Ruviano (Redazione) – Nel cuore dell’Alto Casertano, tra paesaggi di rara suggestione e tracce di una storia cinematografica che affonda le proprie radici negli anni d’oro del grande schermo italiano, il Ruviano International Film Festival si conferma una delle più interessanti realtà culturali emergenti del Mezzogiorno. La seconda edizione della rassegna, con la direzione artistica di Antonio Bonagura e Max Oliva, sta infatti trasformando il piccolo borgo in un luogo d’incontro tra cinema, formazione, territorio e innovazione, con una proposta capace di coniugare dimensione internazionale e forte identità locale.
La manifestazione nasce da una scelta tutt’altro che casuale. Dopo un’attenta analisi di diversi territori, gli organizzatori hanno individuato proprio Ruviano come scenario ideale per ospitare un progetto culturale destinato a crescere nel tempo.
«La scelta è caduta su Ruviano perché abbiamo trovato un’amministrazione lungimirante e disponibile», ha spiegato Antonio Bonagura. «Il sindaco Angelo Coppola e il vicesindaco Roberto Cusano hanno creduto nell’iniziativa. Inizialmente c’era qualche perplessità, ma i risultati della prima edizione hanno dimostrato la validità del percorso intrapreso e oggi il rapporto di fiducia è totale».
Un’intuizione che si è rivelata vincente. Rispetto all’esordio dello scorso anno, il festival ha ampliato il proprio raggio d’azione, elevando il livello delle proposte artistiche, degli ospiti e delle attività collaterali.
L’ambizione dichiarata è quella di superare il tradizionale modello della semplice rassegna cinematografica per assumere una funzione più ampia, capace di incidere sul tessuto sociale e culturale del territorio.
«Un festival non dovrebbe limitarsi alla proiezione delle opere», ha osservato Bonagura. «Deve diventare uno spazio di confronto permanente, uno strumento attraverso il quale una comunità costruisce consapevolezza culturale e nuove opportunità di crescita».
In quest’ottica si inseriscono i workshop gratuiti dedicati alla recitazione cinematografica, alla direzione della fotografia, all’impiego dei droni nelle produzioni audiovisive e alle applicazioni dell’intelligenza artificiale nel cinema. Iniziative sostenute direttamente dagli organizzatori e pensate per offrire occasioni concrete di formazione ai giovani.
L’incremento delle presenze registrato in questi giorni testimonia come la manifestazione stia progressivamente conquistando attenzione e credibilità, attirando spettatori provenienti anche da realtà esterne al territorio.
Tra gli appuntamenti più significativi figura il talk “Visioni dal Borgo”, dedicato al cinema indipendente e alle sfide che caratterizzano oggi il settore audiovisivo. Un confronto approfondito che ha riunito professionisti impegnati nei diversi ambiti della filiera cinematografica.
«Esistono produzioni indipendenti di grande qualità che spesso restano invisibili al grande pubblico», ha evidenziato Bonagura. «La distribuzione continua a rappresentare il principale ostacolo. Festival come il nostro possono diventare strumenti fondamentali per dare visibilità a opere che difficilmente troverebbero spazio nei circuiti tradizionali».
Dello stesso avviso Max Oliva, che guarda alla manifestazione come a una piattaforma sempre più autorevole per la valorizzazione dei nuovi talenti. «Il nostro obiettivo è costruire un punto di riferimento stabile per autori, interpreti e produttori indipendenti, creando connessioni tra creatività, formazione e territorio», ha dichiarato il co-direttore artistico.
«Siamo soddisfatti della risposta che il festival sta ricevendo e della crescente partecipazione registrata rispetto alla prima edizione», ha sottolineato ancora Max Oliva. «Naturalmente auspichiamo che negli anni il legame con la comunità locale diventi sempre più forte e partecipato. Manifestazioni come questa hanno bisogno del sostegno delle istituzioni, ma anche dell’entusiasmo dei cittadini».
A rendere ancora più affascinante il legame tra il festival e il borgo è la straordinaria eredità cinematografica custodita da questi luoghi. Proprio nelle campagne circostanti, infatti, nel 1955 vennero girate alcune scene della celebre pellicola.
Non a caso il riconoscimento più prestigioso della rassegna porta proprio il nome di “Premio La Bella Mugnaia”, assegnato all’opera che ottiene il maggiore apprezzamento da parte della giuria tecnica.
Tra gli eventi più partecipati della giornata di oggi, sabato 13 giugno, si è distinto il “Trekking della Bella Mugnaia”, un itinerario culturale e naturalistico che ha coinvolto circa cinquanta partecipanti accompagnandoli fino alla storica masseria utilizzata come set del film. Un’esperienza che ha permesso di riscoprire il territorio attraverso il racconto del cinema e di rievocare una delle produzioni più significative girate in quest’area.
La riuscita della manifestazione è sostenuta anche dall’impegno dell’intero staff organizzativo composto da Pina Farina, Imma Rivetti, Fabiana Giaquinto, Carola Delli Paoli e Paola Milone, protagoniste di un prezioso lavoro dietro le quinte che contribuisce al buon esito di ogni appuntamento in programma.
Di particolare rilievo anche la partecipazione dell’attore Alessandro Tebano, direttore dell’associazione La Margherita di Casapulla, e degli artisti Fabio Maria Rotoloni, Gerardo De Vito e Giovanna Curcio, coinvolti nelle attività della rassegna e nei momenti di confronto con il pubblico.
Più che una semplice manifestazione cinematografica, il Ruviano International Film Festival si sta affermando come un laboratorio culturale diffuso, capace di mettere in dialogo memoria e innovazione, tradizione e sperimentazione. Una scommessa che, partita da un piccolo borgo dell’Alto Casertano, ambisce oggi a ritagliarsi uno spazio sempre più autorevole nel panorama nazionale, dimostrando come la cultura possa diventare motore di crescita, occasione di incontro e strumento di valorizzazione del territorio.
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