Lusciano, sotto la terra riaffiora la guerra: conclusa la gigantesca bonifica di 4.483 ordigni bellici nel Casertano

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Lusciano (Redazione) – Per oltre ottant’anni sono rimasti sepolti nel sottosuolo, silenziosi e invisibili, nascosti sotto campi, strade e cantieri. Bombe, proiettili, residuati esplosivi della Seconda guerra mondiale rimasti intrappolati nella terra del Casertano come una ferita mai del tutto rimarginata. Oggi, dopo oltre due anni e mezzo di operazioni ad altissima complessità tecnica, l’Esercito Italiano ha concluso una delle più imponenti attività di bonifica bellica mai realizzate in provincia di Caserta: neutralizzati 4.483 ordigni rinvenuti nel territorio di Lusciano.

La notizia restituisce l’impressionante dimensione di un intervento iniziato nell’ottobre del 2023 e proseguito senza interruzioni grazie al lavoro degli artificieri del 21° Reggimento Genio Guastatori dell’Esercito, impegnati in una delicatissima attività di recupero, catalogazione e neutralizzazione di residuati esplosivi rimasti inesplosi dalla seconda metà degli anni Quaranta.

L’operazione ha coinvolto una macchina organizzativa enorme. Accanto ai militari hanno lavorato Prefettura, Forze dell’Ordine, Vigili del Fuoco, Genio Civile, Croce Rossa, 118, Polizie locali, ANAS, Autostrade per l’Italia e diversi Comuni del territorio, tra cui Lusciano, Casagiove, Sparanise, San Pietro Infine e San Tammaro. Fondamentale anche il supporto logistico fornito dal custode giudiziario della società Silmac, che ha messo a disposizione alcune cave utilizzate per il brillamento controllato degli ordigni.

Gli esplosivi recuperati venivano temporaneamente custoditi nel deposito di Carditello prima delle operazioni di distruzione. Un lavoro minuzioso, svolto in condizioni di rischio elevatissimo, che ha richiesto competenze specialistiche e protocolli rigidissimi di sicurezza.

Il Casertano continua ancora oggi a restituire tracce materiali della guerra. Durante il secondo conflitto mondiale, l’intera area fu teatro di bombardamenti devastanti, movimenti militari e violenti scontri lungo la linea difensiva tedesca. La provincia di Caserta rappresentò uno snodo strategico durante l’avanzata alleata verso Napoli e Roma.

Molti ordigni, caduti senza esplodere, rimasero sepolti nel terreno agricolo o inglobati nel sottosuolo urbano. Ancora oggi, durante scavi, lavori infrastrutturali o interventi edilizi, riaffiorano residuati bellici capaci di provocare danni devastanti.

Negli ultimi anni episodi analoghi si sono verificati più volte nel territorio provinciale. A Castel Volturno, ad esempio, nel 2025 furono rinvenuti due ordigni inesplosi all’interno di un cantiere per un impianto fotovoltaico in località Guarino. Anche in altre aree del Casertano continuano periodicamente emergenze legate alla presenza di bombe risalenti alla guerra.

La bonifica conclusa a Lusciano assume quindi un valore enorme non soltanto sul piano della sicurezza pubblica, ma anche sotto il profilo storico e simbolico. Liberare il territorio da migliaia di esplosivi significa sottrarre il presente all’ombra persistente del passato.

Dietro ogni ordigno recuperato si nasconde infatti una memoria drammatica: bombardamenti, fughe, distruzioni, paura. Ogni residuato racconta indirettamente la sofferenza vissuta da intere comunità durante il conflitto mondiale.

Il lavoro degli artificieri dell’Esercito continua a rappresentare una delle attività meno visibili ma più delicate dello Stato. Interventi silenziosi, spesso lontani dai riflettori, che consentono quotidianamente di proteggere cittadini, infrastrutture e territori.

Ogni ordigno neutralizzato rappresenta anche una vittoria della vita sulla distruzione, della competenza sulla paura e della pace sulle macerie lasciate dalla storia.