– Domenica 20 settembre tre turni di visite gratuite, alle 9.30, 10.30 e 11.30, condurranno il pubblico alla scoperta dello straordinario patrimonio sotterraneo di Cesa, accompagnando il percorso con assaggi enogastronomici a base di vino Asprinio e prodotti tipici locali
– L’iniziativa “Grotte Aperte” intreccia memoria, identità e spettacolo: lungo il percorso anche il Palco Clandestino, performance itinerante con la direzione artistica di Danilo Rovani. Un viaggio nelle radici della comunità attraverso uno dei suoi luoghi più suggestivi
Cesa (Redazione) – Scendere nel sottosuolo, a Cesa, significa compiere un viaggio nel tempo. Le pareti di tufo custodiscono tracce di una storia che appartiene alla comunità e raccontano un rapporto antico fra uomini, terra, vino e tradizioni. È a questo patrimonio nascosto che l’Asprinum Festival dedica oggi, domenica 20 settembre, “Grotte Aperte”, iniziativa pensata per restituire al pubblico il fascino delle antiche grotte tufacee cesane.
La manifestazione propone visite gratuite articolate in tre turni, con partenze previste alle ore 9.30, 10.30 e 11.30.
Un percorso nel ventre del territorio che non si limiterà alla scoperta degli ambienti sotterranei, ma unirà storia e cultura enogastronomica attraverso assaggi a base di vino Asprinio e prodotti tipici locali.
“Storia, sapori e territorio” è la sintesi scelta dall’Asprinum Festival per raccontare una giornata nella quale ogni elemento concorre a ricostruire l’identità di Cesa.
Le grotte diventano così qualcosa di più di una semplice attrazione: rappresentano luoghi della memoria, testimonianze materiali di una civiltà che ha costruito il proprio rapporto con il territorio anche attraverso questi spazi scavati nel tufo.
A fare da filo conduttore è inevitabilmente l’Asprinio, vino intimamente legato alla storia e alla cultura di questa parte della provincia casertana. Gli assaggi previsti durante l’iniziativa permetteranno di affiancare alla conoscenza dei luoghi quella dei sapori che ne rappresentano l’espressione più immediata.
Il patrimonio materiale incontra così quello enogastronomico, componendo un racconto unitario nel quale il territorio non viene semplicemente mostrato, ma vissuto.
Ad arricchire ulteriormente l’esperienza sarà lo spettacolo itinerante “Palco Clandestino”, affidato alla direzione artistica di Danilo Rovani.
La dimensione performativa accompagnerà la scoperta degli ambienti, facendo della visita un’esperienza nella quale suggestione, racconto e spettacolo dialogheranno con la particolare atmosfera delle cavità tufacee.
È proprio questo intreccio a conferire all’appuntamento una fisionomia originale. Visitare le grotte significa conoscere una parte meno visibile di Cesa, mentre musica e spettacolo possono restituire a quegli spazi una voce contemporanea senza cancellarne la memoria.
L’Asprinum Festival costruisce pertanto la propria proposta intorno a una precisa idea di valorizzazione: partire dalle radici per trasformarle in esperienza culturale condivisa.
Il motto «Vivi le nostre radici» racchiude efficacemente questa filosofia.
La memoria, infatti, acquista forza quando smette di essere soltanto qualcosa da conservare e torna a diventare occasione di incontro. Aprire le grotte al pubblico significa restituire alla comunità luoghi che appartengono alla sua storia e, contemporaneamente, farli conoscere a chi arriva da fuori.
L’enogastronomia completa il percorso senza ridursi a semplice elemento di contorno. Il vino Asprinio e i prodotti locali diventano strumenti attraverso i quali leggere un territorio, comprenderne le tradizioni e riconoscere il legame fra ambiente, lavoro dell’uomo e cultura alimentare.
La giornata offrirà dunque differenti livelli di esperienza: la scoperta degli ambienti sotterranei, il racconto storico, la degustazione e lo spettacolo itinerante.
Un mosaico nel quale ciascun elemento rimanda all’altro e contribuisce a raccontare Cesa attraverso ciò che possiede di più autentico.
Particolare attenzione è richiesta anche alle caratteristiche del percorso. Gli organizzatori segnalano infatti la presenza di scale e consigliano ai visitatori un abbigliamento comodo, proprio in considerazione della conformazione degli ambienti che saranno attraversati.
La formula delle visite distribuite su tre turni consentirà di accompagnare il pubblico nella scoperta delle cavità nel corso dell’intera mattinata.
“Grotte Aperte” diventa così una maniera intelligente di promuovere il patrimonio locale: non estrarre un luogo dal proprio contesto per trasformarlo in semplice attrazione, ma raccontarlo attraverso la storia, i sapori e le espressioni culturali che gli appartengono.
In questo senso l’Asprinum Festival prova a costruire un ponte fra memoria e presente, offrendo al pubblico un’esperienza capace di parlare contemporaneamente alla curiosità del visitatore e al sentimento di appartenenza della comunità.
Oggi, domenica 20 settembre, le antiche grotte tufacee torneranno dunque ad accogliere visitatori nei tre turni delle 9.30, 10.30 e 11.30.
Sarà un viaggio verso il basso soltanto nella geografia dei luoghi. Nel significato, invece, sarà un viaggio in profondità: dentro la storia di Cesa, nella memoria delle sue pietre e in quella cultura dell’Asprinio che continua a raccontare il legame fra una comunità e la propria terra.
Alcune radici non hanno bisogno di essere cercate lontano: riposano sotto i nostri passi. Occorre soltanto aprire una porta, scendere qualche gradino e tornare ad ascoltarle.

