Rete idrica moderna, scuole più sicure e trasparenza amministrativa: il piano di D’Agostino per il futuro di Cesa

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Cesa (Redazione) Concretezza amministrativa, attenzione alle infrastrutture essenziali e una politica capace di ritrovare il contatto diretto con i cittadini. Sono questi i cardini dell’intervento pubblico di Cesare D’Agostino, candidato al Consiglio comunale di Cesa nella lista “Cesa in Comune”, a sostegno del candidato sindaco Giuseppe Fiorillo.

Impiegato con una lunga esperienza maturata nel settore del provveditorato tra Milano, Roma e Caserta, D’Agostino porta nella competizione elettorale una conoscenza approfondita della macchina amministrativa, costruita nel tempo attraverso incarichi e attività legate alla gestione pubblica. Un percorso iniziato nei primi anni Duemila e sviluppatosi, come lui stesso sottolinea, attorno a una visione improntata alla serietà istituzionale, all’ascolto e alla presenza costante sul territorio.

Nel corso del suo intervento, il candidato ha insistito su un concetto destinato a diventare uno dei punti centrali della proposta politica della lista: «Noi ci saremo». Una formula semplice, pronunciata però come una promessa di presenza concreta accanto ai cittadini, in una fase storica in cui la distanza tra istituzioni e comunità appare sempre più evidente.

D’Agostino ha parlato apertamente della necessità di superare logiche clientelari e meccanismi che, a suo giudizio, finiscono per trasformare diritti e servizi in concessioni personali. Da qui la volontà dichiarata di costruire un’amministrazione fondata su trasparenza, legalità, partecipazione e giustizia sociale.

«Il Comune deve tornare ad essere la casa dei cittadini», ha affermato, spiegando come il nome stesso della lista “Cesa in Comune” richiami l’idea di un municipio realmente partecipato, aperto al coinvolgimento diretto della popolazione nelle decisioni future.

Uno dei passaggi più duri del suo ragionamento ha riguardato l’utilizzo dei finanziamenti arrivati negli ultimi anni sul territorio. Secondo il candidato, i circa 24 milioni di euro intercettati dal Comune avrebbero richiesto scelte progettuali differenti.

Pur riconoscendo la realizzazione di alcune opere pubbliche, D’Agostino ritiene che una parte consistente delle risorse sia stata indirizzata verso interventi considerati meno prioritari rispetto alle reali necessità della comunità. Il riferimento è soprattutto ai parchi pubblici e alle strutture ricreative, che – secondo la sua analisi – rischierebbero persino di essere affidati a soggetti privati per la gestione futura.

Da qui la critica politica rivolta all’amministrazione uscente e la richiesta di concentrare gli investimenti su opere infrastrutturali essenziali. In cima alle priorità indicate dal candidato compare la rete idrica cittadina, descritta come ormai deteriorata e caratterizzata da continue perdite.

«Chi vive quotidianamente il paese conosce bene i disagi legati alla dispersione idrica», ha spiegato, sostenendo che con le risorse disponibili si sarebbe potuta progettare una rete nuova e tecnologicamente più avanzata.

Accanto alla questione idrica, il candidato ha richiamato anche le criticità del sistema fognario, soffermandosi in particolare sugli storici allagamenti di via Marini e sulla necessità di adeguamenti strutturali in diverse aree del territorio comunale.

Ampio spazio è stato dedicato anche alle scuole. D’Agostino ha denunciato condizioni di trascuratezza che interesserebbero gli edifici scolastici cittadini, nonostante i finanziamenti ottenuti negli ultimi anni grazie ai fondi PNRR.

Secondo il candidato, la manutenzione insufficiente di alcune strutture rappresenterebbe una problematica non più rinviabile, soprattutto per ciò che riguarda la sicurezza degli studenti. «La tutela dei bambini deve venire prima di qualsiasi altra cosa», ha ribadito nel corso del suo intervento pubblico.

Nel programma illustrato durante il comizio trova spazio anche una lunga riflessione sul tema urbanistico. D’Agostino ha definito “anomalo” il fatto che il Comune di Cesa non disponga da anni di un assessore all’Urbanistica, criticando l’attuale assetto amministrativo e ponendo interrogativi sulla gestione di un settore considerato strategico per il futuro del territorio.

Il candidato ha evidenziato come Cesa presenti una densità abitativa estremamente elevata rispetto alla superficie disponibile, ormai urbanizzata quasi totalmente. Una situazione che, a suo giudizio, imporrebbe una pianificazione rigorosa, orientata alla tutela della vivibilità urbana e al contenimento delle speculazioni edilizie.

Tra le proposte avanzate figurano il sostegno all’edilizia privata dei singoli cittadini, l’incentivazione di housing sociali e l’apertura di un tavolo istituzionale con la Regione Campania per avviare una concreta rigenerazione urbana.

Particolarmente significativo anche il passaggio dedicato alla gestione delle finanze pubbliche. D’Agostino ha assunto pubblicamente l’impegno a utilizzare «ogni centesimo con l’oculatezza del buon padre di famiglia», prendendo nettamente le distanze dall’idea che il denaro comunale possa essere considerato “soldi di nessuno”.

L’obiettivo dichiarato sarebbe quello di razionalizzare la spesa pubblica e, laddove possibile, destinare eventuali risparmi alla riduzione della pressione fiscale locale, intervenendo su imposte e tributi come Imu, Tari e bollette idriche.

Nella parte conclusiva del suo intervento, il candidato ha infine richiamato il rapporto costruito negli anni con numerosi cittadini attraverso attività di consulenza sindacale nel settore scolastico. Una disponibilità che, racconta, si sarebbe tradotta spesso in supporto concreto per persone alle prese con problematiche burocratiche e amministrative.

Una candidatura che punta dunque a presentarsi come alternativa amministrativa fondata meno sull’immagine e più sull’operatività quotidiana. Per D’Agostino, la sfida delle prossime elezioni comunali sembra giocarsi soprattutto sulla capacità di riportare al centro le esigenze concrete di una comunità che chiede infrastrutture efficienti, servizi adeguati e istituzioni percepite finalmente come vicine ai cittadini.