– A poca distanza dal McDonald’s emerge uno scenario di evidente incuria: giochi danneggiati e in alcuni casi potenzialmente pericolosi, pavimentazione deteriorata, cestini malridotti, vegetazione senza manutenzione e rifiuti disseminati nell’area. In condizioni precarie anche le attrezzature destinate ai bambini con disabilità
– Compromessa anche la fruibilità degli spazi sportivi: nel campo da basket un canestro risulta completamente rotto e l’altro fortemente danneggiato. Presente inoltre una piccola zona delimitata in maniera provvisoria con una rete rossa. Un patrimonio pubblico che reclama manutenzione, sicurezza e decoro
Caserta (Graziana Iadicicco) – Dovrebbe essere uno spazio nel quale i bambini possano giocare, le famiglie trascorrere qualche ora all’aperto e i ragazzi praticare sport. Il parco di via Sant’Augusto, a Caserta, restituisce invece l’immagine di un luogo segnato da un degrado diffuso e da una manutenzione che appare largamente insufficiente.
Il quadro emerge da un sopralluogo effettuato nell’area, situata a poca distanza dal McDonald’s. Basta percorrere gli spazi del parco per imbattersi in attrezzature ludiche danneggiate, alcune quasi completamente inutilizzabili, scritte sui giochi, vetri a terra e rifiuti abbandonati in diversi punti.
Particolarmente delicata è la situazione delle giostrine destinate ai bambini. Numerose strutture risultano rotte o deteriorate al punto da rendere problematica, e in alcuni casi potenzialmente pericolosa, la loro utilizzazione. Le criticità interessano tanto le attrezzature ordinarie quanto quelle concepite per consentire il gioco ai bambini con disabilità, vanificando di fatto quella funzione inclusiva che dovrebbe rappresentare uno dei valori fondamentali di uno spazio pubblico moderno.
Il degrado investe anche l’area sportiva. Il campo da pallacanestro non appare più nelle condizioni necessarie per una normale e sicura fruizione: uno dei due canestri è completamente rotto, mentre l’altro presenta evidenti danneggiamenti. A completare il quadro contribuiscono una pavimentazione lesionata e una vegetazione cresciuta senza un’adeguata manutenzione.
Non migliore appare la situazione sul versante del decoro. Cestini deteriorati o cadenti, rifiuti disseminati nell’area, frammenti di vetro e una gestione della raccolta che mostra evidenti carenze accompagnano il visitatore lungo diversi punti del parco.
Anche il verde pubblico denuncia una prolungata necessità di interventi. Piante e vegetazione hanno progressivamente occupato porzioni degli spazi, accentuando la sensazione di abbandono e rendendo ancora più evidente la distanza tra la funzione originaria dell’area e le condizioni nelle quali oggi si presenta.
All’interno del parco è presente inoltre una piccola zona interdetta, delimitata in maniera provvisoria attraverso una rete rossa. Una soluzione che, insieme alle altre criticità riscontrate, restituisce l’impressione di interventi frammentari piuttosto che di una gestione organica dello spazio.
Il problema, tuttavia, supera la dimensione puramente estetica. Vetri sul terreno, pavimentazione sconnessa e attrezzature danneggiate assumono una rilevanza ben diversa in un luogo frequentato soprattutto da bambini e adolescenti. Prima ancora del decoro, dunque, si pone una questione di sicurezza e di effettiva fruibilità.
Via Sant’Augusto racconta così una contraddizione difficile da ignorare: uno spazio pubblico nato per l’incontro, il gioco, lo sport e l’inclusione che rischia di essere progressivamente sottratto alla comunità proprio dall’incuria. Restituirgli dignità significa riparare le strutture, mettere in sicurezza ciò che può costituire un pericolo, ripristinare pulizia e verde pubblico e garantire una manutenzione costante. Un parco lasciato deteriorare non rappresenta soltanto un problema di arredo urbano: è un pezzo di città che smette, giorno dopo giorno, di appartenere davvero ai suoi cittadini.
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