Santa Maria a Vico (Redazione) – Un’attività di controllo finalizzata a verificare il mantenimento dei requisiti necessari per beneficiare dell’Assegno Sociale ha portato i carabinieri della Stazione di Santa Maria a Vico a denunciare in stato di libertà sei persone, tutte di nazionalità straniera, ritenute, allo stato degli accertamenti, gravemente indiziate del reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche.
L’indagine è stata avviata nell’ambito delle verifiche sulla permanenza stabile dei beneficiari sul territorio nazionale, requisito essenziale previsto dalla normativa per continuare a percepire la prestazione assistenziale. Attraverso l’incrocio dei dati messi a disposizione dall’INPS con le banche dati delle Forze di Polizia e ulteriori riscontri documentali, i militari dell’Arma avrebbero ricostruito periodi di permanenza all’estero ritenuti incompatibili con le disposizioni di legge.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, gli indagati avrebbero continuato a percepire l’Assegno Sociale nonostante la perdita dei requisiti richiesti. La normativa stabilisce, infatti, che il beneficiario non possa assentarsi dall’Italia per oltre sei mesi consecutivi né per più di dieci mesi complessivi nell’arco del quinquennio di riferimento.
L’importo complessivamente ritenuto indebitamente percepito ammonterebbe a circa 130 mila euro. Le singole posizioni, ora al vaglio dell’Autorità Giudiziaria, riguarderebbero somme comprese tra gli 11 mila e i 31.500 euro ciascuna.
Al termine dell’attività investigativa, i sei soggetti sono stati denunciati alla competente Autorità Giudiziaria. Contestualmente, i carabinieri hanno trasmesso una segnalazione all’INPS territorialmente competente affinché proceda agli ulteriori accertamenti amministrativi finalizzati all’eventuale sospensione o revoca della prestazione assistenziale e al recupero delle somme che dovessero risultare indebitamente percepite.
L’operazione rientra nell’ambito dei controlli periodici effettuati dall’Arma dei Carabinieri per contrastare le frodi ai danni dello Stato e garantire che le prestazioni assistenziali siano destinate esclusivamente ai cittadini in possesso dei requisiti previsti dalla legge, tutelando così le risorse pubbliche e il corretto funzionamento del sistema di welfare.

