Capua, blitz sull’argine del Volturno: sequestrata un’area di 12mila metri quadrati, due persone denunciate

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– Operazione della Polizia Provinciale in località Ballerina: scoperti movimenti di terra e scarichi di materiale in una zona sottoposta a vincoli. Gli interventi sarebbero stati eseguiti senza le necessarie autorizzazioni

– Gli agenti coordinati dal colonnello Biagio Chiariello hanno bloccato anche un camion che, secondo quanto ricostruito, si preparava a scaricare un nuovo carico: sequestrati il mezzo e il materiale trasportato

Capua (Redazione) – Dodicimila metri quadrati a ridosso del Volturno, movimenti di terra, cumuli di materiale, rifiuti e le tracce lasciate dai mezzi pesanti. È lo scenario emerso nel corso di un’operazione della Polizia Provinciale di Caserta in località Ballerina, nel territorio di Capua, conclusasi con il sequestro dell’area e la denuncia di due persone alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere.

L’intervento ha interessato una zona particolarmente delicata proprio per la sua vicinanza al fiume e per i vincoli ai quali è sottoposta.

Gli agenti della Polizia Provinciale, coordinati dal colonnello Biagio Chiariello, hanno effettuato un controllo approfondito del fondo, riscontrando quella che, secondo gli accertamenti, sarebbe stata una trasformazione abusiva dell’area.

Sul posto sarebbero stati infatti eseguiti consistenti movimenti di terreno e scarichi di materiale terroso in prossimità dell’argine del Volturno.

Le verifiche avrebbero inoltre evidenziato tracce riconducibili al passaggio e all’utilizzo di ruspe, insieme alla presenza di cumuli di terra e rifiuti.

Secondo quanto ricostruito dalla Polizia Provinciale, gli interventi avrebbero determinato un ampliamento irregolare del fondo privato in direzione del corso d’acqua.

Un’attività che sarebbe stata realizzata senza le autorizzazioni necessarie e senza i preventivi pareri degli enti competenti.

Nel corso del controllo il proprietario avrebbe esibito un titolo autorizzativo, ma dalle successive verifiche sarebbe emerso che il permesso riguardava un terreno differente e non l’area interessata dalle lavorazioni.

L’operazione ha assunto un ulteriore rilievo durante la presenza degli agenti sul posto.

La Polizia Provinciale ha infatti intercettato un camion che stava effettuando una manovra in retromarcia e che, secondo quanto accertato dagli operanti, sarebbe stato pronto a riversare nell’area un nuovo carico di materiale.

L’intervento ha consentito di interrompere l’operazione prima che venisse portata a termine.

Il camion e il relativo carico sono stati quindi sottoposti a sequestro, mentre l’intera superficie interessata dagli interventi, pari a circa 12mila metri quadrati, è stata posta sotto vincolo.

Al termine degli accertamenti, due persone sono state denunciate alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere.

Sarà adesso l’attività dell’autorità giudiziaria a definire le eventuali responsabilità e a verificare compiutamente la natura delle opere eseguite.

La vicenda assume particolare rilevanza anche sotto il profilo della sicurezza ambientale e idraulica.

Intervenire senza autorizzazione nelle immediate vicinanze di un corso d’acqua, modificando terreni e assetti dell’argine, può infatti incidere su equilibri estremamente delicati.

Proprio la presenza dei vincoli impone che qualsiasi trasformazione venga preventivamente valutata dagli organismi competenti, affinché siano salvaguardati il territorio, l’ambiente e la funzionalità idraulica del fiume.

L’operazione condotta a Capua rappresenta quindi non soltanto un intervento di polizia ambientale, ma un’azione preventiva a tutela di una delle principali risorse naturali della provincia.

L’argine del Volturno non costituisce semplicemente il confine fisico di un corso d’acqua: è parte di un sistema di protezione del territorio nel quale anche una modifica apparentemente circoscritta può produrre conseguenze più ampie.

Le indagini dovranno ora chiarire ogni aspetto della vicenda. Le persone denunciate devono essere considerate innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna, nel rispetto del principio costituzionale di presunzione di innocenza.