– Ancora violenza in corsia: una giovane paziente avrebbe prima minacciato il personale sanitario e poi colpito al volto un operatore. Per l’infermiere prognosi di dieci giorni
– Enzo Torino e Marco Tesone della Uil Fp Campania: «Le sanzioni non bastano, servono nuovi modelli organizzativi per prevenire le aggressioni»
Napoli (Domenico Buonanno) – Ancora violenza nelle corsie degli ospedali napoletani, dove la tensione e l’esasperazione tornano a sfociare in aggressioni fisiche ai danni di chi lavora in prima linea.
L’ultimo grave episodio si è consumato all’interno del Pronto Soccorso dell’ospedale dei Pellegrini, noto anche come Vecchio Pellegrini, presidio ospedaliero dell’Asl Napoli 1 Centro situato in zona Pignasecca, nel cuore della città, dove un infermiere è stato colpito al volto da una giovane paziente spazientita dai tempi di attesa.
La protagonista della vicenda è una ragazza di 22 anni, originaria della provincia di Roma.
Secondo quanto ricostruito, la giovane si era presentata nella struttura sanitaria per sottoporsi a una visita medica. Con il passare delle ore, tuttavia, la situazione è progressivamente degenerata. Lamentando un’attesa a suo dire eccessiva, la 22enne ha iniziato a protestare con veemenza contro il personale sanitario presente in quel momento.
In pochi istanti, dalle parole si è passati ai fatti. La ragazza ha dato in escandescenze, rivolgendo prima pesanti minacce agli operatori di turno e poi scagliandosi fisicamente contro uno di loro. Senza esitazione, ha colpito un infermiere con un violento pugno al volto.
L’allarme è scattato immediatamente. Presso il nosocomio sono intervenuti d’urgenza i carabinieri del Nucleo Radiomobile di Napoli, che hanno riportato la calma e avviato le indagini per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.
Per l’operatore sanitario aggredito si è reso necessario il ricorso alle cure dei colleghi: il trauma riportato al volto è stato giudicato guaribile in dieci giorni.
Al termine delle formalità di rito, la 22enne è stata identificata dai militari dell’Arma e denunciata a piede libero alla competente Autorità giudiziaria.
Dovrà rispondere dei reati di minaccia e lesioni a personale sanitario.
«Siamo di fronte all’ennesimo episodio di violenza nei confronti di chi ogni giorno garantisce assistenza e cura», dichiarano il segretario generale Uil Fp Napoli e Campania Enzo Torino e il responsabile del Dipartimento Sanità Marco Tesone.
«Esprimiamo innanzitutto piena solidarietà all’infermiere coinvolto e a tutti gli operatori del Pellegrini che quotidianamente lavorano in condizioni di forte pressione. Ma non possiamo continuare a intervenire soltanto dopo che l’aggressione è avvenuta».
L’inasprimento delle norme e delle sanzioni rappresenta certamente uno strumento importante di deterrenza, ma da solo non è sufficiente a prevenire la violenza nei luoghi di cura.
Per questo, la prevenzione delle aggressioni deve diventare parte integrante della progettazione dei nuovi modelli organizzativi dell’emergenza-urgenza.
Servono un bed management reale e operativo, capace di governare in maniera dinamica la disponibilità dei posti letto; percorsi fast track per i casi a bassa complessità; alternative territoriali concrete al Pronto Soccorso, affinché non tutto il bisogno sanitario confluisca sull’emergenza; aggiornamenti digitali sui tempi di attesa, in modo da garantire ai cittadini informazioni chiare e costantemente aggiornate.
La sicurezza passa, inoltre, da spazi adeguati, dalla separazione dei percorsi quando necessario, da ambienti progettati anche in funzione della tutela degli operatori e, soprattutto, da dotazioni organiche dimensionate sui flussi reali di pazienti, non semplicemente sugli organici teorici.
«La violenza non può essere considerata un inevitabile effetto collaterale del lavoro sanitario – proseguono Enzo Torino e Marco Tesone –. Proteggere infermieri, medici e operatori significa intervenire sulle condizioni che possono generare tensione, disorganizzazione e sovraffollamento. La sicurezza deve essere progettata, non semplicemente gestita dopo l’emergenza».

