Savoia-Casertana, tattiche a confronto: Espinal contro Formisano, atto II dopo la sfida di Coppa

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– Espinal e Formisano si ritrovano di fronte per la seconda volta in stagione: dopo il 2-1 del Savoia in Coppa Italia, il duello si sposta in campionato

– Al ‘De Cristofaro’ di Giugliano la Casertana cerca la rivincita dopo l’eliminazione dalla Coppa: i rossoblù dovranno trasformare il maggiore volume di gioco in maggiore concretezza

– Rose più complete rispetto al primo confronto e nuove soluzioni per Espinal: recuperi e nuovi innesti cambiano le carte in tavola, mentre il Savoia riparte dalle certezze mostrate al ‘Pinto’

Caserta (Lorenzo Torre) – Quindici giorni dopo, cambia tutto. Non il nome dei due allenatori, non la rivalità e nemmeno il ricordo dell’ultima sfida, ma il contesto. Savoia-Casertana, questa volta al ‘De Cristofaro’ di Giugliano, non vale il passaggio del turno in Coppa Italia: vale punti, identità e una prima risposta sul campionato. È il secondo capitolo del duello tra Vinicio Espinal e Alessandro Formisano, dopo il 2-1 con cui gli oplontini hanno eliminato i rossoblù al ‘Pinto’.

Quella gara ha già lasciato indicazioni precise. La Casertana aveva prodotto di più, chiudendo con 15 tiri contro gli 8 del Savoia e il 60% di possesso palla, ma è stata punita nei momenti decisivi. Il vantaggio di Franco Vezzoni all’11’ aveva premiato un avvio aggressivo, poi il pareggio di Alessio Nepi allo scadere del primo tempo e il sorpasso di Vincenzo Alfieri in apertura di ripresa avevano cambiato completamente l’inerzia. Nel finale, il forcing rossoblù aveva prodotto altre occasioni, ma senza trovare il gol.

È proprio da qui che riparte Espinal. Il problema emerso al ‘Pinto’ non era tanto la capacità di creare, quanto quella di mantenere la partita sotto controllo quando il ritmo cambiava. La Casertana aveva mostrato buone soluzioni con il 3-5-2, soprattutto nell’occupazione delle fasce e nella capacità di arrivare al tiro, ma aveva pagato due momenti di disattenzione a cavallo dell’intervallo. In campionato servirà qualcosa in più: continuità mentale, gestione delle transizioni e soprattutto capacità di non trasformare un vantaggio in una gara completamente diversa.

Anche perché il Savoia ha già dimostrato di sapere aspettare il proprio momento. Formisano non ha bisogno necessariamente di dominare per essere pericoloso: la sua squadra può abbassarsi, assorbire la pressione e poi attaccare rapidamente gli spazi. La vittoria in Coppa Italia ne è stata una fotografia quasi perfetta. Pochi tiri, ma sfruttati nei momenti giusti; grande sofferenza finale, ma capacità di resistere.

Il secondo confronto, però, arriva con rose più complete e con qualche soluzione in più a disposizione del tecnico dominicano. Rispetto alla sfida di Coppa, la Casertana ha recuperato elementi importanti e ha aggiunto anche nuovi giocatori come Enrico Piovanello e Muhammed Colley. Nel primo incontro mancavano Alessandro Caporale, ancora non pronto nonostante l’annuncio, Jacopo Manconi, Dino Mehić e Mattia Sandri, quest’ultimo fermato addirittura da una puntura d’ape durante il riscaldamento, mentre Gabriel Henin non era ancora disponibile per questioni legate al trasferimento (era ancora in prova) Non sono dettagli secondari: aumentano le alternative e permettono al tecnico di avere più possibilità per cambiare la partita in corsa.

Anche Formisano, però, arriva al secondo atto con una squadra che conosce meglio le proprie caratteristiche. Il Barletta ha costruito il proprio ritorno tra i professionisti su compattezza, intensità e concretezza, mentre il Savoia ha già dimostrato contro la Casertana di poter reggere anche quando viene costretto a difendersi per lunghi tratti. La vera sfida sarà quindi capire se i rossoblù riusciranno a trasformare il maggiore volume di gioco in una maggiore efficacia.

E c’è un altro elemento da tenere d’occhio: la pressione. Nel primo confronto era una delle armi principali dei biancoscudati. Aggredire la costruzione dei falchetti significava impedirle di trasformare il recupero in una ripartenza. Espinal dovrà trovare contromisure migliori per superare quella prima linea, mentre Formisano dovrà decidere quanto alzare il baricentro senza concedere alle nuove soluzioni offensive rossoblù quello spazio che nel finale di Coppa aveva fatto tremare il Savoia.

La differenza, ancora una volta, potrebbe essere tutta lì: chi riuscirà a imporre le proprie condizioni dopo la perdita del pallone. La Casertana vuole recuperare e attaccare, il Savoia vuole sporcare la costruzione e ripartire. Due squadre che non hanno bisogno di avere necessariamente il pallone per sentirsi a proprio agio, ma che devono essere molto più precise nei momenti che separano possesso e non possesso.

Rispetto alla Coppa, però, c’è una differenza sostanziale: questa volta non si può parlare di una singola partita da dentro o fuori. Il campionato è una maratona, ma gli scontri diretti iniziano a costruire gerarchie e soprattutto convinzioni. Il ‘De Cristofaro’ sarà quindi un nuovo test per capire quanto siano cresciute le due squadre rispetto a quel primo confronto.

“Espinal VS Formisano”, dunque, atto II. La prima volta ha premiato il Savoia, nonostante una Casertana capace di produrre più gioco e più occasioni. Ora il tecnico rossoblù avrà l’occasione di correggere ciò che non aveva funzionato; quello oplontino, invece, proverà a confermare che quella rimonta non era soltanto una questione di episodi.

Stessa sfida, altra competizione, altre condizioni. E soprattutto altri novanta minuti per capire chi, tra i due tecnici, avrà trovato la soluzione migliore al problema che l’altro gli presenterà.