Mondragone, lavoro nero e abusi edilizi in un cantiere: due denunciati e area sequestrata dai Carabinieri

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– Operazione del Reparto Territoriale di Mondragone nell’ambito dei controlli sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e contro gli illeciti ambientali nella Terra dei Fuochi. Individuati due operai impiegati irregolarmente e circa 1,80 metri cubi di rifiuti da demolizione depositati nelle parti comuni di un edificio

– Denunciati una donna di 41 anni, proprietaria dell’immobile e committente dei lavori, e un architetto sessantenne, direttore del cantiere. Accertate anche presunte difformità rispetto alla documentazione edilizia presentata il 27 ottobre. Disposto il sequestro preventivo dell’area interessata dai lavori

Mondragone (Redazione) – Due persone denunciate, un cantiere sottoposto a sequestro preventivo e una serie di presunte irregolarità riguardanti il lavoro, la gestione dei rifiuti e il rispetto delle disposizioni urbanistiche. È il bilancio di un controllo effettuato nella mattinata di giovedì 29 ottobre 2026 dai Carabinieri del Reparto Territoriale di Mondragone, all’interno di un immobile del centro cittadino.

L’intervento rientra nelle attività predisposte dall’Arma per contrastare il lavoro sommerso, l’abusivismo edilizio e le condotte illecite nella gestione dei rifiuti, con particolare attenzione al territorio della cosiddetta Terra dei Fuochi.

Durante l’ispezione, i militari hanno individuato due lavoratori impegnati nell’esecuzione di opere edili senza che risultasse regolarmente instaurato il relativo rapporto di lavoro.

Una circostanza che ha determinato ulteriori approfondimenti sulle condizioni di impiego della manodopera e sull’osservanza degli obblighi previsti dalla normativa sulla sicurezza nei cantieri.

Le verifiche hanno inoltre evidenziato la presenza di circa 1,80 metri cubi di rifiuti speciali non pericolosi, costituiti da materiali inerti e residui provenienti da attività di costruzione e demolizione.

Secondo quanto accertato dai Carabinieri, tali materiali erano stati abbandonati o depositati senza controllo nell’atrio condominiale e nelle parti comuni dell’edificio, in presunta violazione delle disposizioni sulla corretta gestione dei rifiuti.

L’attenzione degli investigatori si è successivamente concentrata sulla conformità degli interventi edilizi rispetto alla documentazione autorizzativa.

Dal confronto con la Comunicazione di inizio lavori asseverata, la cosiddetta Cila, presentata il 27 ottobre 2026, sarebbero emerse difformità sostanziali riguardanti l’entità e la tipologia delle opere di costruzione e demolizione effettivamente eseguite.

Al termine degli accertamenti, i militari hanno denunciato in stato di libertà una donna di 41 anni, di nazionalità polacca, proprietaria dell’immobile e committente dei lavori, e un uomo di 60 anni, residente nella provincia di Caserta, architetto incaricato della direzione degli interventi.

Le contestazioni riguardano presunte violazioni delle disposizioni sul lavoro e sulla sicurezza, della normativa ambientale e delle regole urbanistico-edilizie.

Alla luce delle irregolarità rilevate, il cantiere è stato sottoposto a sequestro preventivo, con affidamento del bene alla proprietaria dell’immobile.

L’operazione evidenzia come i controlli nel settore delle costruzioni coinvolgano aspetti strettamente collegati: la regolarità dei rapporti occupazionali, la tutela dell’incolumità dei lavoratori, la gestione dei materiali di risulta e il rispetto dei titoli edilizi.

Particolare attenzione assume la questione ambientale, soprattutto in territori nei quali la prevenzione degli sversamenti illeciti richiede una vigilanza costante anche sulle attività di ristrutturazione e demolizione.

Le autorità giudiziaria e amministrativa sono state informate dell’accaduto, mentre proseguono gli accertamenti di competenza.

Le responsabilità delle due persone denunciate dovranno essere valutate nelle successive fasi del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.

Il controllo di Mondragone richiama l’importanza di una vigilanza capillare sul territorio, affinché la sicurezza del lavoro, la tutela ambientale e il rispetto delle regole edilizie costituiscano condizioni imprescindibili per ogni intervento nel patrimonio urbano.