– Dal 5 all’8 novembre, nella storica sala del Vomero diretta artisticamente da Lello Arena, il grande attore napoletano sarà protagonista della celebre commedia scritta nel 1908. La regia di Leo Muscato restituisce al pubblico una delle più riuscite macchine teatrali dell’equivoco, tra comicità, paradossi e straordinaria tradizione partenopea
– Quattro rappresentazioni per aprire ufficialmente il cartellone 2026-2027, che vedrà alternarsi Massimiliano Gallo, Lina Sastri, Maurizio Casagrande, Carlo Buccirosso, Serena Autieri e altri protagonisti. Spettacoli alle 21 da giovedì a sabato, domenica alle 18. Biglietti a partire da 20 euro
Napoli (Redazione) – Il teatro napoletano ritrova uno dei suoi capolavori più irresistibili, affidato alla sensibilità interpretativa di un attore capace di attraversare con naturalezza comicità, ironia e profondità umana. Sarà Gianfelice Imparato ad inaugurare ufficialmente la stagione 2026-2027 del Teatro Cilea di Napoli, portando in scena «Il medico dei pazzi», celebre commedia di Eduardo Scarpetta, con la regia di Leo Muscato.
L’appuntamento è in programma da giovedì 5 a domenica 8 novembre nella storica sala di via San Domenico 11, al Vomero, la cui direzione artistica è affidata a Lello Arena.
Scritta nel 1908, la commedia rappresenta uno degli esempi più riusciti della straordinaria capacità di Scarpetta di trasformare gli equivoci quotidiani in una successione di situazioni esilaranti.
Al centro della vicenda figura Don Felice Sciosciammocca, facoltoso proprietario terriero, ingenuo e profondamente provinciale, convinto di aver finanziato gli studi universitari del nipote Ciccillo, che immagina ormai affermato medico e direttore di un prestigioso istituto psichiatrico.
La realtà, tuttavia, è completamente diversa: il giovane ha sperperato il denaro ricevuto tra divertimenti e gioco d’azzardo, accumulando debiti.
Quando lo zio arriva improvvisamente a Napoli con la moglie, Ciccillo improvvisa una clamorosa menzogna, presentando la Pensione Stella, dove vive, come un rispettabile manicomio.
Gli eccentrici ospiti della pensione diventano così, agli occhi di Don Felice, altrettanti pazienti, dando origine a una girandola di fraintendimenti e situazioni paradossali.
Una costruzione teatrale nella quale il ritmo delle battute, la caratterizzazione dei personaggi e il progressivo moltiplicarsi degli equivoci restituiscono tutta la modernità della scrittura scarpettiana.
Accanto a Imparato reciteranno Luigi Bignone, Giuseppe Brunetti, Michele Cipriani, Francesco Maria Cordella, Alessandra D’Ambrosio, Antonio Fiorillo, Giorgio Pinto, Giuseppe Rispoli, Fabiana Russo e Ingrid Sansone.
Le scene sono firmate da Federica Parolini, i costumi da Silvia Aymonino, le musiche da Andrea Chenna e il disegno luci da Alessandro Verazzi. Aiuto regia Alessandra De Angelis.
L’apertura con un grande classico della tradizione partenopea conferma l’indirizzo artistico del Teatro Cilea, che continua a valorizzare la comicità d’autore attraverso interpreti affermati e nuove sensibilità sceniche.
Il programma proseguirà il 19 novembre con Gino Rivieccio in «Una vacanza coi fiocchi», seguito il 26 novembre dagli Ancora No con «Faccio patti in paradiso».
Dicembre vedrà protagonisti Massimiliano Gallo con «Lettera ad Eduardo», Lina Sastri con «Natale napoletano» e Maria Bolignano insieme a Nunzia Schiano in «Le Pornoprecarie – Quelle di Onlyfals».
Nel 2027 saliranno sul palcoscenico Maurizio Casagrande, Ciro Ceruti, Paolo Caiazzo, Carlo Buccirosso e Serena Autieri. Tra gli appuntamenti fuori abbonamento annunciati figura anche Biagio Izzo con «Finché giudice non ci separi».
Per «Il medico dei pazzi», giovedì 5 novembre alle ore 21 i biglietti costeranno 25 euro in platea e 20 in galleria. Venerdì 6 e sabato 7, sempre alle 21, e domenica 8 alle ore 18, i prezzi saranno rispettivamente di 28 e 23 euro.
Le prevendite sono disponibili attraverso il circuito Etes. Informazioni al botteghino del Teatro Cilea, telefono 081 7141801, oppure all’indirizzo info@teatrocilea.it.
Un’apertura che affida alla grande tradizione teatrale napoletana il compito di accompagnare il pubblico in una nuova stagione. Perché, a oltre un secolo dalla sua scrittura, la comicità di Scarpetta continua a dimostrare come il teatro sappia raccontare le debolezze umane trasformandole in un’arte senza tempo.

