– Dalle ore 21, l’Auditorium Giovanni Paolo II accoglie la serata conclusiva della X Rassegna Jazz curata da ModernArtMusic: LeGrand Morricone con Cristina Renzetti, Giovanni Ceccarelli e Ferruccio Spinetti restituisce alla musica il potere di evocare ciò che non è più davanti ai nostri occhi
– Dopo l’apertura con Brasiliando Trio e Carditology Jazz Trio, il festival approda al suo ultimo atto con due differenti itinerari musicali: la memoria cinematografica di Ennio Morricone e l’orizzonte sonoro di Wormhole Travel. Ingresso libero fino a esaurimento posti
Vitulazio (Redazione) – L’uomo abita il tempo sapendo di non poterlo trattenere. Eppure la musica gli concede, talvolta, l’illusione sublime di poterlo attraversare nuovamente. Una melodia ascoltata molti anni prima ritorna e, con essa, riemergono un volto, una strada, una stagione della vita: ciò che sembrava perduto ricompare improvvisamente nella coscienza.
È dentro questa relazione fra memoria e presente che Vitulazio si prepara a vivere, questa sera, domenica 20 settembre, la seconda e conclusiva giornata della X Rassegna Jazz, promossa dall’associazione musicale e culturale ModernArtMusic.
Dalle ore 21, l’Auditorium Giovanni Paolo II di Viale degli Ulivi 11 diventerà il luogo di un doppio attraversamento musicale. Prima LeGrand Morricone, poi Wormhole Travel: due progetti differenti, accomunati dalla volontà di non considerare la musica come semplice intrattenimento, ma come spazio aperto all’interpretazione.
Al centro della prima parte della serata vi sarà inevitabilmente l’universo creativo di Ennio Morricone.
LeGrand Morricone affiderà quel patrimonio alla voce di Cristina Renzetti, al pianoforte di Giovanni Ceccarelli e al contrabbasso di Ferruccio Spinetti.
Tre presenze, tre strumenti espressivi, una materia musicale che appartiene ormai alla memoria collettiva.
Riascoltare Morricone significa infatti confrontarsi con un singolare paradosso: musiche nate per accompagnare immagini hanno finito per emanciparsi da quelle stesse immagini, conquistando un’esistenza autonoma.
Il cinema le ha generate, ma la memoria le ha rese libere.
Una successione di note può così ricondurre lo spettatore verso qualcosa che non è materialmente presente. Il paesaggio cinematografico scompare, lo schermo non esiste più, gli attori appartengono magari a un’altra stagione della vita; e tuttavia l’emozione permane.
La musica diventa allora presenza di un’assenza.
Ed è forse questa una delle ragioni profonde per cui le composizioni di Morricone continuano ad attraversare epoche e generazioni. Non raccontano soltanto ciò che accade sullo schermo: finiscono per incontrare la biografia di chi ascolta.
La proposta di questa sera assume dunque un significato particolare proprio nella sua essenzialità.
Voce, pianoforte e contrabbasso saranno chiamati a confrontarsi con melodie sedimentate nell’immaginario senza trasformarle in reperti intoccabili. Il jazz, del resto, vive proprio nella tensione fra ciò che è già scritto e ciò che può ancora accadere.
Interpretare significa scegliere.
Significa assumersi la responsabilità di entrare dentro una musica già conosciuta e cercarvi una possibilità ulteriore.
È questo il terreno sul quale si muoveranno Cristina Renzetti, Giovanni Ceccarelli e Ferruccio Spinetti, restituendo al repertorio morriconiano una dimensione raccolta nella quale l’ascolto diventa elemento centrale.
La X Rassegna Jazz trova così, nella sua seconda giornata, un approdo coerente con la natura stessa del genere: non ripetizione, ma trasformazione; non conservazione immobile, ma dialogo fra memoria e presente.
E quando il viaggio dentro la memoria cinematografica sembrerà concluso, la serata cambierà prospettiva.
Arriverà Wormhole Travel.
Il progetto vedrà protagonisti Pericle Odierna ai fiati, Lello Petrarca al pianoforte, Lello Somma al basso e Aldo Fucile alla batteria.
Persino il nome scelto dalla formazione suggerisce l’idea del passaggio.
Un “wormhole”, nella suggestione evocata dal termine, è un varco verso un altrove. Trasportata nella musica, l’immagine diventa particolarmente fertile: attraversare generi, possibilità, linguaggi e dimensioni sonore per raggiungere territori che all’inizio dell’ascolto non erano ancora prevedibili.
È qui che il jazz manifesta una delle proprie caratteristiche più profonde.
Ogni esecuzione contiene qualcosa che esiste e qualcosa che deve ancora esistere.
Il musicista conosce il punto dal quale parte, ma non possiede completamente quello nel quale arriverà.
Fra questi due estremi vive la libertà dell’interpretazione.
La serata odierna rappresenta il secondo capitolo di un percorso cominciato ieri con Brasiliando Trio, formato da Roberto Taufi alla chitarra, Fausto Beccalossi alla fisarmonica e Barbara Piperno al flauto traverso.
Sul palco è salito inoltre il Carditology Jazz Trio, con Claudio Cardito al sassofono e flauto, Mario Mazzaro al contrabbasso e Aldo Fucile alla batteria.
Quattro formazioni distribuite in due giornate costruiscono così la decima edizione di una manifestazione che affida alla pluralità dei linguaggi la propria identità.
Il traguardo della X Rassegna Jazz possiede, del resto, un valore che supera il semplice numero.
La continuità è una delle forme attraverso le quali un progetto culturale dimostra di avere costruito una relazione con il territorio.
ModernArtMusic giunge alla decima edizione scegliendo ancora una volta di portare la musica davanti al pubblico e di renderla accessibile: l’ingresso all’Auditorium Giovanni Paolo II è infatti libero fino a esaurimento dei posti.
Un dettaglio che possiede anche un significato culturale.
Aprire gratuitamente uno spazio all’ascolto significa considerare la musica non come privilegio, ma come possibilità condivisa.
Questa sera, dunque, non si incontreranno soltanto repertori differenti.
Si incontreranno memoria e attesa.
Da una parte una musica che sembra provenire dal passato e che continua ostinatamente a parlare al presente; dall’altra un viaggio sonoro che, già nel proprio nome, suggerisce la volontà di spingersi verso ciò che ancora non conosciamo.
Nel mezzo rimane l’ascoltatore.
Ed è proprio lui il vero luogo nel quale ogni concerto accade.
Perché una nota, da sola, è soltanto una vibrazione destinata a scomparire. Diventa esperienza quando incontra una coscienza capace di accoglierla, riconoscerla o perfino respingerla.
Alle ore 21, all’Auditorium Giovanni Paolo II, Vitulazio vivrà quindi l’ultimo atto della X Rassegna Jazz.
LeGrand Morricone riaprirà le stanze della memoria; Wormhole Travel proverà invece a spalancare quelle dell’ignoto.
Fra le due resterà quella sottile inquietudine che appartiene alla musica autentica: sapere che ogni suono nasce già destinato a finire e, proprio per questo, desiderare che non finisca.
Il concerto termina, il silenzio ritorna e il pubblico lascia la sala. Ma qualcosa resta.
La musica comincia davvero soltanto allora: quando non c’è più nessuno sul palco e ciò che abbiamo ascoltato continua, ostinatamente, dentro di noi.

