– La raccolta bilingue della scrittrice camiglianese, da anni residente e docente in Francia, presentata all’Officina Culturale tra letture, immagini e testimonianze. In videocollegamento anche la comunità francese gemellata con Camigliano
– Il sindaco Antonio Veltre sottolinea il valore di un percorso culturale divenuto parte dell’azione amministrativa. Il dialogo con Emanuela De Crescenzo, Renato Pellegrino e i protagonisti dello storico gemellaggio
Camigliano (Carlo Pascarella) – La poesia possiede una geografia che non coincide necessariamente con quella delle carte: attraversa confini, conserva le radici e permette a luoghi lontani di riconoscersi attraverso le parole. È stata questa dimensione, insieme intima e collettiva, ad accompagnare la presentazione di «Frammenti d’anima – Fragments d’âme», la raccolta poetica bilingue di Daniela Pellegrino, protagonista ieri sera al Caffè Letterario – Officina Culturale di Camigliano.
Un ritorno particolarmente significativo per l’autrice, originaria proprio del paese casertano ma residente da diversi anni in Francia, dove insegna. La sua esperienza personale e professionale tra due Paesi trova nella scrittura una naturale forma di ricomposizione: versi in francese e in italiano nei quali luoghi, emozioni, memoria e appartenenza finiscono per dialogare.
La serata ha consentito così di andare oltre la tradizionale presentazione letteraria, trasformandosi progressivamente in un racconto di vita e in un incontro fra culture.
A moderare l’appuntamento è stata la psicologa Emanuela De Crescenzo, mentre al confronto hanno preso parte il sindaco Antonio Veltre e il professor Renato Pellegrino, già primo cittadino di Camigliano e tra gli artefici dello storico gemellaggio con la comunità francese.
Proprio il rapporto con la Francia ha costituito uno dei fili conduttori della manifestazione. Durante la serata è stato infatti realizzato un videocollegamento con il Comune gemellato, dal quale hanno partecipato il sindaco, rappresentanti dell’amministrazione locale e componenti del Comitato di gemellaggio francese.
A Camigliano era presente anche Marilena Di Feola, presidente del Comitato Gemellaggio locale, a testimonianza di un rapporto istituzionale e umano nato nel 1999 e proseguito negli anni grazie al lavoro delle associazioni e delle persone che hanno continuato ad alimentarlo.
Ventisette anni di relazioni, incontri e scambi che hanno trovato nella letteratura un ulteriore terreno comune. La presentazione della raccolta ha infatti permesso alle due comunità di ritrovarsi attraverso la voce di una donna che appartiene culturalmente a entrambe.
Nel corso dell’incontro sono state lette diverse poesie. Daniela Pellegrino ha raccontato la genesi dei propri versi e il rapporto con la Francia, soffermandosi in particolare sulla passione per Parigi e sui luoghi che costituiscono ormai parte della sua quotidianità.
Le letture sono state accompagnate dalla proiezione di fotografie e immagini francesi, comprese quelle di Saint-Étienne, componendo una sorta di itinerario visivo parallelo a quello delle parole.
Il professor Renato Pellegrino ha affidato alla voce una poesia dedicata a Roma, mentre il primo cittadino ha letto, sia in francese sia in italiano, un componimento dedicato a Parigi.
Altre poesie sono state interpretate da Marilena Di Feola, da Alberto Della Cioppa, marito dell’autrice, dalla sorella Manuela Pellegrino e da Nicola Bonacci, autore camiglianese che ha dedicato propri lavori alla storia locale e alla poesia.
Ne è nato un incontro nel quale il pubblico non è rimasto semplice spettatore. Le numerose persone presenti hanno partecipato al confronto, rivolgendo domande e condividendo riflessioni con l’autrice, fino a costruire quel dialogo diretto che rappresenta probabilmente una delle funzioni più autentiche di uno spazio culturale.
La serata ha assunto un significato particolare anche per l’amministrazione comunale. Nel corso degli ultimi anni Camigliano ha scelto infatti di attribuire alla cultura uno spazio riconoscibile nella propria programmazione, individuando nel Caffè Letterario un luogo nel quale libri, autori, esperienze e identità territoriali possano incontrarsi.
In questa prospettiva il sindaco Antonio Veltre ha evidenziato come la promozione culturale rappresenti uno degli elementi del programma amministrativo, con l’obiettivo di favorire occasioni capaci di contribuire alla crescita della comunità. Un significato ancora più forte quando a essere valorizzato è il percorso di una concittadina che, pur vivendo lontano dal paese d’origine, continua a conservarne il legame.
Quello con «Frammenti d’anima» non rappresenta, peraltro, il primo incontro di Camigliano con la produzione letteraria dell’autrice.
In precedenza al Caffè Letterario era già stata presentata «La Casa delle Rondini», altra sua opera. Un ulteriore lavoro è stato invece realizzato insieme a Nicola Bonacci e dedicato alla chiesetta di via Rotoli e alla sua storia; in quel caso la presentazione si svolse proprio all’interno dell’edificio religioso.
Si delinea così un percorso nel quale la produzione letteraria individuale finisce per intrecciarsi con la memoria dei luoghi, la storia di una comunità e l’esperienza maturata lontano dalla propria terra.
«Frammenti d’anima» porta già nel titolo la cifra di questa ricerca. I frammenti evocati non sono soltanto sentimenti affidati alla poesia: possono essere letti anche come parti di un’identità che vive contemporaneamente in più luoghi, conserva il paese dal quale è partita e accoglie quello nel quale ha costruito una nuova parte della propria esistenza.
La scelta del bilinguismo diventa allora qualcosa di più di una soluzione editoriale. Francese e italiano convivono come convivono due appartenenze, senza che l’una debba cancellare l’altra.
Questa e l’immagine più significativa consegnata dalla serata di Camigliano: una poesia che parte da una piccola comunità casertana, attraversa le Alpi e ritorna alle proprie origini portando con sé un’altra lingua, altri paesaggi e nuove esperienze.
Le radici più profonde non obbligano necessariamente a restare. Talvolta sono proprio quelle che consentono di partire, conoscere il mondo e, un giorno, ritornare attraverso le parole.
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