Lusciano, la forza della vita oltre ogni barriera: Corrado Loffredo presenta «Hai mai provato a gridare sott’acqua»

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– Mercoledì 28 ottobre, alle ore 19, la sala polifunzionale del Palazzo Ducale ospiterà la presentazione della nuova opera del giovane scrittore di 24 anni. Un racconto intenso e profondamente umano dedicato alla zia Felicia D’Angiolella, conosciuta da tutti come Pupetta, esempio di coraggio, dignità e amore per la vita

– Il sindaco Marco Valentino aprirà l’incontro con i saluti istituzionali, sottolineando il valore della letteratura e l’importanza di sostenere i giovani talenti del territorio. Dopo l’esordio a soli 17 anni con «Destini paralleli», l’autore torna a emozionare con una storia di affetti familiari, resilienza e superamento delle barriere sociali

Lusciano (Redazione) – Una storia di amore, coraggio e straordinaria dignità, capace di trasformare un’esperienza familiare in un racconto universale sulla forza dell’esistenza e sul valore delle relazioni umane. Grande attesa a Lusciano per la presentazione di «Hai mai provato a gridare sott’acqua», la nuova opera letteraria di Corrado Loffredo, giovane scrittore di 24 anni che, nonostante l’età, vanta già un significativo percorso culturale e una particolare sensibilità nella narrazione delle emozioni e delle esperienze personali.

L’appuntamento è fissato per mercoledì 28 ottobre 2026, alle ore 19, nella suggestiva sala polifunzionale del Palazzo Ducale di Lusciano, edificio storico che custodisce una parte importante della memoria architettonica e culturale della comunità.

Un luogo particolarmente significativo per ospitare un incontro dedicato alla letteratura, alla memoria degli affetti e alla capacità della scrittura di restituire voce a storie personali che meritano di essere conosciute e condivise.

La presentazione si aprirà con i saluti istituzionali del sindaco di Lusciano, Marco Valentino, che ha espresso apprezzamento per il percorso artistico e umano del giovane autore, sottolineando l’importanza di valorizzare le risorse culturali e i talenti emergenti del territorio.

Al centro dell’opera la figura di Felicia D’Angiolella, affettuosamente conosciuta da tutti come Pupetta, zia dello scrittore e protagonista di una vicenda umana segnata da difficoltà, sacrifici, ma soprattutto da una straordinaria capacità di affrontare la vita senza rinunciare alla propria dignità.

A soli vent’anni, Felicia aveva dovuto iniziare a confrontarsi con una condizione che l’avrebbe accompagnata per il resto della sua esistenza: vivere su una sedia a rotelle.

Una circostanza che avrebbe potuto limitare profondamente le sue aspirazioni, ma che non le impedì di continuare a vivere con entusiasmo, determinazione e una particolare attenzione ai valori fondamentali della persona.

Il racconto di Corrado Loffredo ripercorre proprio questa esperienza, restituendo al lettore il ritratto di una donna capace di affrontare le difficoltà quotidiane senza perdere il desiderio di partecipare alla vita, coltivare gli affetti e rivendicare i propri diritti.

Nel libro trovano spazio i ricordi condivisi con la zia, gli insegnamenti ricevuti e quella complicità familiare che, nel tempo, ha contribuito a formare la sensibilità e la visione del mondo del giovane scrittore.

La storia di Pupetta diventa così un’occasione per riflettere non soltanto sulla disabilità, ma soprattutto sulle barriere culturali e sociali che possono ostacolare la piena partecipazione delle persone alla vita collettiva.

Diritti, doveri, libertà, valori e dignità costituiscono i riferimenti attorno ai quali si sviluppa una narrazione che invita a guardare oltre le difficoltà fisiche, riconoscendo nella persona la ricchezza delle sue esperienze, delle sue aspirazioni e della sua capacità di amare.

La vicenda di Felicia D’Angiolella, scomparsa quando era ormai prossima ai cinquant’anni, assume un significato ancora più profondo attraverso il legame affettivo che la univa al nipote.

Il ricordo del suo sorriso, della forza con la quale affrontava gli ostacoli e dell’entusiasmo che continuava a manifestare anche nei momenti più difficili attraversa idealmente le pagine del libro, trasformando la memoria personale in una testimonianza destinata a raggiungere un pubblico più ampio.

Una narrazione nella quale il dolore della perdita non cancella la bellezza dell’esperienza condivisa, ma diventa occasione per custodire e trasmettere il valore di una vita vissuta intensamente.

Attraverso la scrittura, Corrado Loffredo riesce a costruire un percorso emotivo che invita il lettore a riconoscersi nelle fragilità, nelle speranze e nelle difficoltà dei protagonisti.

Il titolo stesso, «Hai mai provato a gridare sott’acqua», suggerisce una condizione nella quale il bisogno di esprimersi incontra ostacoli apparentemente insuperabili. Un’immagine evocativa che richiama la difficoltà di far ascoltare la propria voce, ma anche la volontà di non arrendersi al silenzio.

Il nuovo lavoro rappresenta un ulteriore passaggio nel percorso letterario dell’autore, iniziato precocemente quando, a soli 17 anni, pubblicò la sua prima opera, «Destini paralleli. Incontrarsi, rifugiarsi, appartenersi».

Un esordio che aveva già evidenziato il suo interesse per le relazioni umane, i sentimenti e la complessità dei legami affettivi, temi che trovano oggi una dimensione ancora più personale e matura.

Con questa seconda esperienza narrativa, il giovane scrittore torna a confrontarsi con la profondità delle emozioni, scegliendo di affidare alla pagina scritta una parte particolarmente significativa della propria storia familiare.

A sottolineare il valore dell’iniziativa è il sindaco Marco Valentino, che considera la presentazione del libro anche un’importante occasione di promozione culturale per la comunità di Lusciano.

Il primo cittadino ha richiamato la necessità di «valorizzare risorse e giovani professionisti», riconoscendo nel percorso di Corrado Loffredo un esempio di come talento, sensibilità e determinazione possano contribuire alla crescita culturale del territorio.

Particolarmente sentito il riferimento alla figura di Pupetta, alla quale il sindaco dedica una riflessione sul valore della vita e sulla capacità di affrontare le difficoltà senza rinunciare alla propria libertà e alla propria dignità.

Secondo Marco Valentino, l’opera possiede una dimensione che supera quella strettamente letteraria, proponendosi come «un vero e proprio inno alla vita».

Un messaggio che trova la propria forza nella storia di una donna che ha saputo vivere con intensità il rapporto con gli altri, affrontando ostacoli personali e sociali senza smarrire il significato degli affetti e della partecipazione.

Il sindaco ha quindi rivolto un invito alla cittadinanza di Lusciano e a quanti, anche dai Comuni limitrofi, desiderano prendere parte a un appuntamento che si preannuncia ricco di emozioni e contenuti culturali.

La scelta del Palazzo Ducale conferisce ulteriore significato alla manifestazione, inserendo la presentazione in un contesto storico che rappresenta uno dei riferimenti identitari della città.

L’iniziativa offrirà inoltre l’opportunità di riflettere sul ruolo della letteratura contemporanea nel raccontare esperienze di vita autentiche, capaci di sensibilizzare i lettori sui temi dell’inclusione, della dignità personale e del rispetto delle differenze.

Per Corrado Loffredo, la serata del 28 ottobre rappresenterà anche un momento particolarmente emozionante, nel quale la memoria della zia Felicia tornerà a vivere attraverso le parole, i ricordi e le riflessioni suscitate dal suo libro.

Una testimonianza che invita a superare la rappresentazione della disabilità esclusivamente attraverso le difficoltà, restituendo centralità alla persona, alla sua storia e alla libertà di vivere pienamente la propria esistenza.

Il valore di una vita non si misura attraverso gli ostacoli incontrati, ma nella capacità di attribuire significato agli affetti, alle esperienze e ai gesti quotidiani.

In questo risiede il messaggio più autentico di «Hai mai provato a gridare sott’acqua»: ricordare che anche una voce apparentemente soffocata dalle difficoltà può continuare a farsi ascoltare, trasformandosi in una testimonianza di amore, coraggio e straordinaria umanità.