Maddaloni, Matteo volato dal terzo piano: avanza l’ipotesi dell’omicidio

Tempo di lettura: < 1 minute

Maddaloni (Redazione) – Colpo di scena nelle indagini sulla morte del 17enne Matteo Carfora. Nuovi elementi investigativi, in particolare alcune tracce di liquido mai repertate né analizzate, compatibili con materiale ematico, emergono nella vicenda del giovane, deceduto dopo essere precipitato dal terzo piano della propria abitazione di via Gramsci, a Maddaloni, il 9 aprile 2025.

Una tragedia che, secondo la Procura di Santa Maria Capua Vetere, sarebbe riconducibile a un suicidio, ma rispetto alla quale i familiari del ragazzo non hanno mai condiviso tale ricostruzione.
Il fratello del 17enne ha incaricato l’avvocato Sergio Pisani di fare piena luce sull’accaduto, sostenendo l’ipotesi che Matteo possa essere stato ucciso.
Già nei mesi scorsi il legale aveva depositato una memoria difensiva opponendosi alla richiesta di archiviazione avanzata dal pubblico ministero Gionata Fiore, titolare di un fascicolo per istigazione al suicidio. Anche il padre del ragazzo, assistito dall’avvocato Francesco Liguori, ha presentato opposizione alla richiesta della Procura.

Secondo l’avvocato Pisani, «l’ipotesi suicidaria appare priva di un solido supporto probatorio e, al contrario, emergono concrete piste alternative compatibili con un possibile intervento di terzi e con un’eventuale simulazione della scena dei fatti».

Tra gli elementi evidenziati dalla difesa vi è anche la posizione in cui sarebbe stato rinvenuto il corpo del giovane, «a una distanza significativa rispetto alla verticale della finestra dalla quale si assume sia avvenuta la caduta». Una circostanza che, secondo il legale, non sarebbe stata sottoposta a una perizia cinematica e che potrebbe risultare compatibile con diverse ipotesi investigative, tra cui un eventuale spostamento del corpo, una caduta avvenuta da un punto diverso rispetto a quello inizialmente individuato oppure una possibile alterazione della scena finalizzata a simulare un suicidio.

Le indagini restano in corso e sarà l’autorità giudiziaria a valutare gli ulteriori elementi emersi.