– Il capoluogo e altri nove comuni della provincia hanno scritto pagine storiche del calcio nazionale
– L’atlante del calcio è un portale che permette di esplorare i campionati italiani dal 1929 alla stagione 2026-2027
Caserta (Redazione) – Nasce l’Atlante del calcio italiano e c’è tanto spazio per le squadre di Terra di Lavoro. Dalla Casertana al Gladiator, passando per Aversa, Marcianise, Maddaloni e i piccoli comuni dell’Alto Casertano. L’ingegnere e giornalista Francesco Ippolito ha ricostruito quasi un secolo di calcio italiano in una mappa digitale gratuita: nella provincia di Caserta sono 14 le società censite dalla Serie D in su.
Quattordici società, dieci località e quasi un secolo di storia calcistica. La provincia di Caserta custodisce un patrimonio sportivo che va ben oltre le vicende della Casertana, la sua squadra più rappresentativa. Ci sono le stagioni di Serie B dei rossoblù, la lunga tradizione del Gladiator di Santa Maria Capua Vetere, le esperienze professionistiche di Aversa e Marcianise, ma anche le storie di piccoli centri dell’Alto Casertano che, per qualche stagione, sono riusciti a ritagliarsi un posto nel calcio nazionale.
A riunire tutte queste storie in un’unica grande mappa è l’Atlante Storico del Calcio Italiano, il progetto ideato e realizzato da Francesco Ippolito, ingegnere civile e giornalista sportivo foggiano, autore di due edizioni di “Le maglie dell’Inter”, libro ufficiale sulla storia della divisa nerazzurra, realizzato in collaborazione con FC Internazionale Milano e Giunti Editori.
Il portale, disponibile gratuitamente su https://atlantedelcalcio.it/, permette di esplorare i campionati italiani dal 1929 alla stagione 2026-2027, attraverso un archivio che comprende oltre 1.500 società, dalla Serie A alla Serie D, incluse le categorie equivalenti delle diverse epoche.
Al centro della ricostruzione c’è naturalmente la Casertana, che nell’Atlante conta 79 partecipazioni ai campionati nazionali: due in Serie B, 42 in Serie C e categorie equivalenti, cinque in Serie C2 e 30 in Serie D e denominazioni assimilate.
Le stagioni di Serie B del 1970-1971 e del 1991-1992 rappresentano due delle pagine più significative della storia rossoblù. Ma il valore della ricostruzione sta soprattutto nella possibilità di seguire l’intero percorso del club, attraverso i decenni, osservandone piazzamenti, denominazioni e categorie disputate.
Non meno interessante è la tradizione del Gladiator di Santa Maria Capua Vetere, con 36 partecipazioni complessive: una in Serie C, tre in Serie C2 e 32 nei campionati della quarta e quinta serie nazionale: «Quando si racconta la storia del calcio italiano si tende a ricordare le stagioni più importanti, le promozioni e le grandi vittorie. Ma ogni società ha una storia molto più lunga e articolata. L’Atlante permette di vedere anche ciò che è successo prima e dopo i momenti più conosciuti, ricostruendo la presenza delle squadre sul territorio e nei campionati nel corso dei decenni», spiega l’ingegner Ippolito.
Tra le realtà più rappresentative della provincia figura anche l’Aversa Normanna, che ha collezionato 23 partecipazioni ai campionati nazionali, arrivando a disputare la terza serie nella stagione 2014-2015, dopo numerose esperienze in Serie C2 e nella Lega Pro Seconda Divisione.
A Marcianise, invece, la ricostruzione storica mette in evidenza un fenomeno particolarmente interessante: il comune ha espresso ben tre società differenti presenti nell’Atlante, il Real Marcianise, la Progreditur Marcianise e il Rifo Sud.
Il Real Marcianise è arrivato fino alla Lega Pro Prima Divisione, disputando due stagioni nella terza serie nazionale e costruendo un percorso che lo aveva portato dal calcio dilettantistico al professionismo. La Progreditur ha partecipato a tre campionati di Serie D, mentre il Rifo Sud compare in due stagioni del Campionato Interregionale.
Un esempio di come la storia calcistica di un comune non debba necessariamente coincidere con quella di un’unica società.
L’Atlante documenta anche il percorso della Maddalonese, che conta otto partecipazioni ai campionati nazionali, e della Sessana di Sessa Aurunca, presente in nove stagioni della quarta e quinta serie.
Completano il quadro l’Albanova di Casal di Principe, che ha disputato quattro campionati di Serie C2 e tre nella quinta serie nazionale, la Sanciprianese di San Cipriano d’Aversa, la Mondragonese di Mondragone e il Matese di Piedimonte Matese, protagonista di quattro stagioni consecutive in Serie D dal 2020-2021 al 2023-2024.
Particolarmente curioso è il caso di Capriati a Volturno, piccolo comune dell’Alto Casertano che ha espresso due realtà censite dall’Atlante: la Capriatese, presente in Serie D nel 2008-2009, e l’Aurora Alto Casertano, che ha disputato la stessa categoria nel 2021-2022: «Sono proprio queste storie a rendere affascinante la ricerca. Pensare che un piccolo comune possa aver avuto due società capaci, in epoche differenti, di partecipare a un campionato nazionale significa comprendere quanto profondamente il calcio sia radicato nella società italiana. Dietro un nome e una stagione ci sono persone, comunità, campi sportivi e ricordi che meritano di non essere dimenticati», sottolinea Ippolito.
L’Atlante Storico del Calcio Italiano non è una semplice raccolta di società. È una piattaforma cartografica interattiva che permette di osservare come sia cambiata la geografia del calcio italiano dal 1929 a oggi.
È possibile selezionare una stagione, individuare le squadre partecipanti alle diverse categorie, confrontare i percorsi storici delle società e consultare schede contenenti denominazioni, colori sociali, gironi, piazzamenti e punti conquistati.
Sulla stessa mappa convivono Inter, Juventus, Milan, Napoli, Roma e tutte le altre grandi protagoniste della Serie A, insieme a società come il Rifo Sud, la Capriatese o la Sanciprianese. È proprio questa possibilità di passare dal grande calcio alla dimensione più locale a rappresentare una delle caratteristiche distintive del progetto: «La mia formazione ingegneristica mi ha aiutato a organizzare e rappresentare geograficamente una quantità enorme di informazioni. Ho voluto applicare un metodo rigoroso alla ricerca storica, ma costruendo uno strumento che fosse semplice e accessibile a tutti. Non volevo realizzare un archivio destinato soltanto agli statistici, ma una mappa nella quale ogni tifoso potesse ritrovare una parte della propria storia e del proprio territorio», racconta l’autore.
L’iniziativa è gratuita, indipendente e in continuo aggiornamento. Gli appassionati possono contribuire segnalando eventuali inesattezze o mettendo a disposizione documenti, almanacchi e testimonianze utili ad arricchire la ricostruzione: «Il mio auspicio è che anche le comunità locali possano riconoscersi in questo progetto. In molti casi parliamo di società che non esistono più o che hanno lasciato pochissime tracce digitali. Recuperare la loro storia significa conservare un pezzo della memoria collettiva italiana, non soltanto sportiva».

