– Dal 28 al 30 ottobre il World Buffalo Congress 2026 riunisce 500 tra esperti e relatori internazionali, con 283 studi scientifici. L’evento torna in Italia dopo vent’anni e mette al centro innovazione, sostenibilità, ricerca e prospettive economiche del comparto
– Il presidente del Consorzio di Tutela Domenico Raimondo richiama l’importanza della qualità e della competitività sui mercati. Dal 31 ottobre al 2 novembre un tour internazionale negli allevamenti e nei caseifici del Casertano, del Salernitano e del basso Lazio
Sorrento (Redazione) – La Campania diventa il punto d’incontro della ricerca scientifica internazionale e delle prospettive economiche di una delle filiere agroalimentari più rappresentative del Mezzogiorno. Dal 28 al 30 ottobre 2026, l’Hilton di Sorrento ospita il World Buffalo Congress, appuntamento che torna in Italia dopo vent’anni e riunisce studiosi, imprenditori e rappresentanti istituzionali provenienti da venti Paesi.
I numeri raccontano la dimensione della manifestazione: 500 tra ospiti e relatori, 283 contributi scientifici e tre giornate di confronto sul futuro dell’allevamento bufalino.
L’iniziativa è organizzata dall’Università Federico II di Napoli, attraverso il Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali, dal Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop e dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno.
Al centro del dibattito figurano genomica, alimentazione, benessere animale, sostenibilità ambientale ed efficienza dei sistemi produttivi, temi fondamentali per affrontare le trasformazioni del settore.
A sottolineare il valore scientifico del congresso è Giuseppe Campanile, presidente dell’International Buffalo Federation, che richiama la necessità di rafforzare il rapporto tra università, centri di ricerca e imprese.
La cerimonia inaugurale ha previsto la partecipazione del presidente della Regione Campania Roberto Fico, dell’assessora regionale all’Agricoltura Maria Carmela Serluca e del presidente del Consorzio di Tutela Domenico Raimondo, insieme a numerosi rappresentanti delle istituzioni e del mondo scientifico.
Particolare attenzione è riservata alla Mozzarella di Bufala Campana Dop, protagonista della giornata conclusiva del 30 ottobre, dedicata alla dimensione economica della filiera.
Il programma prevede la presentazione di uno studio dell’Osservatorio Smart Agrifood del Politecnico di Milano, affidata alla direttrice Chiara Corbo, seguita da confronti tra associazioni agricole, rappresentanti dell’industria alimentare e operatori finanziari.
«La competitività della filiera passa oggi dalla capacità di investire nella conoscenza, nella sostenibilità e nella qualità», evidenzia Raimondo, richiamando l’esigenza di rafforzare il valore della denominazione sui mercati internazionali.
Il congresso avrà anche una significativa ricaduta territoriale. Dal 31 ottobre al 2 novembre è infatti previsto il Buffalo Tour, con 240 partecipanti attesi da diversi Paesi, tra cui Venezuela, Colombia e Cina.
La delegazione visiterà allevamenti, caseifici e realtà produttive del Casertano, del Salernitano e del basso Lazio, osservando direttamente le competenze e le innovazioni sviluppate nelle aziende italiane.
Per Terra di Lavoro, territorio profondamente legato alla tradizione bufalina, l’iniziativa rappresenta un’importante occasione di visibilità e confronto internazionale.
Il World Buffalo Congress restituisce così una prospettiva che va oltre la valorizzazione di un prodotto d’eccellenza: il futuro della mozzarella Dop dipende dalla capacità di coniugare identità territoriale, ricerca e innovazione.
Una sfida nella quale il patrimonio produttivo campano può continuare a dialogare con il mondo, senza perdere il legame con le proprie radici.

