Grazzanise (Redazione) – Per anni è rimasto sospeso tra promesse incompiute, frenate burocratiche e visioni mai del tutto svanite. Oggi, però, il nome dell’aeroporto “Carlo Romagnoli” di Grazzanise torna con forza al centro del dibattito infrastrutturale nazionale. E stavolta non come semplice suggestione politica, ma attraverso uno studio di fattibilità ufficiale commissionato da Confindustria Caserta alla società internazionale STEER, specializzata nello sviluppo economico e infrastrutturale. Un passaggio che potrebbe riaprire concretamente il dossier sullo scalo civile nel Casertano.
La presentazione dello studio, avvenuta nella sede di Confindustria Caserta, ha riportato sotto i riflettori un progetto considerato strategico per il futuro dell’intera Campania. Secondo quanto emerso dall’analisi illustrata dagli esperti, Grazzanise potrebbe diventare un aeroporto “satellite” integrato con Napoli Capodichino e Salerno Costa d’Amalfi, sul modello dei grandi sistemi aeroportuali europei come Parigi, Bruxelles e Milano.
Il piano ipotizzato punta infatti a costruire una rete coordinata di scali: Capodichino resterebbe l’hub premium dedicato ai collegamenti internazionali di fascia alta, soprattutto verso Nord America, Canada e Medio Oriente; Salerno continuerebbe a intercettare il traffico turistico diretto verso Costiera Amalfitana, Cilento e sud della regione; Grazzanise, invece, assumerebbe il ruolo di infrastruttura complementare destinata a decongestionare Napoli, accogliendo una parte crescente del traffico passeggeri e potenzialmente anche del comparto cargo.
I numeri illustrati nello studio spiegano la portata della questione. Attualmente Capodichino movimenta circa 13,6 milioni di passeggeri annui, ma secondo le proiezioni elaborate da STEER, pur con interventi di ottimizzazione, lo scalo napoletano raggiungerà entro il 2056 una soglia massima di circa 16,9 milioni di utenti. Una capacità insufficiente rispetto alla domanda prevista, che potrebbe sfiorare i 24 milioni di passeggeri. In questo scenario Grazzanise verrebbe attivato dal 2032, arrivando nel 2056 a sostenere circa 3 milioni di viaggiatori annui.
Lo studio si inserisce inoltre nel nuovo Piano Nazionale Aeroporti 2026-2035, nel quale Grazzanise compare ufficialmente tra le infrastrutture strategiche da valutare per il futuro del sistema aeroportuale italiano. Un dettaglio tutt’altro che secondario, perché restituisce centralità a uno scalo rimasto per anni ai margini delle priorità nazionali.
L’aeroporto “Carlo Romagnoli” possiede una lunga storia militare. Sede del 9º Stormo dell’Aeronautica Militare, la struttura venne costruita negli anni Sessanta e nel tempo ha ospitato importanti reparti operativi e velivoli storici dell’aviazione italiana. Già nel 1992, durante lavori a Capodichino, parte del traffico aereo napoletano venne temporaneamente deviato proprio su Grazzanise, dimostrando la compatibilità tecnica dello scalo con utilizzi civili.
Il tema dell’apertura al traffico commerciale attraversa ormai oltre vent’anni di dibattiti politici e istituzionali. Nel 2004 la Regione Campania avviò il primo iter per l’uso civile della struttura; nel 2009 venne firmata un’intesa tra ENAC, Ministero dei Trasporti e Gesac per la gestione del futuro aeroporto. Successivamente il progetto fu escluso dai piani nazionali, salvo poi ritornare d’attualità negli ultimi anni grazie al progressivo aumento dei flussi turistici e logistici nel Mezzogiorno.
Secondo il presidente di Confindustria Caserta, Beniamino Schiavone, lo sviluppo di Grazzanise non rappresenterebbe una concorrenza diretta a Napoli, ma un’infrastruttura complementare capace di sostenere la crescita economica dell’intera area campana, soprattutto sul fronte logistico e merci.
Naturalmente restano numerose criticità da affrontare. Lo stesso studio evidenzia la necessità di rafforzare collegamenti ferroviari e viabilità stradale, oggi ritenuti insufficienti per sostenere un eventuale aumento del traffico aeroportuale.
Ma il ritorno del progetto nel dibattito pubblico restituisce comunque centralità a Terra di Lavoro. In un territorio spesso associato soltanto a emergenze sociali e cronache giudiziarie, l’idea di una grande infrastruttura moderna alimenta aspettative economiche, occupazionali e turistiche.
Perché gli aeroporti non rappresentano soltanto piste e terminal: diventano simboli di connessione, sviluppo e visione strategica. E Grazzanise, dopo anni di silenzio, sembra voler tornare a guardare il cielo come una possibilità concreta di futuro.

