Caserta (m.m.) – Il Governo si mobilita per salvare la città dal dissesto finanziario. Caserta è. infatti, a un passo dal baratro finanziario, con un buco di bilancio di oltre 150 milioni di euro. Ma c’è una speranza: l’intervento del Governo, sostenuto dal deputato Gianpiero Zinzi (Lega) e discusso con Matteo Piantedosi. Il Ministro dell’Interno ha espresso impegno sulla questione, stimolato dalle segnalazioni della Lega e dei commissari prefettizi. L’obiettivo è chiaro: evitare il dissesto finanziario e garantire la continuità dei servizi ai cittadini. La situazione è critica, con il Comune che ha registrato conti in rosso e un disavanzo emerso nel consuntivo che ha precluso l’accesso ad altri fondi. La richiesta di un intervento governativo era già stata avanzata dal deputato della Lega che aveva denunciato la precaria situazione debitoria dell’ente.
Ma c’è un altro elemento che aggrava la situazione: la recente sentenza del Tar del Lazio, uscita di recente, che conferma lo scioglimento del Comune per infiltrazione mafiosa. La corte amministrativa ha respinto il ricorso presentato dall’ex sindaco Carlo Marino, che aveva impugnato il provvedimento di scioglimento adottato dal Ministro dell’Interno. La sentenza è un duro colpo per l’ex amministrazione comunale, che era già sotto osservazione per presunti legami con la camorra. Il Tar ha ritenuto fondati gli elementi raccolti durante le indagini, che dimostrano come alcuni esponenti del clan Belforte abbiano fornito appoggio a candidati poi eletti nell’amministrazione di Caserta.
La speranza è che l’intervento governativo possa stabilizzare le finanze comunali e garantire i servizi essenziali ai cittadini. La città di Caserta non può permettersi di perdere un’altra occasione per risollevarsi.

