Capua, il Teatro Ricciardi coltiva i talenti di domani: ecco l’Open Day dell’Accademia tra formazione, creatività e passione per la scena

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– Sabato 26 settembre alle 16.30 lo storico teatro di Largo Porta Napoli presenta i percorsi dedicati a infanzia, teen, under 18 e adulti: un progetto che trasforma il palcoscenico in luogo di crescita, espressione e incontro, accompagnando bambini, ragazzi e appassionati alla scoperta dell’arte teatrale

– Roberta Sandias guiderà i corsi destinati ai più giovani fino agli under 18, mentre Francantonio accompagnerà il percorso degli adulti. L’Accademia si inserisce nella visione culturale promossa dal proprietario Gianmaria Modugno, che punta a consolidare il Ricciardi come presidio vivo della cultura e della formazione a Capua

Capua (Redazione) – Un teatro vive pienamente non soltanto quando si alza il sipario davanti al pubblico, ma anche quando insegna a qualcuno ad attraversarlo. Domani, sabato 26 settembre, il Teatro Ricciardi di Capua aprirà le porte della propria Accademia con un Open Day dedicato a bambini, adolescenti e adulti, offrendo alla città un pomeriggio nel quale scoprire il palcoscenico dalla parte di chi desidera imparare a viverlo.

L’appuntamento è fissato alle 16.30 nella storica sala di Largo Porta Napoli, luogo che appartiene alla memoria culturale della città e che continua a guardare al futuro attraverso una proposta capace di affiancare alla programmazione degli spettacoli una crescente attenzione alla formazione.

Famiglie, ragazzi e adulti potranno conoscere da vicino i percorsi dell’Accademia, incontrare coloro che li guideranno e avvicinarsi a un’esperienza costruita intorno a un principio semplice ma prezioso: il teatro non appartiene esclusivamente a chi possiede già esperienza, ma può diventare spazio di scoperta per chiunque desideri mettersi alla prova.

L’Accademia del Teatro Ricciardi propone corsi differenziati per infanzia, teen, under 18 e adulti, modulando attività, linguaggi e modalità di lavoro in relazione alle diverse età e alle differenti esperienze.

A guidare i percorsi destinati ai più giovani, fino agli under 18, sarà Roberta Sandias, mentre Francantonio curerà quello rivolto agli adulti.

Il progetto si inserisce nel percorso culturale promosso dal proprietario del Teatro Ricciardi, Gianmaria Modugno, orientato a rafforzare la funzione della storica sala capuana quale luogo aperto, dinamico e capace di dialogare con la comunità.

Una visione che considera il teatro non soltanto come spazio nel quale ospitare spettacoli e artisti, ma come autentica officina culturale: un luogo nel quale formare nuove sensibilità, avvicinare le giovani generazioni alle arti sceniche e offrire anche agli adulti occasioni per continuare a conoscere e conoscersi.

L’Accademia rappresenta così un ulteriore tassello di un progetto che mantiene il Ricciardi saldamente legato alla propria storia e alla città di Capua, scegliendo però di investire sul futuro e sulle persone che potranno animarne il palcoscenico negli anni a venire.

Non soltanto recitazione, dunque.

L’esperienza teatrale diventa occasione per conoscere la propria voce, imparare a utilizzare il corpo, ascoltare gli altri, confrontarsi con il gruppo e scoprire quella particolare libertà che nasce quando l’immaginazione trova finalmente uno spazio nel quale esprimersi.

Per i bambini il palcoscenico può trasformarsi innanzitutto in territorio del gioco e della curiosità.

Avvicinarsi all’arte fin dall’infanzia significa entrare nelle storie, inventarne di nuove, sperimentare la parola e il movimento, imparare ad ascoltare e creare insieme agli altri senza l’obbligo di dover dimostrare di essere già «bravi».

Prima ancora di costruire un personaggio, il teatro insegna infatti a riconoscere la propria presenza e quella degli altri, educando all’ascolto, alla condivisione e alla capacità di dare forma alle emozioni.

Per gli adolescenti quella stessa esperienza assume sfumature differenti.

Il palcoscenico offre la possibilità di raccontarsi attraverso parole e personaggi, confrontarsi con sensibilità diverse dalla propria e scoprire nel lavoro collettivo una forma concreta di relazione.

In una stagione della vita nella quale identità e linguaggi sono ancora in costruzione, il teatro può rappresentare uno spazio prezioso nel quale sperimentare, acquisire consapevolezza e imparare a esprimersi senza rinunciare alla propria individualità.

L’Accademia guarda però anche a chi ha superato da tempo l’età della scuola.

Il percorso dedicato agli adulti parte dalla convinzione che non esista un’età prestabilita per cominciare a fare teatro.

Chi non è mai salito su un palcoscenico potrà avvicinarsi per la prima volta alla recitazione; chi possiede già qualche esperienza avrà invece l’opportunità di tornare a mettersi in gioco, esercitando la propria creatività e condividendo il percorso con nuovi compagni di viaggio.

Interpretare un personaggio, lavorare sulla voce e sul corpo, affrontare una prova e costruire insieme una scena sono esperienze il cui valore non necessariamente termina quando si spengono le luci del palcoscenico. Ascolto, consapevolezza, relazione e capacità di comunicare possono diventare un patrimonio da portare anche nella quotidianità.

Con la propria Accademia, il Teatro Ricciardi rafforza dunque una funzione che supera quella, pur fondamentale, di luogo dello spettacolo.

La sala capuana diventa anche laboratorio di formazione, punto d’incontro fra generazioni e terreno nel quale coltivare talenti e passioni, senza dimenticare chi desidera semplicemente concedersi il privilegio di scoprire qualcosa di sé attraverso l’arte.

L’Open Day di domani rappresenterà il primo incontro con questa proposta. Dalle 16.30 sarà possibile conoscere i corsi, incontrare chi li guiderà e individuare il percorso più vicino alle proprie inclinazioni.

Il Teatro Ricciardi conferma così una vocazione che Gianmaria Modugno continua a coltivare attraverso una progettualità nella quale spettacolo e formazione diventano parti della medesima identità culturale.

Custodire un teatro storico significa certamente proteggerne la memoria, ma soprattutto impedire che quella memoria rimanga immobile. Significa aprire le porte, formare nuovi sguardi e permettere che altre storie possano cominciare.

E domani, al Ricciardi, qualcuna di quelle storie potrebbe nascere proprio dal primo passo di un bambino, di un ragazzo o di un adulto verso il palcoscenico.