Sant’Arpino, lite in famiglia: avrebbe minacciato il figlio con un fucile, denunciato un 77enne

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– I Carabinieri della locale Stazione sono intervenuti nella tarda serata dopo un diverbio scoppiato per futili motivi. Secondo la ricostruzione dei militari, l’uomo avrebbe utilizzato durante la discussione un’arma regolarmente denunciata, ma custodita in un luogo differente da quello comunicato alle autorità

– Il fucile è stato sottoposto a sequestro penale, mentre le munizioni sono state ritirate in via cautelativa. Nei confronti del 77enne, deferito per le ipotesi di minaccia grave e omessa denuncia di armi e munizioni, è stata avanzata anche una proposta di divieto di detenzione di armi

Sant’Arpino (Redazione) – Una discussione familiare nata, secondo quanto ricostruito, per motivi di scarsa rilevanza sarebbe degenerata fino alla minaccia con un fucile. È quanto accaduto nella tarda serata a Sant’Arpino, dove i Carabinieri della locale Stazione sono intervenuti all’interno di un’abitazione e, al termine degli accertamenti, hanno denunciato in stato di libertà un 77enne del posto.

L’uomo, classe 1949, è ritenuto allo stato degli atti gravemente indiziato delle ipotesi di minaccia grave e omessa denuncia di armi e munizioni.

L’intervento dei militari dell’Arma è scattato in seguito a una lite esplosa all’interno del nucleo familiare. Nel corso del diverbio con il figlio, il 77enne lo avrebbe minacciato servendosi di un fucile.

Gli approfondimenti eseguiti dai Carabinieri hanno consentito di verificare che l’arma risultava regolarmente denunciata. A emergere, tuttavia, è stata un’ulteriore circostanza: il fucile sarebbe stato custodito in un luogo diverso rispetto a quello indicato nella denuncia di detenzione.

I militari hanno pertanto proceduto al sequestro penale dell’arma. Nel prosieguo degli accertamenti sono state ritirate in via cautelativa anche le munizioni detenute dall’uomo.

Contestualmente è stata avanzata nei confronti del 77enne una proposta di divieto di detenzione di armi, sulla quale saranno assunte le determinazioni previste dalla normativa.

L’Autorità giudiziaria competente è stata informata dell’attività svolta e dovrà ora valutare gli ulteriori sviluppi del procedimento.

L’episodio richiama ancora una volta la particolare delicatezza degli interventi delle forze dell’ordine nelle situazioni di conflittualità domestica, soprattutto laddove all’interno delle abitazioni siano presenti armi. Alla prevenzione delle possibili degenerazioni si affianca infatti la necessità di assicurare il rigoroso rispetto delle disposizioni previste per la custodia e la detenzione.