Castel Volturno, pronto soccorso del Pineta Grande a rischio chiusura: il centrodestra chiede l’intervento di Roberto Fico

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– Dal 1° gennaio 2027 potrebbe interrompersi l’attività del presidio di emergenza-urgenza del litorale domizio. L’opposizione in Consiglio regionale lancia l’allarme sulle possibili conseguenze per l’assistenza sanitaria nel Casertano e sollecita un confronto immediato tra la Regione Campania e la proprietà della struttura

– Gennaro Sangiuliano e i rappresentanti di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega ed Ecr chiedono una valutazione dei fabbisogni sanitari, dei tempi di percorrenza verso gli ospedali alternativi e della loro capacità ricettiva. Al centro della vicenda anche le criticità economiche e contrattuali segnalate dal Pineta Grande Hospital

Castel Volturno (Redazione) – Il diritto alla salute rischia di confrontarsi con una nuova e delicata emergenza sul litorale domizio. La possibile chiusura del pronto soccorso del Pineta Grande Hospital, a partire dal 1° gennaio 2027, accende il confronto politico e istituzionale in Campania, sollevando interrogativi sulla tenuta della rete di emergenza-urgenza nella provincia di Caserta.

A richiamare l’attenzione sulla vicenda sono i rappresentanti dell’opposizione di centrodestra in Consiglio regionale, che chiedono al presidente della Regione Campania, Roberto Fico, un intervento immediato per scongiurare l’interruzione delle attività del presidio sanitario.

L’allarme è contenuto in una presa di posizione sottoscritta dal capo dell’opposizione, Gennaro Sangiuliano, insieme ai capigruppo Massimo Pelliccia, Raffaele Maria Pisacane, Massimo Grimaldi e Sebastiano Odierna, e alla segretaria della commissione Sanità, Lea Romano.

Secondo gli esponenti del centrodestra, l’eventuale cessazione del servizio rappresenterebbe una criticità di particolare gravità per un territorio nel quale l’accessibilità alle cure d’emergenza costituisce una necessità fondamentale.

La preoccupazione riguarda non soltanto i residenti di Castel Volturno, ma l’intero bacino di utenza del litorale domizio e delle aree limitrofe, che potrebbe subire le conseguenze di una riduzione dell’offerta sanitaria.

L’eventuale chiusura, sottolineano i consiglieri regionali, rischierebbe di trasferire una parte significativa delle richieste di assistenza verso altre strutture ospedaliere, con possibili ripercussioni sui tempi di attesa, sull’organizzazione dei servizi e sulla capacità di risposta alle urgenze.

La questione assume particolare rilievo per le caratteristiche geografiche e sociali del territorio, nel quale la distanza dai presidi alternativi e i tempi necessari per raggiungerli rappresentano elementi essenziali nella gestione delle emergenze.

Per questa ragione, l’opposizione ritiene indispensabile che qualsiasi decisione relativa alla rete ospedaliera sia preceduta da un’analisi approfondita delle esigenze assistenziali della popolazione.

Tra gli aspetti da valutare vengono indicati i volumi delle prestazioni erogate, i tempi di percorrenza verso gli altri ospedali e l’effettiva disponibilità delle strutture chiamate eventualmente ad assorbire un aumento degli accessi.

Si tratta, secondo i firmatari della nota, di condizioni necessarie per evitare che una scelta organizzativa o amministrativa possa determinare conseguenze negative sull’assistenza sanitaria.

Il confronto politico si concentra anche sulle difficoltà economiche e contrattuali segnalate dalla struttura, sulle quali gli esponenti del centrodestra chiedono di acquisire informazioni dettagliate.

L’opposizione sollecita pertanto l’apertura di un tavolo di confronto tra la Regione Campania e la proprietà del Pineta Grande Hospital, con l’obiettivo di individuare una soluzione sostenibile che garantisca la continuità del servizio.

Nella presa di posizione viene inoltre contestata l’eventualità che le scelte sulla programmazione sanitaria possano essere condizionate da contrapposizioni politiche anziché da valutazioni fondate sulle necessità dei cittadini.

Una critica rivolta all’amministrazione regionale, alla quale viene chiesto di affrontare la vicenda attraverso un’analisi concreta delle esigenze del territorio e delle possibili conseguenze dell’interruzione del pronto soccorso.

La questione riguarda una struttura sanitaria che rappresenta da anni un riferimento per l’assistenza ospedaliera nell’area costiera casertana.

Il Pineta Grande Hospital, situato lungo la via Domitiana, è inserito nella rete sanitaria regionale e svolge attività in diversi ambiti specialistici, oltre a garantire prestazioni di emergenza-urgenza.

La sua collocazione territoriale conferisce particolare importanza alla discussione sulla continuità del pronto soccorso, soprattutto in relazione alla distribuzione dei servizi sanitari e ai collegamenti con gli altri presidi della provincia.

Allo stato attuale, tuttavia, la chiusura dal 1° gennaio 2027 viene prospettata come un rischio e non deve essere considerata un provvedimento definitivo già attuato. Restano da chiarire gli sviluppi delle interlocuzioni istituzionali e le condizioni economiche e contrattuali che hanno determinato l’allarme.

Il nodo principale è dunque comprendere se e attraverso quali strumenti possa essere assicurata la prosecuzione dell’attività, salvaguardando al tempo stesso la sostenibilità organizzativa e finanziaria del servizio.

Per l’opposizione regionale, la risposta deve arrivare in tempi rapidi, attraverso un’assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni competenti.

La vicenda del Pineta Grande riporta così al centro del dibattito una questione più ampia: la necessità di conciliare la programmazione sanitaria con l’effettiva accessibilità alle cure, soprattutto nei territori che presentano maggiori fragilità infrastrutturali e sociali.

Il confronto tra Regione, struttura ospedaliera e rappresentanti istituzionali sarà determinante per comprendere il futuro del presidio.

Al di là delle differenti posizioni politiche, resta un principio che dovrebbe orientare ogni decisione: l’efficienza di un sistema sanitario non si misura soltanto attraverso l’equilibrio dei suoi conti, ma anche nella capacità di assicurare risposte tempestive a chi, nel momento dell’emergenza, ha bisogno di essere curato.