia e delle Finanze, ma è stata successivamente trasferita nella nuova sede in accordo con la Questura.

Al centro della protesta, ancora una volta, il caro carburante e le conseguenze economiche che i rincari stanno producendo su una categoria sottoposta a tariffe stabilite dalle amministrazioni comunali.

Il presidente di itTaxi, Loreno Bittarelli, ha evidenziato le difficoltà incontrate dagli operatori, impossibilitati a trasferire direttamente sui clienti gli aumenti dei costi di benzina e gasolio.

La categoria chiede al Governo l’estensione delle agevolazioni previste per il gasolio professionale, l’istituzione di un fondo straordinario di compensazione energetica e incentivi concreti per favorire il passaggio a veicoli meno inquinanti.

Gli organizzatori hanno precisato che il presidio sarà pacifico e si svolgerà esclusivamente a piedi, senza vetture taxi e con la partecipazione di operatori fuori turno, in riposo o in ferie, per garantire la continuità del servizio pubblico.

Resta tuttavia l’avvertimento lanciato dai rappresentanti del settore: senza risposte urgenti, l’aumento dei costi potrebbe compromettere la sostenibilità economica dell’attività e determinare nuove forme di mobilitazione.

Per Caserta e per l’intera Campania, intanto, la priorità è il completo ripristino della distribuzione di carburanti e prodotti alimentari, dopo giornate che hanno evidenziato quanto il sistema dei trasporti sia determinante per il funzionamento dell’economia e dei servizi essenziali.

La rimozione dei blocchi rappresenta un segnale positivo per cittadini, commercianti e imprese, ma la conclusione dell’emergenza dipenderà dalla capacità di ristabilire regolarmente gli approvvigionamenti e di individuare risposte durature alle difficoltà che hanno alimentato la protesta.

Il traffico torna progressivamente alla normalità, mentre resta aperta la questione economica che ha portato migliaia di lavoratori del trasporto a manifestare in diverse regioni italiane.