– La segretaria nazionale Istruzione riconosce i risultati del ministro Valditara, ma rilancia l’emergenza abitativa: «Con questi costi accettare una cattedra lontano dalla propria residenza può diventare economicamente insostenibile»
– Nel messaggio per il nuovo anno scolastico anche il nodo dell’edilizia: gli interventi del Pnrr non bastano, chiesti accordi tra Governo ed Enti locali per una riqualificazione continua e programmata degli istituti
Roma (Nota Stampa) – Una cattedra assegnata sulla carta può trasformarsi in una cattedra difficile da occupare nella realtà, se lo stipendio di un insegnante non riesce più a sostenere il costo di un affitto lontano da casa. È da questa contraddizione che Ornella Cuzzupi, segretaria nazionale Ugl Istruzione, parte per accompagnare l’augurio rivolto al mondo della scuola all’inizio del nuovo anno scolastico con una serie di richieste precise al Governo.
«L’inizio di un nuovo anno scolastico è sempre un momento importante, che porta con sé la responsabilità di costruire, giorno dopo giorno, una scuola capace di rispondere alle esigenze di studenti, famiglie e territori. A tutto il personale e ai ragazzi in aula rivolgo quindi l’augurio di buon lavoro, con particolare attenzione ai docenti, agli Ata e a chi ogni giorno rende possibile il funzionamento della scuola», dichiara la rappresentante sindacale.
Il giudizio dell’Ugl Istruzione parte dai progressi registrati sul fronte della copertura delle cattedre, riconoscendo il lavoro compiuto dal ministro Giuseppe Valditara.
«È innegabile che il lavoro portato avanti dal ministro Valditara abbia prodotto risultati rilevanti. Uno sforzo e una determinazione che gli vanno riconosciuti», sottolinea Cuzzupi.
Il problema, tuttavia, emerge nel momento in cui dall’assegnazione formale di un posto si passa alla possibilità concreta per un docente di trasferirsi e vivere nella città nella quale è chiamato a lavorare.
Il caro casa rischia infatti di diventare una barriera economica soprattutto per chi, dopo anni di studio, concorsi e sacrifici, ottiene una cattedra a centinaia di chilometri dalla propria residenza e dalla famiglia.
«I docenti che sono chiamati a lavorare lontano dalla propria residenza e dalle famiglie devono fare i conti con un ostacolo enorme: il costo della casa. Con gli affitti richiesti, troppo spesso inconciliabili con lo stipendio, accettare una cattedra può rivelarsi economicamente insostenibile», osserva la segretaria nazionale.
Una condizione che, secondo il sindacato, rischia di produrre un paradosso: riuscire a coprire le cattedre senza riuscire poi a garantire che gli insegnanti possano effettivamente prendere servizio e stabilirsi nei territori di assegnazione.
«Coprire una cattedra e non riuscire a renderla operativa perché il docente non può permettersi di vivere nella città dove è stato assegnato. È una questione che riguarda sì la scuola, ma che non può essere affrontata soltanto dal Ministero dell’Istruzione. Serve l’intero Governo», afferma Cuzzupi.
Da qui torna al centro la proposta di un Piano Casa destinato al personale scolastico fuori sede.
UGL Istruzione sostiene da tempo la necessità di un intervento strutturale che coinvolga anche le realtà territoriali e favorisca la disponibilità di alloggi a canone calmierato.
Un indirizzo sul quale il sindacato aveva già espresso apprezzamento nel maggio scorso per il percorso intrapreso dal ministro, chiedendo adesso di passare dalla fase progettuale a quella concretamente operativa.
«Non rivendichiamo una battaglia di parte – precisa Cuzzupi – ma la concretezza di una proposta avanzata per affrontare un problema evidente. È per questo che chiediamo un deciso salto di qualità per il Piano Casa, affinché diventi una misura concreta e adeguata alle dimensioni del fenomeno».
L’obiettivo indicato dall’UGL è rendere l’intervento stabile e realizzabile in tempi rapidi, evitando che l’emergenza abitativa continui a incidere sulle scelte professionali degli insegnanti.
«Occorre dare piena attuazione a quell’indirizzo. Si trasformi quindi il Piano Casa per il personale scolastico in una risposta strutturale e realizzabile in tempi rapidi. È un investimento sulla scuola, sul personale e, soprattutto, sulla qualità del servizio offerto ai nostri ragazzi».
Accanto al problema degli affitti, Cuzzupi apre un secondo fronte: quello dell’edilizia scolastica.
La qualità dell’istruzione, nella posizione espressa dalla Federazione, passa inevitabilmente anche dalle condizioni degli edifici nei quali studenti, insegnanti e personale ATA trascorrono una parte considerevole delle proprie giornate.
Numerose strutture necessitano ancora di interventi di ammodernamento e adeguamento e, secondo UGL Istruzione, il lavoro non potrà considerarsi concluso una volta esaurite le risorse messe a disposizione attraverso il PNRR.
«Su questo occorre un impegno ancora più forte che non può e non deve esaurirsi con i fondi del PNRR, ma deve tradursi anche in accordi specifici, tra Esecutivo ed Enti Locali, finalizzati alla riqualificazione continua e programmata del patrimonio scolastico», sostiene Cuzzupi.
La richiesta è quindi quella di costruire una politica di manutenzione e riqualificazione capace di superare la logica dell’intervento occasionale, programmando nel tempo investimenti e responsabilità condivise tra i diversi livelli istituzionali.
«Sono obiettivi impegnativi, ma raggiungibili se tutti fanno la propria parte. La scuola deve essere davvero al centro dell’attenzione: è lì che si formano le donne e gli uomini del domani e si determina il Paese che saremo».
L’augurio per il nuovo anno scolastico assume così il significato di un’agenda: personale, diritto alla casa, continuità delle cattedre, sicurezza e qualità degli edifici. Perché aprire le porte delle scuole è soltanto il primo passo; la sfida autentica resta creare le condizioni affinché chi insegna e chi studia possa attraversarle ogni giorno in una scuola realmente capace di guardare al futuro.

