San Cipriano d’Aversa, scoperti tre apparecchi da gioco illegali in un locale: denunciato il titolare di 29 anni

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– Operazione della Polizia di Stato nel centro cittadino: gli agenti del Commissariato di Casal di Principe hanno individuato tre dispositivi con vincite in denaro privi delle necessarie autorizzazioni e non collegati alla rete telematica dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli

– Il giovane gestore non avrebbe saputo documentare la provenienza degli apparecchi, facendo emergere sospetti sulla loro origine. Contestate anche ulteriori violazioni relative all’attività esercitata: sequestrati i dispositivi e trasmessi gli atti all’Autorità Giudiziaria

San Cipriano d’Aversa (Redazione) – Dietro l’apparente normalità di un esercizio commerciale del centro cittadino, tre apparecchi da intrattenimento con vincite in denaro funzionavano, secondo gli accertamenti della Polizia di Stato, al di fuori delle regole previste per il settore dei giochi leciti. Un controllo amministrativo si è così concluso con il sequestro dei dispositivi e la denuncia del titolare, un uomo di 29 anni, nei confronti del quale viene ipotizzato anche il reato di ricettazione.

L’operazione è stata condotta nella serata di venerdì 9 ottobre dagli agenti dell’Ufficio di Polizia Amministrativa del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Casal di Principe, impegnati in una serie di verifiche finalizzate ad accertare il rispetto della normativa che disciplina l’installazione e l’utilizzo degli apparecchi da gioco.

L’attenzione dei poliziotti si è concentrata su un esercizio pubblico di somministrazione di alimenti e bevande situato nel centro di San Cipriano d’Aversa.

Durante l’ispezione sono stati individuati tre apparecchi da intrattenimento che consentivano vincite in denaro. Le successive verifiche hanno evidenziato, secondo quanto comunicato dalla Questura di Caserta, l’assenza dei necessari titoli autorizzativi.

I dispositivi, inoltre, non risultavano collegati alla rete telematica dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, il sistema attraverso il quale vengono effettuati i controlli previsti dalla normativa sul funzionamento degli apparecchi e sulla regolarità delle attività di gioco.

Una circostanza rilevante, poiché il collegamento alla rete costituisce uno degli strumenti attraverso i quali lo Stato esercita la vigilanza su un settore sottoposto a specifiche disposizioni amministrative e fiscali.

Gli accertamenti non si sono limitati alla regolarità tecnica dei dispositivi.

Gli agenti hanno infatti richiesto al titolare la documentazione relativa all’acquisto dei tre apparecchi, senza tuttavia ottenere gli atti necessari a dimostrarne la provenienza.

L’impossibilità di esibire tale documentazione ha fatto sorgere sospetti circa l’origine dei dispositivi, determinando ulteriori approfondimenti e la contestazione dell’ipotesi di ricettazione.

Nel corso delle verifiche sarebbe emersa anche l’assenza di ulteriori autorizzazioni richieste per l’attività esercitata, con conseguenti contestazioni di natura penale.

Al termine dell’intervento, i tre apparecchi sono stati sottoposti a sequestro probatorio, mentre il gestore ventinovenne è stato denunciato in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria.

La sua posizione sarà ora oggetto delle valutazioni degli organi competenti, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo delle responsabilità.

L’operazione si inserisce nelle attività di vigilanza condotte dalla Polizia di Stato per contrastare le irregolarità nel settore del gioco con vincite in denaro, un comparto nel quale il rispetto delle disposizioni autorizzative rappresenta una condizione essenziale per la trasparenza e la legalità.

La presenza di apparecchi non regolarmente autorizzati, infatti, può sottrarre le attività ai controlli previsti dalla legge e rendere più difficile verificare la provenienza dei dispositivi e la correttezza del loro funzionamento.

L’intervento di San Cipriano d’Aversa riporta dunque l’attenzione su un aspetto della sicurezza economica che raramente occupa il centro della cronaca, ma che riguarda direttamente il rapporto tra attività commerciali, regole e tutela della collettività.

La legalità non si afferma soltanto attraverso le grandi operazioni investigative. Si costruisce anche nei controlli ordinari, nella tracciabilità delle attività economiche e nel rispetto di quelle disposizioni che, pur lontane dai riflettori, rappresentano una garanzia per cittadini e operatori onesti.