Quando il belcanto incontra la comunità: a Giano Vetusto una notte di musica e identità con il Gran Galà “Passione Lirica”

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– In Piazza Pozzillo il Complesso Bandistico Città di Fisciano porta in scena arie, duetti e grandi pagine del repertorio lirico sotto la direzione del maestro Paolo Addesso

– Solisti, orchestra e tradizione si fondono in un evento che celebra il valore culturale della musica come patrimonio condiviso del territorio

Giano Vetusto (Carlo Pascarella) – Alcune serate riescono a trasformare una piazza in un teatro a cielo aperto. Non servono sipari di velluto né lampadari monumentali quando a parlare sono le note, capaci di attraversare il tempo e di raggiungere direttamente il cuore delle persone.

È con questo spirito che lunedì 24 agosto Piazza Pozzillo ospiterà il Gran Concerto Bandistico Città di Fisciano, impreziosito dal Gran Galà Lirico Sinfonico “Passione Lirica”, appuntamento destinato ad assumere un posto di rilievo nel calendario culturale dell’estate casertana.

L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Giano Vetusto e dalla Comunità Montana Monte Santa Croce, rappresenta molto più di una semplice esibizione musicale. Si configura come un incontro tra tradizione e sensibilità contemporanea, tra il patrimonio del melodramma italiano e il desiderio delle comunità locali di continuare a investire nella cultura come strumento di crescita collettiva.

Al centro della scena ci sarà il maestro Paolo Addesso, direttore concertatore di riconosciuta esperienza, chiamato a guidare un organico artistico che promette emozioni e qualità interpretativa.

Ad accompagnarlo saranno voci capaci di attraversare registri ed emozioni differenti: il tenore Giovanni Cotroneo, il soprano Silla Cotroneo, il mezzosoprano Violetta Rizzo, il baritono Antonio Palumbo e il soprano Costa Tatianantonia, protagonisti di un percorso musicale costruito attraverso alcune delle pagine più amate del repertorio lirico.

L’atmosfera annunciata dalla manifestazione richiama quella delle grandi occasioni. Arie immortali, duetti celebri e melodie che appartengono alla memoria collettiva troveranno nuova vita grazie all’incontro tra orchestra, banda e canto.

In un’epoca dominata dalla velocità e dal consumo immediato degli eventi, la musica classica continua infatti a conservare una forza particolare: quella di rallentare il tempo e restituire profondità all’ascolto.

Dietro il concerto si coglie anche il lavoro silenzioso di chi, durante l’intero anno, custodisce e tramanda una tradizione musicale che in Campania affonda radici profonde. Le bande rappresentano ancora oggi autentiche scuole di formazione artistica e umana, luoghi nei quali disciplina, studio e passione si trasformano in linguaggio universale.

Un ruolo importante è svolto anche dal segretario artistico e vice direttore Angelo De Castillo, impegnato nell’organizzazione di un appuntamento che punta a valorizzare non soltanto l’aspetto spettacolare della serata, ma anche la funzione educativa della musica.

Accanto ai protagonisti saliranno idealmente sul palco anche i numerosi maestri che contribuiscono alla crescita del complesso bandistico, testimonianza concreta di un patrimonio artistico costruito attraverso dedizione e competenze tramandate nel tempo.

Giano Vetusto si prepara così ad accogliere una serata capace di unire generazioni diverse sotto il segno della bellezza. Famiglie, appassionati, curiosi e cultori della lirica condivideranno lo stesso spazio, trasformando una piazza in un luogo di incontro e partecipazione.

La cultura, quando riesce a uscire dai luoghi convenzionali e a raggiungere il cuore delle comunità, acquista infatti una forza particolare. Diventa racconto collettivo, memoria, identità.

E forse è proprio questo il significato più autentico di “Passione Lirica”: ricordare che ogni nota custodisce una storia e che ogni concerto può diventare un ponte tra passato e futuro.

Quando le luci si abbasseranno e l’ultima melodia si disperderà nell’aria della sera, resterà qualcosa che va oltre lo spettacolo. Resterà la consapevolezza che la grande musica continua a vivere non soltanto nei teatri più prestigiosi, ma anche nelle piazze dei piccoli centri, dove il senso di comunità riesce ancora a dialogare con l’arte e a riconoscerla come parte essenziale della propria anima.