Maddaloni protagonista a Chicago: dalla clinica “San Michele” uno studio che rivoluziona la cardiochirurgia valvolare

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Maddaloni (Nota Stampa) – Un significativo contributo scientifico italiano è stato presentato a Chicago nel corso dell’Heart Valve Society 2026, uno dei congressi internazionali più prestigiosi nel campo della cardiochirurgia.

Lo studio è il risultato di una collaborazione internazionale che coinvolge la Casa di Cura “San Michele” di Maddaloni, l’Università Europea di Roma e il Lancashire Cardiac Centre di Blackpool, nel Regno Unito.

La ricerca, dal titolo “Hemodynamic Performance of Sutureless and Rapid-deployment Aortic Valves across Annular Sizes: Insights from a Propensity-matched Cohort”, ha analizzato le prestazioni emodinamiche di due tipologie di protesi valvolari chirurgiche di ultima generazione: le valvole sutureless, impiantate senza suture tradizionali, e quelle rapid-deployment, a impianto rapido.

Lo studio ha coinvolto un campione significativo di 855 pazienti sottoposti a sostituzione chirurgica della valvola aortica, confrontando, attraverso un’analisi statistica avanzata, i risultati delle protesi Perceval-S e Intuity.

I dati emersi appaiono di notevole rilevanza clinica: le valvole a rapido impianto hanno evidenziato gradienti transvalvolari più bassi e una minore incidenza di leak paravalvolare, con vantaggi particolarmente evidenti nei pazienti con anelli aortici di piccole dimensioni. Il profilo di sicurezza clinica è risultato comunque sovrapponibile a quello delle valvole sutureless.

La conclusione degli autori apre una prospettiva innovativa nel panorama della moderna cardiochirurgia valvolare: la scelta della protesi non dovrebbe fondarsi esclusivamente sulla categoria del dispositivo, ma tener conto delle specifiche caratteristiche anatomiche di ciascun paziente, aprendo così la strada a una medicina sempre più personalizzata, mirata e calibrata sulle esigenze individuali.

Il riconoscimento ottenuto in una vetrina scientifica di respiro mondiale rappresenta anche motivo di prestigio per il territorio casertano, che attraverso la Casa di Cura “San Michele” conferma la propria presenza nei più avanzati percorsi di ricerca cardiovascolare internazionale.