Cavese-Casertana, Espinal vs Masitto: analisi tattica con esempi concreti

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– Due 3-5-2, ma interpretazioni differenti: la sfida del ‘Simonetta Lamberti’ mette di fronte due squadre che partono dalla stessa struttura per arrivare a sviluppi differenti

– La Casertana riparte dalla prima sconfitta stagionale contro il Catania e da 12 punti, la Cavese dal 4-2 sul Savoia e da 8 punti dopo sette giornate

Cava de’ Tirreni (Lorenzo Torre) – Una palla persa può diventare un dettaglio oppure trasformarsi nell’azione che decide una partita. A Cava, proprio lì potrebbe passare una delle chiavi di Cavese-Casertana. Perché quando gli equilibri si rompono, il 3-5-2 della formazione di Vinicio Espinal può lasciare campo alle spalle dei propri esterni e scoprire il centro, mentre la squadra di Cristiano Masitto ha già dimostrato di saper attaccare rapidamente gli spazi appena riconquistato il possesso.

Il concetto non è teorico e la Casertana lo ha già pagato contro il Catania. Nell’ultimo turno al ‘Pinto’, soprattutto nel primo tempo, gli etnei sono riusciti più volte a superare la pressione e a giocare velocemente alle spalle del centrocampo rossoblù, trovando campo per le proprie verticalizzazioni e costringendo la retroguardia a difendere correndo verso la propria porta. È esattamente la situazione che Espinal dovrà evitare: quando i quinti sono alti e le mezzali accompagnano, la squadra deve essere sufficientemente corta per poter aggredire la seconda giocata; altrimenti il primo passaggio avversario può diventare subito un attacco alla profondità.

La Cavese può provare a cercare proprio quello spazio: la squadra di Masitto ha infatti uomini e soluzioni per trasformare rapidamente una riconquista in un’azione offensiva. Contro il Potenza, per esempio, Gerardo Fusco ed Elios Minaj hanno riaperto una partita che sembrava chiusa sfruttando una fase nella quale i Metelliani erano riusciti ad aumentare il ritmo e ad accompagnare maggiormente l’azione. Non serve una lunga sequenza di passaggi: se il primo pallone viene giocato in avanti nel momento giusto, il blocco avversario può essere attaccato prima di ricomporsi.

Ed è qui che il lavoro senza palla diventa decisivo. La Casertana dovrà scegliere bene quando andare in pressione e, soprattutto, evitare che l’uscita di un uomo apra un corridoio interno. Se un esterno viene aggredito troppo presto, il passaggio alle spalle può liberare una punta; se invece la pressione rimane troppo bassa, la Cavese può risalire il campo e portare i propri uomini offensivi a ridosso dell’area.

La stessa logica vale dall’altra parte, quando sarà la Casertana a recuperare palla, dovrà sfruttare i momenti in cui la Cavese non avrà ancora ricomposto la propria struttura. È una situazione già vista nelle prime giornate rossoblù. Contro il Savoia, Salvatore Pezzella trovò Davide Castelli con una verticalizzazione immediata per il pareggio; poco dopo Franco Vezzoni attaccò la corsia e servì Dino Mehic per il sorpasso. Due azioni diverse, unite dalla stessa idea: arrivare negli ultimi metri prima che la difesa possa sistemarsi.

Contro una squadra come la Cavese, la scelta del momento sarà quindi importante quanto quella del passaggio. Se il blocco metelliano proteggerà bene il centro, i Falchetti potranno avere interesse a spostare rapidamente il gioco sulle corsie e costringere la difesa a scivolare. È una soluzione già emersa contro l’Audace Cerignola, quando Shady Oukhadda ha trovato spazio per servire Vezzoni sul secondo palo. Non è necessario forzare sempre la giocata interna: a volte è proprio il cambio di fronte a creare l’ultimo uomo libero.

Masitto, però, ha già mostrato di poter cambiare la disposizione dei propri uomini offensivi per modificare questo tipo di partita. Contro il Cosenza la Cavese ha utilizzato una soluzione più prudente, con un uomo alle spalle della punta; contro il Savoia ha invece aumentato la presenza tra le linee con Francesco Orlando ed Minaj alle spalle di Fusco. Cambia il disegno, ma resta l’obiettivo: portare rapidamente uomini dove la difesa avversaria deve prendere una decisione.

Per la Casertana sarà fondamentale non perdere di vista proprio quello spazio davanti ai tre centrali: se una punta viene incontro e nessuno la prende, può ricevere e girarsi. Se un centrale esce troppo lontano dalla propria posizione, può aprirsi il corridoio per il compagno. Se invece la linea resta compatta e il centrocampo protegge bene la zona intermedia, la Cavese sarà costretta a cercare un’altra soluzione.

Lo stesso problema potrebbe averlo la formazione di Masitto quando dovrà difendersi dalle combinazioni rossoblù. La Casertana ha già dimostrato di poter cambiare il proprio assetto senza cambiare identità. Contro l’Inter U23, Espinal ha scelto il 3-4-3 e la squadra ha trovato una delle proprie armi principali proprio nell’ampiezza: Oukhadda ha crossato per Gabriel Henin, bravo ad attaccare il secondo palo. È il tipo di movimento che può diventare utile anche contro una difesa a tre: attirare il blocco su un lato e riempire l’area dall’altro.

Ma se c’è una fase nella quale entrambe le squadre dovranno stare particolarmente attente, è quella delle seconde palle. Con tanti uomini nel corridoio centrale, non sempre sarà possibile costruire un’azione pulita. Una respinta, un contrasto o una palla vagante possono diventare il vero inizio dell’azione. La squadra che arriverà per prima sulla seconda giocata potrà attaccare una difesa ancora disordinata.

Poi ci sono le palle inattive. La Cavese ha trovato contro la squadra di Torre Annunziata una parte importante della propria produzione offensiva proprio dai calci d’angolo, con Manuel Peretti e Tommaso Mannucci a trovare la via del gol. La Casertana, invece, ha visto il Catania decidere il match al ‘Pinto’ nel finale sugli sviluppi di un corner ed in altre partite ci ha sofferto ugualmente anche senza subire reti. In una partita nella quale il centro può essere congestionato e le occasioni da azione manovrata possono diminuire, la qualità del primo pallone e la marcatura sul secondo possono diventare determinanti.

Ed è qui che il confronto tra Espinal e Masitto assume il suo significato più interessante. Non sarà una partita nella quale vincerà semplicemente chi avrà più possesso o chi presenterà il modulo più offensivo. Sarà una sfida di letture: capire quando uscire, quando aspettare, quando verticalizzare e soprattutto quanto rischiare nel momento in cui il pallone cambia padrone.

La Casertana dovrà attaccare senza perdere la propria struttura. La Cavese dovrà difendersi senza rinunciare alla possibilità di ripartire.

Perché entrambe sanno già cosa succede quando una squadra perde le distanze, lo hanno raccontato le prime sette giornate e sabato, al ‘Simonetta Lamberti’, quei pochi metri potrebbero valere molto più di una semplice scelta tattica: “Espinal Vs Masitto”. Una sfida tra tempi, spazi e reazioni.