– La capogruppo del Movimento Strada Nuova presenta un’interpellanza in Consiglio comunale e sollecita verifiche aggiornate su agibilità, sicurezza, condizioni strutturali e impianti: «Sono passati mesi e il sipario è ancora abbassato»
– La consigliera evita valutazioni tecniche e chiede che siano gli uffici competenti a fare chiarezza attraverso documenti aggiornati. Nel mirino anche i tempi: «Il Plauto è un patrimonio della nostra comunità e non può rimanere sospeso tra annunci e procedure. Serve finalmente un cronoprogramma credibile per la riapertura»
San Nicola la Strada (Redazione) – Un sipario ancora abbassato e, con il trascorrere dei mesi, una domanda che non riguarda più soltanto la data della possibile riapertura. Il futuro del Teatro Plauto torna al centro del dibattito politico cittadino con un’interpellanza presentata in Consiglio comunale dalla consigliera Eligia Santucci, capogruppo del Movimento Strada Nuova.
Al centro dell’iniziativa non figurano esclusivamente i tempi necessari per restituire il teatro alla città, ma anche la richiesta di conoscere quale sia, allo stato attuale, la situazione effettiva dell’immobile dopo i mesi trascorsi dall’avvio del percorso finalizzato al suo affidamento e alla riapertura.
«La questione che pongo – dichiara Eligia Santucci – non è soltanto quando riaprirà il Teatro, ma se oggi il Teatro si trovi ancora nelle stesse condizioni in cui era quando è stato avviato il percorso per il suo affidamento e la sua riapertura. Sono passati mesi e, invece, il sipario è ancora abbassato».
Una distanza temporale che, secondo la capogruppo, rende necessario aggiornare il quadro tecnico prima di ipotizzare concretamente il ritorno del pubblico all’interno della struttura.
«Proprio per questo – prosegue – ritengo che oggi non sia sufficiente chiedere quando verrà riaperto il Teatro. Dobbiamo sapere in quali condizioni si trova realmente. Il tempo trascorso dall’avvio del percorso di affidamento non è irrilevante. Ritengo necessario verificare nuovamente le condizioni dell’immobile, sotto il profilo dell’agibilità, della sicurezza, della situazione strutturale e degli impianti, prima di parlare concretamente di riapertura».
La consigliera delimita tuttavia con chiarezza il significato politico e amministrativo della propria iniziativa, evitando di anticipare conclusioni che richiederebbero valutazioni specialistiche.
«Voglio precisare – aggiunge Eligia Santucci – che non è mia intenzione formulare valutazioni tecniche che spettano agli organi competenti. Non sono io a dover stabilire se il Teatro sia agibile o se vi siano problemi strutturali. Con l’interpellanza ho chiesto agli uffici e ai tecnici competenti di accertarlo attraverso verifiche e documenti aggiornati».
Una richiesta che viene presentata anche come elemento di tutela per tutti i soggetti coinvolti: «È una garanzia per l’Amministrazione, per chi dovrà gestire la struttura e, soprattutto, per i cittadini che torneranno ad utilizzarla».
Il Plauto, nella posizione espressa dal Movimento Strada Nuova, non viene considerato soltanto un immobile pubblico, ma uno spazio culturale appartenente alla comunità e la cui prolungata chiusura richiede ormai risposte definite.
«Ho presentato questa interpellanza a nome dei cittadini che meritano risposte. Il Plauto è un patrimonio della nostra comunità e non può rimanere sospeso tra annunci e procedure. Servono verifiche aggiornate sulle condizioni reali del Teatro, servono certezze sull’agibilità e sulla sicurezza e serve finalmente un cronoprogramma credibile per la riapertura».
Il riferimento conclusivo è alle aspettative maturate nei mesi scorsi e a una riapertura che, secondo la consigliera, sembrava ormai vicina.
«A maggio sembrava che il sipario fosse pronto ad alzarsi. Oggi è ancora abbassato. A questo punto vogliamo sapere perché e, soprattutto, cosa occorre fare concretamente perché possa tornare ad alzarsi».
L’interpellanza porta dunque in Consiglio una richiesta articolata su due piani: conoscere lo stato aggiornato del Teatro Plauto e ottenere indicazioni attendibili sui passaggi ancora necessari per la sua riapertura. Una questione sulla quale, dopo mesi di attesa, il confronto si sposta dagli annunci alla richiesta di atti, verifiche e tempi certi.

