Caserta, il Mattei chiude e gli studenti scendono in piazza: corteo di 300 persone fino alla Prefettura per chiedere trasporti e soluzioni

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– Studenti, genitori e docenti dell’istituto casertano manifestano contro i disagi provocati dalla chiusura della sede scolastica e dal trasferimento delle lezioni in strutture distanti dal centro cittadino. Il raduno alle 8 nell’area del Macrico, la partenza alle 9.30 e il corteo attraverso le principali strade della città

– Al centro della protesta l’assenza di collegamenti adeguati per raggiungere le sedi provvisorie, tra cui l’ex Saint-Gobain e l’ex Ferraris. Segnalate anche difficoltà di accesso ad alcune aule, raggiungibili attraverso una scala di emergenza. Le famiglie chiedono un servizio navetta e un confronto con le istituzioni

Caserta (Michele D”Errixo) – Il diritto allo studio non può trasformarsi in un percorso a ostacoli. È questo il messaggio che studenti, genitori e insegnanti dell’Istituto Mattei di Caserta hanno portato questa mattina nelle strade del capoluogo, dando vita a una manifestazione di protesta contro le conseguenze della chiusura della sede scolastica e i disagi quotidiani legati alla distribuzione delle attività didattiche in altri edifici.

Secondo le testimonianze raccolte, circa 300 persone hanno partecipato alla mobilitazione, nata dalla crescente preoccupazione delle famiglie per le difficoltà incontrate dagli studenti nel raggiungere le strutture individuate per la prosecuzione delle lezioni.

Il raduno si è svolto alle ore 8 nell’area del Macrico, mentre il corteo ha preso il via intorno alle 9.30, attraversando alcune delle principali arterie del centro cittadino.

I manifestanti hanno percorso corso Trieste, raggiungendo piazza Duomo, per poi proseguire lungo via San Carlo, piazza Mercato e via Alois, fino ad arrivare davanti alla Prefettura di Caserta.

Una mobilitazione che ha riunito studenti, madri, padri e docenti, accomunati dalla richiesta di risposte concrete a una situazione che, secondo i partecipanti, sta compromettendo la regolarità della vita scolastica.

La protesta nasce dalla chiusura dell’Istituto Mattei, che avrebbe reso necessario il trasferimento degli studenti in altre sedi, tra cui strutture nell’area dell’ex Saint-Gobain e dell’ex Ferraris.

Il problema maggiormente avvertito riguarda l’assenza, secondo quanto denunciato dai manifestanti, di collegamenti di trasporto adeguati tra il centro cittadino e gli edifici nei quali sono state trasferite le attività didattiche.

Una difficoltà che pesa soprattutto sugli studenti privi di mezzi autonomi e sulle famiglie impossibilitate ad accompagnare quotidianamente i figli nelle diverse sedi.

Da qui la richiesta di istituire almeno un servizio navetta, capace di garantire collegamenti regolari e consentire agli alunni di raggiungere le aule senza ulteriori sacrifici organizzativi ed economici.

Alle difficoltà logistiche si aggiungono le preoccupazioni relative all’accessibilità di alcune strutture. Secondo una delle testimonianze raccolte durante la manifestazione, alcuni ragazzi sarebbero costretti a raggiungere aule situate al quarto piano utilizzando una scala di emergenza.

Una circostanza che necessita di verifiche da parte degli uffici competenti, anche per accertare le effettive condizioni di accessibilità e sicurezza dei percorsi utilizzati dagli studenti.

Al centro delle contestazioni figura inoltre la chiusura della sede originaria del Mattei, sulla quale i manifestanti chiedono chiarimenti, in particolare riguardo alle condizioni dell’immobile, alle ragioni dei provvedimenti adottati e alle prospettive future dell’istituto.

Nel corso della protesta sono circolate anche indiscrezioni su una presunta vendita dell’edificio da parte della Provincia. Si tratta, tuttavia, di voci prive di riscontri documentali nella testimonianza raccolta, che non possono essere considerate informazioni accertate.

La richiesta delle famiglie è dunque duplice: conoscere il futuro della sede scolastica e ottenere, nell’immediato, soluzioni che consentano agli studenti di frequentare regolarmente le lezioni.

Secondo quanto riferito dai partecipanti, era inoltre previsto un confronto in Prefettura per rappresentare alle istituzioni le criticità emerse e individuare possibili interventi. L’esito dell’eventuale incontro resta da verificare.

La manifestazione riporta al centro dell’attenzione pubblica una questione che riguarda non soltanto l’organizzazione degli spazi scolastici, ma anche l’effettiva possibilità di esercitare il diritto all’istruzione.

La disponibilità di un’aula, infatti, non è sufficiente se raggiungerla diventa ogni giorno un problema per gli studenti e per le loro famiglie.

La comunità scolastica del Mattei attende ora risposte dalle istituzioni competenti, a partire dall’organizzazione dei trasporti e dalla definizione di un quadro chiaro sulle condizioni e sul futuro della sede originaria.

Una scuola non è soltanto un edificio nel quale si svolgono le lezioni: è un presidio educativo, un riferimento per le famiglie e un luogo nel quale si costruiscono opportunità. Garantirne la continuità significa assicurare che nessuno studente debba pagare, con ulteriori difficoltà, le conseguenze di una situazione ancora irrisolta.

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