– La protesta degli autotrasportatori mette in difficoltà anche i collegamenti marittimi. Le compagnie di navigazione segnalano problemi nell’approvvigionamento di gasolio e il possibile esaurimento delle scorte
– Medmar avverte le istituzioni del rischio di sospensione dei servizi, mentre Caremar chiede interventi urgenti. Preoccupazione per residenti, pendolari, turismo, assistenza sanitaria e rifornimenti alle isole
Napoli (Redazione) – Il rischio di isolamento per Ischia e Procida diventa sempre più concreto. L’emergenza carburante che sta investendo la Campania, alimentata dalle proteste degli autotrasportatori, minaccia ora anche i collegamenti marittimi del Golfo di Napoli, con navi e aliscafi esposti a possibili interruzioni del servizio e migliaia di cittadini alle prese con un’incertezza crescente.
Una crisi che dalle autostrade e dai depositi di carburante si estende al mare, coinvolgendo un sistema di trasporti essenziale per la vita quotidiana delle comunità isolane. Non si tratta soltanto di garantire gli spostamenti dei turisti, ma di tutelare il diritto alla mobilità dei residenti, la continuità delle attività economiche e l’accesso ai servizi sanitari.
A lanciare uno degli allarmi più preoccupanti è stata Medmar, che ha segnalato alle istituzioni competenti le difficoltà incontrate nel rifornimento delle proprie unità navali. La compagnia ha comunicato che, in assenza di un rapido ripristino delle forniture di gasolio, potrebbe essere costretta a sospendere i collegamenti con Ischia e Procida.
La comunicazione è stata indirizzata alla Prefettura di Napoli, alla Regione Campania e alle amministrazioni comunali delle due isole. Secondo quanto riportato dalla stampa locale, il rischio riguarda la prosecuzione dei servizi dopo le ultime corse programmate tra il 22 e il 23 ottobre, qualora non intervengano soluzioni tempestive.
Anche Caremar aveva precedentemente richiamato l’attenzione delle autorità sulla progressiva riduzione delle disponibilità di carburante, chiedendo un piano di emergenza per scongiurare l’interruzione dei collegamenti marittimi.
Le segnalazioni delle compagnie non equivalgono, tuttavia, alla conferma di una sospensione generalizzata delle corse. L’effettiva operatività dei servizi dipenderà dall’evoluzione delle forniture e dalle decisioni assunte dai singoli operatori.
La situazione appare particolarmente delicata perché Ischia e Procida dipendono strutturalmente dai collegamenti con la terraferma. Navi e aliscafi rappresentano un’infrastruttura indispensabile per studenti, lavoratori pendolari, pazienti che devono raggiungere strutture sanitarie e operatori economici.
Un eventuale fermo prolungato avrebbe conseguenze anche sul trasporto delle merci, aggravando le difficoltà già emerse nella distribuzione di carburanti e prodotti alimentari.
Nei giorni scorsi, infatti, la protesta degli autotrasportatori ha compromesso anche i rifornimenti destinati alle isole. Dal porto di Pozzuoli non è partita, nella mattinata del 20 ottobre, una nave destinata al trasporto di carburanti per autotrazione e riscaldamento, a causa della mancata disponibilità delle autocisterne provenienti dai depositi.
A Procida sono state segnalate criticità nella distribuzione di benzina e nell’approvvigionamento di alcuni generi alimentari. A Ischia, invece, si sono registrate code presso i distributori e difficoltà nel reperimento di determinati prodotti freschi.
L’eventuale riduzione dei collegamenti marittimi rischierebbe dunque di sovrapporsi a una situazione già problematica, producendo ulteriori ripercussioni sulle famiglie, sulle imprese e sulle attività turistiche.
La vicenda pone nuovamente al centro dell’attenzione la fragilità dei territori insulari di fronte alle interruzioni delle catene di approvvigionamento. Una difficoltà che assume proporzioni ancora maggiori quando a venire meno rischia di essere proprio il servizio necessario per raggiungere la terraferma.
Per questo motivo, l’attenzione è rivolta alle istituzioni regionali e nazionali, chiamate a individuare soluzioni capaci di garantire la continuità dei collegamenti essenziali e di assicurare rifornimenti prioritari ai mezzi impegnati nel trasporto pubblico marittimo.
Nelle prossime ore sarà decisiva l’evoluzione della protesta degli autotrasportatori e, soprattutto, la possibilità di ripristinare l’approvvigionamento di carburante per le compagnie di navigazione.
L’emergenza del Golfo di Napoli dimostra quanto una crisi della logistica possa rapidamente trasformarsi in una questione sociale. Per Ischia e Procida, infatti, il mare non è soltanto una risorsa paesaggistica ed economica, ma anche l’unica via ordinaria di collegamento con il continente.
Garantire la navigazione significa, prima ancora che preservare un servizio di trasporto, assicurare a due comunità il pieno esercizio dei propri diritti e impedire che le conseguenze di una vertenza economica si traducano in una condizione di isolamento.

