Vitulazio, la memoria diventa racconto: “Via della Vittoria” riporta al 7 ottobre 1943 attraverso musica, voci ed emozioni

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– Sabato 10 ottobre alle 19 nell’Auditorium Giovanni Paolo II la rappresentazione ideata da Antonio D’Addio e promossa dalla Pro Loco Vitulatina: una serata dedicata alla memoria dei 54 martiri dell’eccidio nazista di Bellona

– L’iniziativa, patrocinata dai Comuni di Vitulazio e Bellona e dall’Aneim, unisce idealmente le comunità rappresentate dai sindaci Antonio Scialdone e Giovanni Sarcinella. Il presidente della Pro Loco Michele Buonocore: «Un momento intenso e coinvolgente, nel quale la memoria si trasforma in emozione»

Vitulazio/Bellona (Redazione) – La memoria non appartiene soltanto a ciò che è stato. Diventa davvero patrimonio di una comunità quando riesce ad attraversare il tempo, a parlare alle generazioni che non hanno vissuto gli avvenimenti e a trasformare una pagina di storia in coscienza collettiva. È questo il significato che accompagna “Via della Vittoria”, la rappresentazione ideata da Antonio D’Addio e proposta dalla Pro Loco Vitulatina per sabato 10 ottobre, alle ore 19, nell’Auditorium Giovanni Paolo II di Vitulazio.

L’appuntamento nasce per ricordare il 7 ottobre 1943 attraverso un linguaggio capace di unire musica, voci ed emozioni. Al centro del racconto vi è la memoria dei 54 martiri di Bellona, vittime dell’eccidio nazista, in un percorso che intende sottrarre quegli avvenimenti alla distanza del tempo e restituirli alla sensibilità del presente.

La manifestazione è promossa dalla Pro Loco Vitulatina e gode del patrocinio dei Comuni di Vitulazio e Bellona e dell’Aneim. Una partecipazione istituzionale che vede idealmente unite le due comunità, rappresentate dai sindaci Antonio Scialdone per Vitulazio e Giovanni Sarcinella per Bellona, attorno a una pagina di storia che appartiene alla memoria dell’intero territorio. Una vicinanza che assume un significato ancora più profondo nel ricordo dell’eccidio e nella volontà di consegnarne la conoscenza alle nuove generazioni.

Un ruolo centrale nell’iniziativa è svolto dalla Pro Loco Vitulatina e dal suo presidente Michele Buonocore, che nell’invito rivolto alla cittadinanza definisce la rappresentazione «un momento intenso e coinvolgente, nel quale la memoria si trasforma in emozione». Parole che sintetizzano la volontà di non limitare il ricordo alla ritualità della commemorazione, ma di renderlo esperienza capace di parlare al pubblico attraverso forme espressive differenti.

“Via della Vittoria” si propone infatti di raccontare il dramma dell’ottobre 1943 affidandosi non soltanto alla ricostruzione degli avvenimenti, ma anche alla capacità evocativa della musica e delle voci. Una scelta che può avvicinare alla memoria le generazioni più giovani, chiamate a raccogliere un’eredità che appartiene all’identità stessa del territorio.

Il titolo della rappresentazione assume così un significato che supera il semplice riferimento a un luogo. La “via” diventa idealmente un percorso attraverso il ricordo: quello di uomini, famiglie e comunità travolti dalla violenza della guerra, ma anche quello di un territorio che ha scelto di non consegnare all’oblio le proprie ferite.

L’iniziativa assume un valore particolare proprio nei giorni in cui Bellona, Vitulazio e i centri vicini tornano a confrontarsi con la memoria del 7 ottobre 1943. Ottantatré anni dopo, il ricordo continua a interrogare il presente e a rammentare quanto la pace, la libertà e la dignità umana non possano mai essere considerate conquiste definitivamente acquisite.

Sabato sera l’Auditorium Giovanni Paolo II diventerà dunque uno spazio nel quale storia e linguaggio artistico proveranno a incontrarsi. Non una memoria immobile, dunque, ma un racconto capace di farsi voce e di attraversare il tempo, affidando alla cultura il compito di tenere insieme ciò che è stato e ciò che una comunità sceglie di diventare.

Ricordare non significa soltanto volgere lo sguardo indietro. Significa comprendere ciò che il passato continua a chiedere al presente. E finché quella memoria saprà essere raccontata, ascoltata e trasmessa, il tempo potrà allontanare gli eventi, ma non cancellarne il significato.