Trento, il presidente dei commercialisti di Napoli Nord Francesco Corbello al Forum Italiano dell’Export: «Professionisti project manager dell’internazionalizzazione»

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– Il presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli Nord è intervenuto a Palazzo Geremia sul ruolo strategico della categoria nell’espansione delle imprese agroalimentari e vitivinicole sui mercati esteri, tra ricerca di mercato, adeguati assetti organizzativi e sostenibilità finanziaria degli investimenti

– Al centro del confronto le prospettive dell’enogastronomia italiana, le opportunità offerte dai mercati internazionali e le sfide poste da dazi e barriere commerciali. Presenti autorevoli esponenti delle istituzioni e del mondo imprenditoriale, tra cui Lorenzo Zurino, Claudia Eccher e Nicola Graziano

Trento (Nota Stampa) – «Accompagnare le imprese agroalimentari e vitivinicole sui mercati internazionali richiede un progetto che integri conoscenza del Paese di destinazione, organizzazione e sostenibilità finanziaria. Secondo la Camera di Commercio di Trento, nel 2025 alimentari e bevande hanno rappresentato il 18,4% dell’export provinciale: un dato che evidenzia il valore di una filiera composta da realtà di dimensioni diverse, nella quale cooperative e reti possono aggregare produzione e competenze per affrontare i mercati esteri».

Lo ha dichiarato Francesco Corbello, membro del consiglio direttivo del Forum Italiano dell’Export (Ief) e presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli Nord, intervenendo all’incontro «Le nuove geografie dell’export», svoltosi nella sala conferenze di Palazzo Geremia, a Trento.

«Il commercialista può svolgere il ruolo di project manager dell’internazionalizzazione, coordinando esperti di mercato, legali locali, operatori logistici e interlocutori finanziari. Il suo contributo – ha aggiunto Corbello – comprende l’analisi dell’impresa, la definizione della strategia d’ingresso, la pianificazione economico-finanziaria e il monitoraggio dei risultati, mentre le decisioni gestionali restano di competenza dell’imprenditore e degli amministratori.

Ogni mercato richiede verifiche specifiche. Negli Stati Uniti, prima di concedere un’esclusiva a un distributore, occorre valutarne la rete commerciale e la capacità di generare riordini. Negli Emirati Arabi Uniti, per il vino e gli alcolici, è necessario analizzare la clientela effettiva, i prezzi e i canali autorizzati, verificando le licenze del partner e le regole del singolo emirato. L’export – ha sottolineato Corbello – va costruito attraverso un percorso strutturato, con obiettivi chiari e rischi attentamente valutati».

Corbello ha evidenziato che gli investimenti all’estero devono basarsi sulla verifica della domanda e su una pianificazione finanziaria sostenibile, per evitare che le difficoltà di una società controllata possano coinvolgere l’intero gruppo. Adeguati assetti organizzativi e dati affidabili sono essenziali per monitorare liquidità, debiti e continuità aziendale.

Ha quindi richiamato l’importanza di un’espansione graduale, sostenuta dalla conoscenza dei mercati e dalla sperimentazione commerciale. Infine, ha ricordato il percorso avviato nel 2018 con il Forum Italiano dell’Export, ringraziando Lorenzo Zurino e Claudia Eccher per il confronto.

Promosso dal Forum Italiano dell’Export, presieduto da Lorenzo Zurino, l’appuntamento è stato dedicato alle sfide e alle prospettive dell’enogastronomia e del settore vitivinicolo, favorendo il confronto tra istituzioni, imprese e territori sul posizionamento del Made in Italy nel mondo.

Al confronto hanno partecipato, tra gli altri, Claudia Eccher, membro laico del Consiglio Superiore della Magistratura; Nicola Graziano, presidente di Unicef Italia, presidente della Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Caserta e componente del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria; Andrea Benetton, presidente di Maccarese S.p.A. e Cirio Agricola; Armando Di Nosse, socio fondatore dello Studio Xvos; Sergio Divina, vicepresidente dell’Istituto Italiano Studi per l’Asia; Ilaria Cavo, vicepresidente della Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati; e Giuseppe De Mita, vicepresidente del Forum Italiano dell’Export.

«L’export è una leva di crescita per le imprese italiane e per i territori. Dazi e barriere all’ingresso – ha sottolineato Zurino – incidono sui costi e possono modificare la convenienza dei mercati di destinazione. Per rafforzare la competitività internazionale occorre valutare il loro impatto su prezzi e margini, diversificare gli sbocchi commerciali e investire nel posizionamento delle nostre produzioni. L’enogastronomia e il vitivinicolo possono costruire una presenza duratura all’estero attraverso la conoscenza dei mercati, rapporti commerciali affidabili e un’offerta capace di rispondere alle esigenze dei clienti».

Secondo Nicola Graziano, «il dialogo tra istituzioni, imprese e professionisti deve includere anche la responsabilità verso le comunità. La crescita economica può offrire opportunità concrete se si accompagna al rispetto dei diritti delle persone e all’attenzione per le condizioni di lavoro. I bambini e le nuove generazioni devono essere considerati nelle scelte che incidono sullo sviluppo dei territori. È un impegno che riguarda anche il mondo produttivo, chiamato a contribuire a un futuro nel quale ogni bambino possa vedere tutelati i propri diritti».