Napoli, colpo ai patrimoni riconducibili alla camorra: sequestrati beni e rapporti finanziari per circa 10 milioni di euro

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– Il Centro Operativo della Dia di Napoli ha eseguito un provvedimento della Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale nei confronti di un imprenditore contiguo al clan Contini, già condannato in passato per associazione mafiosa

– Sigilli a quattro unità immobiliari, tra cui beni di notevole pregio e valore commerciale, a cinque società — compresa quella che gestisce il locale sorto nell’ex «Movida» di Coroglio — e a 28 rapporti finanziari

Napoli (Redazione) – Il patrimonio come possibile proiezione economica del potere criminale, oltre la dimensione strettamente militare dei clan. È su questo terreno che si colloca l’operazione eseguita nella mattinata di oggi, 19 ottobre, dal Centro Operativo della Dia di Napoli, che ha dato esecuzione a un provvedimento di sequestro di beni emesso dal Tribunale di Napoli – Sezione Misure di Prevenzione.

Il provvedimento è stato adottato su proposta congiunta del Procuratore della Repubblica di Napoli e del Direttore della Direzione Investigativa Antimafia e riguarda un imprenditore indicato dagli investigatori come contiguo al clan Contini.

Secondo quanto reso noto dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, l’uomo era stato in passato condannato per associazione mafiosa all’esito di indagini che ne avevano accertato i rapporti intrattenuti con esponenti del clan egemone nel tempo nella zona di piazza Mercato.

Dopo un periodo di detenzione, il proposto sarebbe entrato in rapporti con esponenti di vertice del citato sodalizio criminale.

L’imprenditore risulta inoltre gestore di fatto di un noto locale ricreativo della zona di Coroglio, struttura che costituisce uno dei principali punti di riferimento della movida cittadina.

Gli accertamenti patrimoniali condotti dal Centro Operativo della Dia di Napoli avrebbero evidenziato una consistente sproporzione tra la capacità reddituale del proposto e le effettive disponibilità patrimoniali e finanziarie a lui riconducibili.

Proprio tali risultanze hanno costituito il fondamento del provvedimento disposto dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale partenopeo.

Il sequestro ha interessato quattro unità immobiliari, tra le quali figurano beni definiti di notevole pregio e valore commerciale. I sigilli sono stati apposti anche a cinque società, compresa quella che gestisce il locale della zona di Coroglio.

Il provvedimento ha inoltre raggiunto 28 rapporti finanziari.

Il valore complessivo dei beni sottoposti a sequestro è quantificato in circa 10 milioni di euro, cifra che restituisce la dimensione economica dell’intervento patrimoniale compiuto dagli investigatori.

L’operazione si inserisce nell’attività di contrasto ai patrimoni ritenuti riconducibili a soggetti contigui alla criminalità organizzata, un fronte nel quale l’aggressione alle disponibilità economiche assume un ruolo centrale accanto all’azione investigativa propriamente detta.

A firmare il comunicato della Procura, datato 19 ottobre 2026, è il Procuratore della Repubblica di Napoli Nicola Gratteri.

Il provvedimento eseguito è una misura di prevenzione patrimoniale: il sequestro sottrae temporaneamente la disponibilità dei beni interessati e non equivale alla loro definitiva confisca. Le valutazioni contenute nel provvedimento seguiranno pertanto l’iter previsto dalla normativa davanti all’autorità giudiziaria competente.