Marcianise (Simona Squillino) – Una tragedia che ha scosso profondamente la comunità di Marcianise e riaccende i riflettori sulle criticità del sistema sanitario territoriale. Una donna di 82 anni è deceduta, alcuni giorni fa, mentre si trovava ancora sulla barella del 118, in attesa all’esterno dell’ospedale prima di poter essere presa in carico dal pronto soccorso.
Un episodio doloroso che, al di là delle responsabilità eventualmente da accertare, porta nuovamente all’attenzione pubblica il fenomeno delle cosiddette “ambulanze bloccate”, una delle emergenze più delicate che da tempo interessa l’Asl di Caserta e numerose realtà ospedaliere del territorio.
Alla base del problema vi è il sovraffollamento dei pronto soccorso. Quando i reparti d’emergenza raggiungono la saturazione e i posti letto risultano indisponibili, il trasferimento dei pazienti dalle ambulanze alle strutture ospedaliere subisce rallentamenti anche molto lunghi. In questi casi, infatti, il personale del 118 è costretto a restare sul posto, poiché la responsabilità sanitaria e legale del paziente permane in capo agli operatori fino all’effettiva presa in carico da parte dell’ospedale.
Una situazione che genera inevitabili ripercussioni sull’intero sistema di emergenza-urgenza. Da una parte, i mezzi di soccorso restano immobilizzati per ore, riducendo la capacità di risposta alle nuove richieste di intervento; dall’altra, medici e infermieri ospedalieri si trovano a fronteggiare un afflusso superiore rispetto alle possibilità organizzative delle strutture.
Le criticità risultano strettamente collegate alla carenza di personale sanitario, alla limitata disponibilità di spazi adeguati e a una rete territoriale che fatica ancora a sostenere il peso crescente delle emergenze, nonostante gli investimenti e gli interventi annunciati negli ultimi anni.
La morte dell’anziana donna assume così il valore simbolico di un disagio più ampio, che coinvolge non soltanto i pazienti e le famiglie, ma anche gli operatori sanitari chiamati ogni giorno a lavorare in condizioni estremamente complesse.
Per affrontare concretamente questa emergenza appare indispensabile rafforzare la medicina territoriale e potenziare le strutture di supporto capaci di alleggerire la pressione sui grandi ospedali. Garantire tempi rapidi di assistenza, disponibilità dei mezzi di soccorso e condizioni operative adeguate rappresenta oggi una priorità imprescindibile per assicurare il diritto alla salute dei cittadini e restituire dignità a chi opera quotidianamente in prima linea.

