Planetario di Caserta, il professore Pietro Di Lorenzo: «Vogliamo che riapra»

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-Il personale contesta la gestione della sospensione e chiede chiarimenti sugli inadempimenti necessari per riprendere le attività. Al centro della vicenda anche la formazione degli operatori e la mancata comunicazione preventiva

– Pietro Di Lorenzo: «Perché avete chiuso?». Gli operatori chiedono risposte concrete e propongono un confronto per la riconsegna delle chiavi e la verifica delle apparecchiature della struttura

Caserta (Alessio Piombino) – «Noi vogliamo che il Planetario riapra». È questa la richiesta di Pietro Di Lorenzo, che interviene nuovamente sulla sospensione delle attività della struttura scientifica casertana e sulle tensioni degli ultimi giorni con l’Associazione Temporanea di Scopo (Ats), composta da tre istituti scolastici e responsabile della gestione.

Al centro della contestazione ci sono le ragioni della chiusura, i tempi con cui è stata comunicata e le procedure necessarie per consentire la ripresa degli spettacoli e delle visite. La vicenda si è aperta con la sospensione delle attività, deliberata il 5 ottobre e comunicata al personale il successivo 9 ottobre.

I dirigenti hanno motivato il provvedimento con la necessità di garantire un organigramma della sicurezza completo dopo la scomparsa del direttore scientifico Luigi Antonio Smaldone, avvenuta a marzo 2026. L’Ats ha escluso l’intenzione di procedere alla chiusura definitiva della struttura.

Una spiegazione che, tuttavia, non ha dissipato i dubbi degli operatori. Nella sua ricostruzione, Di Lorenzo contesta soprattutto la mancanza di un confronto preventivo e l’assenza di risposte puntuali sulle criticità che avrebbero reso necessaria l’interruzione del servizio.

«Non c’è stata alcuna telefonata, non c’è stata alcuna mail di preavviso», afferma, ricostruendo la sequenza degli avvenimenti. Il professore richiama anche la riunione prevista per il 5 ottobre, nell’ordine del giorno della quale sarebbe stata inserita la questione della sicurezza. La critica riguarda la possibilità di affrontare preventivamente le problematiche organizzative, cercando una soluzione prima di interrompere le attività. Secondo il suo racconto, una comunicazione tempestiva avrebbe consentito almeno di informare il personale e valutare le procedure necessarie.

Il nodo principale rimane quello dell’organizzazione della sicurezza, nonostante, stando alle parole del professor Di Lorenzo, gli operatori avessero già ricevuto una formazione in materia. «Io ho il diploma, ho la certificazione del corso sulla sicurezza fatto da preposto», afferma, spiegando anche che il personale avrebbe ricevuto gli aggiornamenti previsti.

Di Lorenzo riferisce di aver informato il datore di lavoro e il responsabile della sicurezza già nella notte in cui aveva appreso la notizia del decesso. Da qui nasce la sua perplessità sulla necessità di intervenire soltanto a ottobre. La questione, secondo il personale, è capire perché non sia stata avviata prima una procedura per individuare le figure mancanti e garantire la continuità del servizio. La ricostruzione degli operatori solleva quindi una domanda precisa: quali passaggi sono stati compiuti nei mesi precedenti e perché non si è arrivati a una soluzione prima della sospensione?

La sospensione rischia inoltre di compromettere il rapporto con il pubblico. Di Lorenzo sottolinea che continuano ad arrivare richieste di informazioni da parte di scuole e visitatori interessati alle attività del Planetario. L’incertezza sui tempi di riapertura potrebbe allontanare una parte dell’utenza e mettere a rischio le prenotazioni, con conseguenze sulla continuità di un servizio culturale rivolto al territorio.

Per il personale, il Planetario non rappresenta soltanto un luogo di lavoro, ma anche un servizio culturale rivolto alla collettività. Una prospettiva che rende ancora più urgente, secondo gli operatori, individuare una soluzione che permetta di tornare ad accogliere studenti, famiglie e appassionati.

Un altro punto di tensione riguarda la riconsegna delle chiavi e delle credenziali di accesso al Planetario, richiesta dall’Ats dopo la sospensione delle attività. Di Lorenzo racconta che gli operatori avevano proposto un sopralluogo congiunto e un inventario delle apparecchiature, così da verificarne le condizioni e tutelare le strumentazioni presenti nella struttura al momento della consegna.

Al di là delle contestazioni sulla gestione, per Di Lorenzo la priorità è individuare le criticità ancora da risolvere e gli adempimenti necessari per riprendere le attività. Gli operatori chiedono risposte concrete e un maggiore coinvolgimento del Comune di Caserta nel confronto con l’Ats sul futuro della struttura. Al momento, non è stata comunicata una data ufficiale per la ripresa del servizio, che resta un importante punto di riferimento per la divulgazione scientifica sul territorio.