Papa Leone XIV da Castel Gandolfo: «Non dimentichiamo le guerre». Nuovo appello del Papa per le popolazioni colpite dai conflitti

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Castel Gandolfo (Redazione) – Un nuovo appello alla pace, rivolto a un mondo ancora attraversato da guerre e tensioni internazionali. Al termine dell’Angelus recitato in Piazza della Libertà a Castel Gandolfo, Papa Leone XIV ha invitato i fedeli a non distogliere lo sguardo dalle popolazioni colpite dai conflitti, richiamando la comunità internazionale a mantenere viva l’attenzione sulle sofferenze di milioni di persone.

«Continuiamo a seguire con apprensione ciò che accade in diversi Paesi lacerati dalla guerra e dalla violenza. Non dimentichiamoci di chi soffre e muore a causa dei conflitti e al generoso impegno per la pace uniamo anche la nostra costante preghiera», ha affermato il Pontefice, rinnovando un messaggio che, fin dall’inizio del suo pontificato, accompagna con continuità ogni suo intervento pubblico.

Le parole del Santo Padre giungono in un momento segnato dal perdurare delle ostilità in diverse aree del pianeta, con crisi che continuano a provocare vittime civili, distruzioni e profonde emergenze umanitarie. Ancora una volta Leone XIV ha scelto di non richiamare singoli scenari, ma di estendere il suo pensiero a tutte le popolazioni coinvolte, ribadendo la necessità di alimentare percorsi di pace attraverso il dialogo, la solidarietà e la preghiera.

Conclusa la recita dell’Angelus, il Pontefice ha salutato a sorpresa i numerosi fedeli presenti compiendo un giro tra la folla a bordo di una golf cart. Lungo il percorso ha stretto mani, impartito benedizioni ai bambini e si è soffermato con diversi pellegrini giunti da vari Paesi, tra bandiere dell’Ucraina, del Brasile, della Spagna e dell’Argentina, in un clima di grande partecipazione.

Il richiamo alla pace si inserisce nel solco degli interventi pronunciati nelle ultime settimane, durante i quali Leone XIV ha più volte esortato la comunità internazionale a percorrere con determinazione la strada del dialogo e della diplomazia, indicandole come gli unici strumenti capaci di costruire una pace giusta e duratura.

In un tempo segnato da nuove tensioni internazionali e da conflitti che continuano a colpire soprattutto le popolazioni civili, il Papa ha scelto ancora una volta di affidare il suo messaggio a poche parole essenziali, ricordando che la pace non può essere considerata un obiettivo secondario, ma rappresenta una responsabilità condivisa che interpella governi, istituzioni e coscienze di ogni uomo.