Usa-Iran: percorso di pace fragile e nuovi scontri nelle ultime 24 ore. E a Gaza tornano i raid israeliani

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Roma (Redazione) – Dopo settimane di tensione e scontri indiretti, nelle ultime ore la crisi tra Stati Uniti e Iran sembra entrare in una fase decisiva ma ancora estremamente fragile. Washington e Teheran stanno discutendo una possibile estensione della tregua informale raggiunta ad aprile, mentre continuano episodi militari isolati nel Golfo Persico e attorno allo Stretto di Hormuz.

Secondo fonti diplomatiche, i negoziati in corso – mediati da Pakistan, Qatar e Oman – puntano a un cessate il fuoco di 60 giorni, alla riapertura completa dello Stretto di Hormuz e all’avvio di nuovi colloqui sul programma nucleare iraniano. Donald Trump ha dichiarato che un accordo potrebbe essere finalizzato a breve, anche se da Teheran arrivano segnali più prudenti.

La tensione però resta altissima sul terreno. Nelle ultime 24 ore il Comando Centrale americano ha riferito di aver abbattuto droni iraniani diretti verso installazioni militari statunitensi nella regione, mentre l’Iran avrebbe risposto colpendo una base Usa con missili e droni. Gli scambi di fuoco hanno provocato un nuovo aumento del prezzo del petrolio e riacceso i timori di un allargamento del conflitto.

Restano soprattutto irrisolti i punti più delicati della trattativa: Teheran chiede lo sblocco dei fondi iraniani congelati all’estero e un alleggerimento delle sanzioni economiche, mentre Washington pretende garanzie sul nucleare e sulla sicurezza marittima nel Golfo. Trump ha avvertito che senza un’intesa si tornerà a sparare, confermando che il negoziato procede parallelamente alla pressione militare americana nella regione.

Nel frattempo la situazione nella Striscia di Gaza continua a peggiorare. Nelle ultime ore organizzazioni umanitarie e operatori sul campo hanno denunciato nuove carenze di acqua, medicinali e cibo, mentre i bombardamenti e gli scontri isolati proseguono nonostante le pause tattiche annunciate dall’esercito israeliano per consentire l’ingresso degli aiuti.

Secondo fonti umanitarie, gli ospedali della Striscia sono ormai allo stremo e migliaia di civili restano senza assistenza sanitaria adeguata. Restano inoltre incerte le prospettive della tregua tra Israele e Hamas. I negoziati sostenuti dagli Stati Uniti puntano a una nuova fase dell’accordo con ampliamento degli aiuti umanitari, ma sul terreno continuano raid, vittime civili e tensioni politiche tra le parti.