Federico Coppitelli e Victor De Lucia: tra amarezza e orgoglio

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Caserta (Lorenzo Torre) – Un sogno sfiorato, accarezzato fino agli ultimi minuti, prima di infrangersi sul più crudele degli epiloghi. La esce dal primo turno nazionale dei playoff dopo l’1-1 dell’’Arechi’ contro la Salernitana, un risultato che premia i granata e spegne il cammino dei falchetti, chiamati a vincere con almeno due reti di scarto dopo il 2-3 dell’andata al ‘Pinto’.

Eppure, per lunghi tratti, i rossoblù avevano davvero dato l’impressione di poter compiere qualcosa di grande.
Una partita di sacrificio, personalità e coraggio. Una Casertana intensa, viva, aggressiva, capace di reggere l’urto di una squadra costruita per vincere e di giocarsela a viso aperto in un ambiente caldissimo. Poi, al 77’, la scintilla che aveva riacceso tutto: il gol rossoblù di Jonas Heinz, quello che aveva improvvisamente riaperto scenari, speranze e sogni. L’’Arechi’ gelato, la Salernitana improvvisamente fragile, i falchetti riversati in avanti alla ricerca di quell’impresa che avrebbe ribaltato ogni pronostico.

Ma nel calcio basta un attimo per passare dall’euforia al dolore. Nel forcing finale, proprio quando la Casertana stava tentando l’assalto disperato al secondo gol, è arrivata la rete di Ismail Achik che ha spento ogni speranza, fissando l’1-1 e certificando il passaggio del turno della Salernitana. Un colpo durissimo, arrivato forse nel momento emotivamente più delicato, quando i rossoblù avevano iniziato davvero a credere nell’impossibile.

Federico Coppitelli, nel post gara, non ha nascosto la delusione. C’è amarezza nelle parole del tecnico rossoblù, la consapevolezza che si interrompe il percorso di una squadra che lui stesso definisce “speciale”. Una squadra che, secondo l’allenatore, avrebbe meritato di andare avanti per quanto espresso durante tutta la stagione e in questo doppio confronto.
Il tecnico ha riconosciuto il valore dell’avversario, sottolineando come la Salernitana sia arrivata a questa fase con più energie e riposo nelle gambe. Ma allo stesso tempo ha difeso con forza la prova dei suoi, indicando nella gara dell’Arechi forse il punto più alto dell’espressione calcistica della Casertana, soprattutto per qualità del primo tempo.

Il grande rimpianto, inevitabilmente, resta quello della concretezza. Coppitelli ha evidenziato come all’andata la Salernitana fosse stata tremendamente cinica nello sfruttare praticamente tutte le occasioni create, mentre stavolta la Casertana non è riuscita a trasformare in gol quanto prodotto, lasciando aperta la partita quando il 2-0 avrebbe potuto davvero cambiare tutto.

E se il tecnico parla di amarezza, Victor De Lucia sceglie invece la strada dell’orgoglio.
Il portiere rossoblù, ancora una volta tra i protagonisti, ha rivendicato il valore umano e tecnico di un gruppo che, a suo dire, ha dimostrato in questo doppio confronto persino qualcosa in più rispetto all’avversario. Parole forti, dettate dalla convinzione di aver costruito qualcosa di autentico durante tutta la stagione.

Per De Lucia, infatti, il vero successo di questa Casertana va oltre l’eliminazione. È nel rapporto ritrovato con la città, nell’entusiasmo ricreato, in un popolo tornato a riconoscersi nella propria squadra. E non è un caso, sottolinea il portiere, che la gente abbia accompagnato il gruppo con orgoglio fino all’ultimo minuto.

Resta il dolore del presente, inevitabile dopo un’eliminazione arrivata quando il sogno sembrava ancora possibile. Ma resta anche una certezza: questa Casertana esce tra gli applausi, a testa alta, dopo aver lottato su ogni pallone e aver costretto una corazzata come la Salernitana a soffrire fino alla fine.

Perché forse il calcio è anche questo: non sempre premia chi merita di più. Ma lascia tracce profonde in chi sa combattere fino all’ultimo respiro. E questi falchetti, comunque vada, hanno lasciato qualcosa.

© Photocredit pagina Facebook Casertana