Casa di Cura San Michele, Maddaloni punto di riferimento per la cardiochirurgia valvolare mininvasiva

Tempo di lettura: 2 minuti

Maddaloni (Redazione) – In un panorama nazionale caratterizzato da una crescita delle procedure mininvasive in ambito cardiologico, ma ancora segnato da una forte disparità territoriale tra Nord e Centro-Sud, la Casa di Cura San Michele di Maddaloni si consolida come un importante polo di riferimento per la cardiochirurgia valvolare mininvasiva.

Le tecniche di ultima generazione consentono oggi di intervenire sulle valvole cardiache attraverso procedure meno invasive rispetto alla chirurgia tradizionale, riducendo il trauma operatorio e favorendo un recupero più rapido. In molti casi, infatti, è possibile evitare l’apertura del torace ricorrendo a sottili cateteri introdotti attraverso i vasi sanguigni o a piccoli accessi chirurgici.

Alla ‘San Michele’, particolare attenzione è rivolta alla gestione delle patologie valvolari, con un’offerta che comprende alcune delle procedure più avanzate disponibili oggi. Tra queste figura la TAVI, la sostituzione transcatetere della valvola aortica, indicata in particolare nei pazienti affetti da stenosi aortica severa. La protesi viene inserita generalmente attraverso un accesso femorale, consentendo di intervenire senza aprire il torace e, in determinati casi, senza ricorrere all’anestesia generale.

Ampio spazio anche al trattamento della valvola mitrale, attraverso diverse possibilità terapeutiche. Gli interventi possono essere eseguiti mediante mini-toracotomia destra, che permette di raggiungere la valvola attraverso un accesso chirurgico ridotto, oppure con tecniche percutanee innovative come il PASCAL, utilizzato nel trattamento dell’insufficienza mitralica severa. In quest’ultimo caso la procedura viene effettuata a cuore battente, senza la necessità di aprire il torace.

Il percorso mininvasivo comprende inoltre procedure dedicate alla valvola tricuspide, ampliando ulteriormente le possibilità di trattamento personalizzato per i pazienti affetti da patologie valvolari.

«A differenza di altre terapie – spiega Antonio De Bellis, responsabile della Cardiochirurgia della Casa di Cura San Michele – gli impianti per catetere vengono introdotti nell’area inguinale, attraverso la vena femorale, evitando l’apertura della gabbia toracica. Questo consente di ridurre i tempi di recupero e la durata della degenza».

L’attività della struttura non si limita alle procedure valvolari ma offre infatti un’ampia gamma di prestazioni in ambito cardiologico, dalle coronarografie alle plastiche vascolari, fino agli interventi finalizzati alla prevenzione dell’ictus, come la chiusura dell’auricola sinistra e del forame ovale pervio.

Un’offerta che nasce da un percorso costruito nel tempo. L’Alta Specialità del Cuore e dei Vasi della Casa di Cura San Michele, operativa dal 1987, ha accompagnato l’evoluzione della cardiologia e della cardiochirurgia attraverso un costante processo di aggiornamento tecnologico e professionale.

In un settore nel quale l’accesso alle procedure più innovative rimane ancora fortemente condizionato dalla distribuzione territoriale dei centri specializzati, la realtà maddalonese rappresenta dunque un presidio di particolare rilievo per il Centro-Sud, con l’obiettivo di garantire ai pazienti la possibilità di accedere a trattamenti avanzati senza dover necessariamente guardare verso le strutture del Nord Italia.