Caserta (Redazione) – Sette Comuni, un’antica strada a fare da filo conduttore e l’ambizione di trasformare una parte significativa della pianura casertana in una destinazione turistica capace di raccontarsi attraverso la propria identità. La Regione Campania ha premiato “Terre in Cammino”, progetto che mette insieme sette realtà della provincia di Caserta con San Marco Evangelista nel ruolo di ente capofila.
L’iniziativa è stata ammessa a un finanziamento regionale di 200mila euro, al quale si aggiungono 35mila euro di cofinanziamento messi a disposizione dagli stessi Comuni, portando a 235mila euro le risorse complessivamente previste.
Il progetto rientra nel programma “Le stagioni della Campania da giugno 2026 a maggio 2027”, dedicato alla realizzazione di percorsi turistici di carattere culturale, naturalistico ed enogastronomico.
La graduatoria delle proposte ammissibili a finanziamento è stata approvata dalla Regione attraverso il decreto dirigenziale numero 463 del 10 agosto 2026.
La candidatura era stata presentata nel mese di luglio e nasce dalla collaborazione tra Capodrise, Carinaro, Marcianise, Portico di Caserta, Recale, San Nicola la Strada e San Marco Evangelista.
Per Capodrise hanno seguito il percorso il sindaco Vincenzo Negro e l’assessore Francesca Zarrillo, mentre Carinaro è rappresentata dalla sindaca Marianna Dell’Aprovitola e dall’assessore Rachele Barbato.
Marcianise partecipa con la sindaca Maria Luigia Iodice e l’assessore Tommaso Valentino; Portico di Caserta con il sindaco Cosimo Cristillo e l’assessore Giusy Merola.
Per Recale figurano il sindaco Raffaele Porfidia e l’assessore Antonietta Maria Rossi, mentre San Nicola la Strada partecipa con la sindaca Maria Natale e l’assessore Gianluca Feola.
A guidare la rete sarà San Marco Evangelista, con il sindaco Giovanni Rino Ricciardi e i consiglieri delegati Giuseppe Paccone e Francesco Sparaco.
Il valore dell’operazione, tuttavia, non risiede soltanto nell’entità del finanziamento ottenuto.
“Terre in Cammino” prova infatti a superare i confini amministrativi dei singoli municipi per costruire una narrazione territoriale condivisa.
A unire i sette centri è innanzitutto l’appartenenza alla storia e all’identità della Terra di Lavoro, ma anche un elemento di eccezionale forza evocativa: la presenza lungo l’antico tracciato della via Appia.
La Regina Viarum diventa così una sorta di asse ideale attorno al quale ricomporre testimonianze storiche, tradizioni, paesaggi e produzioni locali.
Il programma prevede un calendario coordinato di manifestazioni distribuite nei diversi Comuni.
Spazio a spettacoli, musica e teatro, ma anche a visite guidate, laboratori ed esperienze dedicate alla conoscenza delle tradizioni locali.
Una componente rilevante sarà riservata ai percorsi del gusto, alle degustazioni e alla promozione delle produzioni tipiche.
Gli appuntamenti non saranno concepiti come eventi indipendenti, bensì come tappe appartenenti a un unico itinerario.
La finalità è incoraggiare il visitatore a muoversi da un centro all’altro, scoprendo progressivamente un territorio che raramente viene proposto nella sua dimensione unitaria.
Al centro del racconto troveranno posto le identità della pianura casertana, dalle antiche vie di comunicazione alla civiltà contadina.
Masserie, artigianato, tradizioni popolari e religiose, agricoltura e patrimonio enogastronomico diventeranno elementi di una proposta che intende recuperare la memoria senza trasformarla in semplice nostalgia.
L’ambizione è farne, al contrario, uno strumento contemporaneo di attrazione e sviluppo.
Particolarmente interessante è il rapporto che il progetto intende costruire con la Reggia di Caserta.
Il grande monumento vanvitelliano rappresenta uno dei principali poli di richiamo turistico della Campania e “Terre in Cammino” punta a intercettare anche quella platea di visitatori.
La sfida consiste nell’invitarli a spingersi oltre il perimetro della Reggia, alla scoperta delle comunità e delle testimonianze diffuse nel territorio circostante.
Prolungare la permanenza dei turisti in provincia significherebbe generare ricadute potenziali anche per ristorazione, commercio, produzioni agricole, artigianato e servizi.
È precisamente nella capacità di costruire una rete che risiede uno degli aspetti più significativi del progetto.
Sette amministrazioni scelgono di presentarsi insieme, mettendo in relazione patrimoni differenti ma geograficamente e storicamente connessi.
Una scelta che prova a sostituire alla frammentazione una visione territoriale più ampia.
Il finanziamento regionale offre ora la possibilità di tradurre quella visione in un calendario concreto di iniziative.
Per la provincia di Caserta, “Terre in Cammino” rappresenta dunque anche un esperimento di cooperazione tra enti locali.
L’antica Appia, strada che per secoli ha collegato uomini, merci e culture, torna idealmente a svolgere la medesima funzione.
Questa volta mettendo in cammino sette comunità di Terra di Lavoro verso una nuova possibilità: trasformare ciò che le unisce da patrimonio da custodire in opportunità da raccontare, condividere e vivere.

