Piedimonte Matese, grande partecipazione al convegno sugli autismi: Ponte Blu rilancia la sfida dell’inclusione e del sostegno alle famiglie

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– Sala consiliare gremita e oltre quattro ore di confronto scientifico e umano per l’iniziativa promossa dall’associazione Ponte Blu – A.F.O.C.I.A.I. Esperti, professionisti, famiglie e rappresentanti della scuola insieme per affrontare le esigenze degli adolescenti e dei giovani adulti autistici

– Il presidente Emilio Iannotta annuncia tre impegni concreti per il Matese e l’Alto Casertano: ascolto delle famiglie, collegamento tra servizi e dialogo con le istituzioni. Importante il contributo del Liceo Galilei e le testimonianze dedicate ai diritti, all’autonomia e all’inserimento sociale e lavorativo

Piedimonte Matese (Redazione) – Quattro ore di partecipazione intensa, una sala consiliare gremita e un confronto capace di unire conoscenze scientifiche, esperienze professionali e testimonianze personali. Il convegno «Gli autismi nell’adolescente e nel giovane adulto», promosso dall’associazione Ponte Blu – A.F.O.C.I.A.I. e svoltosi sabato 24 ottobre nella Sala consiliare del Comune di Piedimonte Matese, ha rappresentato un’importante occasione di approfondimento sul tema dell’autismo e sulle prospettive di inclusione delle persone autistiche nel territorio del Matese e dell’Alto Casertano.

L’iniziativa ha richiamato un pubblico numeroso e attento, confermando quanto sia avvertita la necessità di costruire percorsi di assistenza, ascolto e partecipazione capaci di accompagnare le persone autistiche anche oltre l’età evolutiva, affrontando le difficoltà che possono emergere durante l’adolescenza e nel passaggio alla vita adulta.

Al centro dell’incontro, la consapevolezza che l’inclusione non possa limitarsi a una dichiarazione di principio, ma debba tradursi in opportunità concrete, servizi accessibili, riconoscimento dei diritti e valorizzazione delle capacità individuali.

Il programma ha offerto interventi di elevato spessore scientifico e umano, mettendo in relazione competenze differenti e valorizzando anche le risorse professionali presenti all’interno dell’associazione promotrice.

Particolarmente significativo il contributo di Domenico Dragone, che ha richiamato la necessità di attribuire un significato concreto alle parole utilizzate quando si affrontano i temi della disabilità e dell’inclusione.

«Dare senso e concretezza alle parole che utilizziamo», è stato il suo invito, accompagnato da una riflessione sulla costruzione del progetto di vita, che deve partire dai desideri, dalle aspirazioni e dalle attitudini della persona, anziché essere definito esclusivamente attraverso le sue difficoltà.

Da qui anche la necessità di «trasformare la società in comunità», facendo dell’inclusione una responsabilità condivisa e non un compito affidato soltanto alle famiglie o ai servizi specialistici.

Un altro elemento centrale del confronto è emerso dall’intervento di Domenico Bove, che ha sottolineato l’importanza di comprendere il significato dei comportamenti delle persone autistiche, superando interpretazioni superficiali e classificazioni riduttive.

«Il comportamento è un messaggio, non un’etichetta», ha ricordato, evidenziando inoltre che «non si cresce fuori dell’autismo, ma si può crescere fuori dai servizi».

Una considerazione che richiama una delle questioni più delicate per le famiglie: la continuità dell’assistenza e il rischio che, con il raggiungimento dell’età adulta, vengano meno riferimenti e opportunità costruiti durante l’infanzia e l’adolescenza.

Ampio spazio è stato dedicato anche alla dimensione affettiva e relazionale. Paola Federica Di Franco ha affrontato il tema dell’affettività e della sessualità, sottolineando che si tratta di aspetti fondamentali della vita di ogni persona, da riconoscere e sostenere senza pregiudizi.

«Affettività e sessualità sono diritti, non privilegi», ha ribadito, richiamando l’importanza di includere anche queste dimensioni nella costruzione di un autentico progetto di vita.

Concetta Riccio ha invece posto l’attenzione sulla necessità di «costruire autonomie, creare connessioni, aprire possibilità», individuando nella crescita delle competenze personali e nella partecipazione sociale alcuni degli obiettivi fondamentali dei percorsi di sostegno.

Il rapporto tra espressione artistica e inclusione è stato approfondito da Maddalena Cinotti, che ha evidenziato le potenzialità della musica come possibile «ponte» nella relazione con le persone autistiche.

Un linguaggio capace di offrire ulteriori possibilità di comunicazione, espressione e condivisione, valorizzando sensibilità e modalità differenti di entrare in relazione con gli altri.

Di particolare intensità anche la testimonianza di Michele Pascarella, che ha richiamato le barriere sociali incontrate dalle persone Asperger e la necessità di superare stereotipi e ostacoli che possono limitare la piena partecipazione alla vita della comunità.

Il suo contributo ha restituito una dimensione concreta al confronto, ricordando come i percorsi di inclusione debbano necessariamente partire dall’ascolto diretto delle persone interessate e dal riconoscimento delle loro esperienze.

La continuità assistenziale tra i servizi dedicati all’età evolutiva e quelli rivolti agli adulti è stata al centro dell’intervento di Roberto Ghiaccio, che ha approfondito una delle criticità più avvertite dalle famiglie nel passaggio tra le diverse fasi della vita.

Le prospettive dell’inclusione sociale e lavorativa sono state affrontate da Annarita Ruzza, Chiara Tropeano e Iolanda Fimiani, attraverso riflessioni sulle opportunità che il territorio può offrire per favorire autonomia, partecipazione e inserimento nel mondo del lavoro.

Nica Macera ha invece approfondito il valore della relazione educativa, mentre Luca Esposito ha contribuito alla giornata attraverso la musica, arricchendo il programma con un’ulteriore forma di espressione e partecipazione.

Importante anche il contributo dell’amministrazione comunale. L’assessora Anna Rita Capone ha illustrato il progetto «Piedimonte Città Blu», iniziativa rispetto alla quale l’associazione Ponte Blu ha manifestato la propria disponibilità a collaborare, nel rispetto delle competenze e delle responsabilità istituzionali.

La giornata ha inoltre evidenziato il ruolo fondamentale della scuola nella costruzione di una cultura dell’inclusione capace di coinvolgere le nuove generazioni.

Particolarmente qualificata la partecipazione del Liceo Galilei, rappresentato dalle professoresse Antonella Ronca, Feola Giacomantonio e Veronica Del Monaco, il cui contributo ha confermato l’importanza del dialogo tra istituzioni scolastiche, associazioni e territorio.

Ponte Blu intende sviluppare proprio con il mondo della scuola nuove occasioni di confronto e iniziative dedicate ai giovani, promuovendo una maggiore consapevolezza sul valore delle differenze, del rispetto reciproco e della partecipazione alla vita sociale.

La presenza degli studenti e dei docenti ha rappresentato uno degli aspetti più significativi del convegno, sottolineando come la sensibilizzazione debba iniziare anche dai luoghi della formazione e dell’educazione.

A tracciare il bilancio conclusivo dell’incontro è stato il presidente dell’associazione, Emilio Iannotta, che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di trasformare le riflessioni emerse durante i lavori in iniziative concrete e durature.

«Tutti per loro deve significare soprattutto tutti con loro», ha affermato, sintetizzando una visione dell’inclusione fondata sulla partecipazione diretta delle persone autistiche alle decisioni che riguardano la propria esistenza.

Tre gli impegni assunti dall’associazione al termine della giornata.

Il primo riguarda la creazione di occasioni stabili di ascolto delle persone autistiche e delle loro famiglie, affinché esigenze, esperienze e proposte possano trovare spazi di confronto continuativi.

Il secondo prevede una ricognizione dei servizi, dei professionisti e dei progetti già presenti nel Matese e nell’Alto Casertano, con l’obiettivo di favorire collegamenti e collaborazioni, superando la frammentazione delle iniziative.

Il terzo impegno punta a portare le esigenze raccolte al confronto con i Comuni, gli Ambiti sociali, l’Asl e le altre istituzioni competenti, per contribuire al miglioramento della continuità assistenziale, dei progetti di vita e delle opportunità di inclusione.

«Ponte Blu vuole essere una rete, non un recinto», ha aggiunto Emilio Iannotta, ribadendo la volontà di costruire un’associazione aperta al contributo delle famiglie, dei professionisti, delle scuole e di tutte le realtà impegnate nella tutela dei diritti delle persone autistiche.

La giornata non si esaurirà, inoltre, negli interventi svolti nella Sala consiliare. Grazie alla collaborazione del professor Fernando Occhibove, è stata realizzata la registrazione integrale del convegno, che sarà successivamente diffusa attraverso i canali dell’associazione.

Una scelta finalizzata a rendere accessibili i contenuti scientifici e le testimonianze anche a quanti non hanno potuto partecipare, ampliando le possibilità di informazione e approfondimento.

L’associazione ha infine rivolto un ringraziamento al Comune di Piedimonte Matese per il patrocinio e l’ospitalità, ai relatori, agli studenti, alle famiglie, ai volontari e a tutte le persone che hanno contribuito alla riuscita dell’iniziativa.

Il successo del convegno rappresenta un punto di partenza per un percorso che intende coinvolgere progressivamente l’intero territorio, promuovendo una maggiore integrazione tra servizi sanitari, realtà educative, istituzioni e mondo associativo.

Per il Matese e l’Alto Casertano, la sfida riguarda soprattutto la capacità di garantire alle persone autistiche opportunità concrete di autonomia, relazioni, formazione e partecipazione sociale, accompagnandole nelle diverse stagioni dell’esistenza.

Il valore di una comunità inclusiva non si misura soltanto nella quantità dei servizi disponibili, ma soprattutto nella capacità di ascoltare ogni persona, riconoscerne le aspirazioni e costruire le condizioni affinché nessuno venga lasciato ai margini della propria vita e del proprio futuro.