Napoli, Manuela Lettieri accende il pop con «Me Chiamm Caramella»: ritmo, romanticismo e intelligenza artificiale per una favola d’amore contemporanea

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– Il nuovo singolo della poliedrica artista napoletana è disponibile da ieri sulle piattaforme musicali. Un reggaeton orecchiabile e ballabile scritto dalla stessa Manuela Lettieri, con l’arrangiamento di Oreste Fiengo, che recupera la dolcezza di un corteggiamento quasi dimenticato

– Il videoclip, realizzato con il contributo di Massimo Guarracino, utilizza l’intelligenza artificiale per trasformare una storia semplice in un piccolo universo visionario. L’artista: «Ho voluto dare un ricordo di com’era un tempo conquistare una donna. Purtroppo questo romanticismo non c’è più»

Napoli (Carlo Pascarella) – Una caramella che cade, un uomo che la raccoglie e la restituisce alla donna di cui è innamorato. Poi un cavallo bianco, la spiaggia, un bacio, gli amici intorno al fuoco. Nel nuovo singolo di Manuela Lettieri bastano pochi frammenti per restituire dignità a un sentimento che la frenesia contemporanea sembra avere progressivamente relegato ai margini: il romanticismo.

“Me Chiamm Caramella”, pubblicato ieri alle 21 e approdato sulle principali piattaforme musicali, segna una nuova tappa nel percorso della cantante, showgirl, cabarettista e autrice napoletana. Un’artista eclettica, difficilmente circoscrivibile entro i confini di una sola disciplina, che negli anni ha saputo attraversare musica, televisione, danza, comicità e spettacolo dal vivo preservando una cifra personale immediatamente riconoscibile.

Questa volta Manuela Lettieri firma musica e testo e affida al reggaeton il compito di accompagnare una storia sentimentale dal sapore volutamente rétro. Una scelta tutt’altro che casuale: la modernità del ritmo incontra una concezione quasi classica del corteggiamento, generando un contrasto che costituisce una delle intuizioni più felici del progetto.

«Ho avuto l’ispirazione di scrivere questa canzone perché desideravo qualcosa di orecchiabile e, nello stesso tempo, ballabile. Da qui è nata la scelta del reggaeton», racconta Manuela Lettieri ad Astra News.

La costruzione musicale porta anche la firma dell’arrangiatore Oreste Fiengo, professionista che accompagna da lungo tempo il cammino dell’artista. Il sodalizio ha conferito al brano una tessitura ritmica immediata e solare, capace di assecondarne la vocazione pop senza soffocare la dimensione narrativa racchiusa nel testo.

Dietro l’apparente leggerezza di “Me Chiamm Caramella” affiora infatti una piccola favola sentimentale.

La protagonista è una ragazza dalla natura generosa, abituata a portare con sé delle caramelle e a offrirle agli altri. Una le sfugge dalle mani. L’uomo innamorato la raccoglie e gliela restituisce. Quel gesto minuscolo inaugura il racconto: il cavallo bianco, la corsa sulla spiaggia, l’incontro, il bacio, fino alla festa con gli amici raccolti accanto a un falò.

Una successione di immagini deliberatamente romantiche, quasi cinematografiche, attraverso le quali Manuela Lettieri recupera una grammatica sentimentale che appartiene alla memoria di altre generazioni: l’uomo che conquista, la donna che attende, l’attenzione affidata ai piccoli gesti, il corteggiamento inteso come esercizio di eleganza.

«È una bella storia d’amore, molto dolce. Ho voluto raccontare anche quel modo di corteggiare una donna che esisteva una volta», osserva Manuela Lettieri. Poi la riflessione si fa più personale: «Purtroppo questo romanticismo non esiste quasi più. Oggi siamo spesso noi donne a corteggiare gli uomini. Io, invece, ho voluto far rivivere quella fiamma e lasciare un ricordo di come, un tempo, si conquistava una donna».

Parole che consegnano al singolo una chiave di lettura ulteriore. Sotto la superficie festosa del reggaeton sopravvive una nostalgia gentile, mai malinconica: il desiderio di riportare nel presente un codice affettivo fondato sull’attenzione, sull’attesa e sulla seduzione intesa nella sua accezione più nobile.

L’operazione acquista interesse proprio nell’accostamento degli opposti. La struttura musicale appartiene alla contemporaneità; il racconto guarda indietro. Il ritmo invita al movimento, mentre la trama evoca la galanteria. L’immaginario del cavallo bianco potrebbe appartenere a una fiaba, eppure viene immerso nell’estetica colorata e irriverente del pop.

Persino il videoclip percorre questa linea di confine fra memoria e innovazione, affidando all’intelligenza artificiale una parte sostanziale della costruzione visiva.

Alla sua realizzazione ha collaborato Massimo Guarracino, marito dell’artista, mentre nel progetto compare anche Cirillino, clown e amico di Manuela Lettieri. Soltanto una porzione delle riprese è stata effettuata fisicamente nella sua abitazione ad Aversa; successivamente la tecnologia ha ridisegnato scenari e ambientazioni, proiettando i protagonisti dentro luoghi immaginifici fino a condurli virtualmente in un Luna Park.

«Il video è stato realizzato praticamente tutto attraverso l’intelligenza artificiale», spiega Manuela Lettieri. «L’unica parte girata realmente l’abbiamo realizzata a casa di Cirillino, ad Aversa. Da lì, grazie all’intelligenza artificiale, siamo arrivati fino al Luna Park».

La tecnologia smette così di rappresentare un mero artificio estetico e diventa materia narrativa. Dilata la realtà, sovverte i confini dello spazio fisico e concede alla fantasia quella libertà indispensabile per costruire un universo coerente con il carattere del brano: vivace, fiabesco, ironico, volutamente spettacolare.

Una scelta che aderisce perfettamente alla personalità artistica di Manuela Lettieri, interprete refrattaria alle classificazioni troppo rigide. La sua formazione affonda le radici nel teatro e nella dizione, per poi estendersi al canto, alla conduzione, al cabaret e alla televisione. Il suo curriculum annovera esperienze in programmi Rai e Mediaset quali “UnoMattina”, “La Vita in Diretta”, “Forum” e “Uomini e Donne”, oltre alla significativa partecipazione a “La sai l’ultima?”, che contribuì ad ampliarne la popolarità.

Nel marzo del 2016 arrivò anche “Caduta Libera”, nella puntata speciale condotta da Gerry Scotti e dedicata ai protagonisti della comicità, alla quale partecipò, tra gli altri, anche Valentina Persia. Esperienze differenti, accomunate dalla predisposizione di Manuela Lettieri a frequentare il palcoscenico nella sua accezione più ampia, senza separare rigidamente musica e intrattenimento.

La sua autentica dimensione rimane, tuttavia, quella dello spettacolo vissuto a diretto contatto con la platea.

“Lettieri Dance” ne rappresenta la sintesi più compiuta: un progetto elastico nel quale canzone napoletana, sonorità dance, danza, cabaret e la presenza simbolica di Pulcinella confluiscono in una formula capace di mutare secondo il contesto. Manuela Lettieri può affrontare la scena in una configurazione essenziale oppure circondarsi di ballerine e musicisti, fino alla formazione con orchestra di sette elementi.

La versatilità, nel suo caso, non coincide con la semplice capacità di praticare discipline differenti. Diventa piuttosto una concezione dello spettacolo. La musica dialoga con il corpo, l’ironia interrompe la prevedibilità, Napoli riaffiora attraverso le melodie e Pulcinella convive con la dance senza trasformarsi in una citazione folcloristica.

Dentro questo mosaico, “Me Chiamm Caramella” trova una collocazione naturale.

Il nuovo singolo porta con sé gli elementi che meglio definiscono l’universo di Manuela Lettieri: energia scenica, femminilità, ironia, gusto per la contaminazione e una dichiarata volontà di instaurare un rapporto immediato con chi ascolta. Alla dimensione dell’intrattenimento si aggiunge, questa volta, una sfumatura sentimentale più marcata, affidata alla semplicità di una storia che non pretende di impartire lezioni ma suggerisce un desiderio: recuperare la bellezza di alcuni gesti.

Il ricorso all’intelligenza artificiale rende ancora più evidente il paradosso affascinante dell’intero progetto. Uno degli strumenti tecnologicamente più avanzati del presente viene impiegato per rappresentare una delle aspirazioni più antiche dell’essere umano: incontrarsi, innamorarsi, corteggiarsi.

Nessun algoritmo, tuttavia, può fabbricare la qualità che accompagna Manuela Lettieri lungo il suo percorso: quella naturale vocazione al palcoscenico che permette di trasformare il canto in rappresentazione, il movimento in racconto e la presenza scenica in comunicazione.

Alla fine resta una caramella.

Piccola, colorata, dolce. Cade quasi per caso e diventa il principio di una storia.

“Me Chiamm Caramella” invita a ballare, sorride alla leggerezza del pop e utilizza senza timori il linguaggio della tecnologia. Nel suo nucleo più autentico custodisce però un pensiero sorprendentemente antico: anche nell’età dell’intelligenza artificiale, forse, innamorarsi conserva ancora il fascino di un gesto inatteso, di una spiaggia, di un cavallo bianco e di una caramella raccolta per terra soltanto per avere una ragione in più per avvicinarsi alla persona desiderata.

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