– La scrittrice e attivista dedica «La barella dell’attesa» all’ingegnere casertano, conosciuto dagli amici come Dino, morto dopo un grave infortunio in cantiere. I versi richiamano l’attenzione sul dolore della famiglia e sugli interrogativi relativi all’assistenza sanitaria
– Autrice del libro «Crimini della sicurezza», la poetessa porta avanti da anni un impegno civile per la memoria delle vittime e la tutela della dignità umana. La sua testimonianza invita a riflettere sulla prevenzione, sulle responsabilità e sul valore della vita
Caserta/Bologna (Redazione) – Il dolore di una famiglia, la memoria di una vita spezzata e gli interrogativi che accompagnano una tragedia sul lavoro diventano materia poetica, trasformandosi in un appello alla coscienza collettiva. La vicenda di Bernardo Blasio, l’ingegnere casertano conosciuto dagli amici come Dino, morto in seguito a una grave caduta in cantiere, ha ispirato «La barella dell’attesa», una composizione della scrittrice e attivista Yuleisy Cruz Lezcano.
Un omaggio intenso, nato dalla volontà di sottrarre all’oblio una storia dolorosa e richiamare l’attenzione sulle circostanze dell’assistenza sanitaria ricevuta dall’uomo, sulle quali l’autrice auspica che venga fatta piena chiarezza.
La poesia non pretende di sostituirsi agli accertamenti delle autorità competenti, né di anticiparne le conclusioni. Attraverso il linguaggio letterario, dà invece espressione allo smarrimento, alla sofferenza e alle domande che possono accompagnare i familiari di una vittima.
Al centro dei versi emerge soprattutto il tema dell’attesa, rappresentata come una dimensione drammatica nella quale ogni istante assume un peso insopportabile quando una vita è in pericolo.
Nata a Cuba e residente a Marzabotto, in provincia di Bologna, Yuleisy Cruz Lezcano è poetessa, scrittrice, traduttrice, giornalista culturale e professionista della salute. Da anni affianca all’attività letteraria un articolato impegno sociale, dedicando particolare attenzione alle morti sul lavoro, alla prevenzione degli infortuni e alla dignità delle persone.
La sua formazione scientifica e sanitaria si intreccia con una sensibilità umanistica che trova nella scrittura uno strumento di testimonianza, riflessione e sensibilizzazione.
Autrice di numerose pubblicazioni, ha affrontato nelle proprie opere temi quali la violenza di genere, la fragilità umana, i diritti sociali e la memoria delle vittime.
Tra i suoi lavori più significativi figura «Crimini della sicurezza», pubblicato nel 2026 dalla casa editrice Il Ponte Vecchio, una raccolta di racconti e poesie dedicata a storie reali di persone morte durante lo svolgimento della propria attività professionale.
Il volume, secondo le informazioni biografiche trasmesse dall’autrice, ha ottenuto il riconoscimento della XIV edizione del Premio Internazionale Letteratura Italiana Contemporanea 2026.
L’impegno di Yuleisy Cruz Lezcano nasce dalla convinzione che ogni tragedia debba essere raccontata senza ridurre le vittime a semplici dati statistici. Dietro ogni nome rimangono infatti affetti, progetti, legami familiari e una quotidianità improvvisamente interrotta.
La vicenda di Bernardo Blasio diventa così il punto di partenza di una riflessione più ampia, che coinvolge la sicurezza nei luoghi di lavoro, la tempestività dei soccorsi e la necessità di risposte chiare alle domande dei familiari.
La poetessa ha scelto di affidare questa testimonianza a un testo essenziale e incisivo, nel quale il linguaggio simbolico restituisce la dimensione umana dell’emergenza e il senso di impotenza che può accompagnare l’attesa.
La forza di questa testimonianza risiede nella capacità di riportare al centro dell’attenzione la persona, oltre la notizia e oltre la cronaca giudiziaria.
Le parole dell’autrice rappresentano una richiesta morale di memoria e responsabilità, senza sostituire il necessario lavoro di ricostruzione dei fatti.
La morte di un lavoratore impone sempre una riflessione che riguarda l’intera comunità. Ricordarne il nome significa riconoscere il valore di un’esistenza e ribadire che la sicurezza, la tutela della salute e il rispetto della dignità umana non possono essere considerati questioni secondarie.
La poesia diventa, in questa prospettiva, una forma di partecipazione civile: non offre sentenze, ma custodisce domande; non cancella il dolore, ma impedisce che il silenzio lo renda invisibile.
Nella memoria di Bernardo Blasio riaffiora una verità che dovrebbe accompagnare ogni riflessione pubblica sulle morti sul lavoro: nessuna vita può essere ridotta a un numero, nessuna famiglia dovrebbe essere lasciata sola davanti alla propria sofferenza.
Astra News accoglie e propone ai lettori, a conclusione di questa riflessione, la composizione integrale di Yuleisy Cruz Lezcano, dedicata all’ingegnere casertano. Un tributo letterario nel quale la sensibilità poetica incontra l’impegno civile, affidando alla forza delle parole il compito di custodire una memoria che merita rispetto e attenzione.
La barella dell’attesa
Poesia di Yuleisy Cruz Lezcano, dedicata a Bernardo Blasio, detto Dino
Cadde da tre metri,
ma fu più lungo il precipizio
tra il grido della carne
e il silenzio dell’ospedale.
La sirena spezzò la strada,
la speranza bussò alla porta,
ma il tempo, cieco e senza cuore, contò i minuti sulla barella.
Chi doveva aprire la soglia?
Chi dare un nome all’urgenza?
Là dove la vita chiedeva mani,
rispose il gelo dell’attesa.
Un’attesa inenarrabile,
tensione di tutto l’essere,
abito consunto dell’attendere.
Di questo si muore:
di rimandi ossidati,
di polvere immobile,
di porte che non si aprono.
Un uomo può restare a lungo
morto dentro la vita,
con le ossa in piedi,
e tutto il suo sangue
in ascolto.
Yuleisy Cruz Lezcano

