– Sabato 31 ottobre, alle ore 16, l’associazione culturale Il Giglio, nel territorio di Orvieto, ospiterà la presentazione del libro pubblicato da Il Ponte Vecchio e illustrato da Vauro Senesi. L’autrice dialogherà con la giornalista Simona Peparello sui temi della sicurezza, della prevenzione e della dignità dei lavoratori
– Quattro anni di ricerca e testimonianze per restituire identità e umanità alle vittime degli incidenti sul lavoro, da Lorenzo Parelli e Luana D’Orazio a Mattia Battistetti e agli operai della strage di Brandizzo. Un’opera che trasforma il dolore delle famiglie in una riflessione collettiva sulle responsabilità e sul diritto alla vita
Orvieto (Redazione) – Dietro ogni lavoratore che perde la vita, oltre le statistiche e le notizie di cronaca, rimane una storia interrotta. Una famiglia, un progetto, una quotidianità spezzata e un dolore che continua a interrogare la coscienza collettiva. A queste esistenze, troppo spesso consegnate alla memoria pubblica soltanto per il tempo di un titolo di giornale, la scrittrice Yuleisy Cruz Lezcano dedica «Crimini della sicurezza», un’opera che affronta il dramma degli incidenti mortali sul lavoro attraverso la forza della letteratura e il valore civile della testimonianza.
Il libro, pubblicato dalla casa editrice Il Ponte Vecchio e accompagnato dalle illustrazioni di Vauro Senesi, sarà presentato sabato 31 ottobre 2026, alle ore 16, presso l’associazione di promozione sociale Il Giglio, in località Corbara 16, nel territorio comunale di Orvieto, in provincia di Terni.
L’incontro, organizzato dal Centro culturale Corbara, Il Giglio, con il sostegno di Lavorare in sicurezza, vedrà l’autrice dialogare con la giornalista Simona Peparello, in un confronto dedicato alla dignità del lavoro, alla responsabilità sociale e alla necessità di promuovere una cultura della prevenzione.
La scelta di affrontare questi temi attraverso la letteratura assume un significato particolare in un Paese nel quale gli incidenti sul lavoro continuano a rappresentare una delle emergenze sociali più dolorose.
Il dibattito pubblico, spesso concentrato sulle conseguenze immediate delle tragedie, rischia infatti di lasciare in secondo piano le persone coinvolte, i loro percorsi umani e le trasformazioni profonde che ogni perdita determina nella vita di chi rimane.
È proprio a questa dimensione che guarda «Crimini della sicurezza», nato da un lavoro di circa quattro anni dedicato alla ricerca, all’ascolto e alla raccolta di testimonianze.
Un percorso nel quale la scrittura diventa uno strumento per restituire identità alle vittime, sottraendole all’anonimato dei numeri e alla progressiva dispersione della memoria.
Attraverso un linguaggio che intreccia poesia e narrativa civile, Yuleisy Cruz Lezcano ricostruisce vicende che hanno profondamente segnato l’opinione pubblica italiana, soffermandosi non soltanto sulle circostanze delle morti, ma anche sugli affetti, sulle aspirazioni e sulle esperienze delle persone coinvolte.
Tra le storie raccontate figura quella di Lorenzo Parelli, il diciottenne morto nel gennaio 2022 durante l’ultimo giorno di un percorso di formazione in azienda in provincia di Udine.
Una vicenda che sollevò interrogativi profondi sulla sicurezza dei giovani impegnati nelle esperienze formative nei luoghi di lavoro e sulla necessità di garantire condizioni adeguate di protezione anche durante i periodi di apprendimento.
Il libro ricorda inoltre Luana D’Orazio, la giovane operaia di 22 anni morta nel maggio 2021 mentre lavorava in un’azienda tessile di Montemurlo, in provincia di Prato.
La sua storia è diventata uno dei simboli più dolorosi del dibattito nazionale sulla prevenzione degli incidenti, anche per la giovane età della vittima e per il dramma vissuto dalla sua famiglia.
Un’altra testimonianza riguarda Mattia Battistetti, morto nel 2021 durante un’attività lavorativa in un cantiere edile a Montebelluna, in provincia di Treviso.
Accanto a queste vicende individuali trova spazio la tragedia ferroviaria di Brandizzo, in provincia di Torino, dove nell’agosto 2023 cinque operai persero la vita mentre erano impegnati in lavori lungo la linea ferroviaria.
Episodi differenti per contesto e dinamica, ma accomunati dalla necessità di interrogarsi sulle condizioni di sicurezza e sull’efficacia degli strumenti destinati a proteggere chi lavora.
L’obiettivo dell’opera non è sostituirsi agli accertamenti giudiziari, né attribuire responsabilità al di fuori delle sedi competenti, ma mantenere viva l’attenzione su tragedie che richiedono risposte sul piano della prevenzione, dell’organizzazione del lavoro e della tutela della persona.
Particolarmente importante, nella costruzione del racconto, è il ruolo attribuito ai familiari delle vittime.
Madri, padri e persone care diventano protagonisti di una memoria che non si esaurisce nel lutto, ma si traduce spesso in iniziative pubbliche, richieste di giustizia e campagne di sensibilizzazione.
La loro voce accompagna il lettore dentro la dimensione più intima della perdita, mostrando come una morte sul lavoro non rappresenti soltanto la conclusione improvvisa di un’esistenza, ma una frattura destinata a modificare profondamente gli equilibri affettivi e familiari.
La scelta di Yuleisy Cruz Lezcano è quella di raccontare queste vicende senza ridurle a episodi isolati, collocandole invece all’interno di una riflessione più ampia sul rapporto tra diritti, responsabilità e organizzazione della società.
Un principio attraversa idealmente l’intera opera: «Chiamare le cose con il loro nome è il primo passo per cambiare la realtà».
Una dichiarazione di intenti che invita a interrogarsi anche sul linguaggio utilizzato per raccontare gli incidenti mortali.
L’espressione «morti bianche», entrata da tempo nel lessico giornalistico e istituzionale, rischia infatti di attenuare la percezione delle possibili responsabilità che possono emergere dietro una tragedia.
La mancanza di adeguata formazione, l’insufficienza delle misure preventive e le condizioni operative non conformi alle prescrizioni di sicurezza costituiscono fattori che devono essere attentamente verificati ogni volta che si verifica un incidente.
Non tutte le tragedie presentano le medesime cause e le responsabilità devono essere accertate caso per caso. Rimane tuttavia fondamentale non considerare inevitabile ciò che potrebbe essere prevenuto attraverso controlli, formazione e un’organizzazione più sicura delle attività lavorative.
In questo senso, il volume propone una riflessione che coinvolge direttamente il mondo delle imprese, le istituzioni, i lavoratori e l’intera società civile.
La sicurezza non può essere considerata un elemento accessorio della produzione, né un insieme di adempimenti esclusivamente burocratici. Costituisce una condizione essenziale per il riconoscimento della dignità umana e per il pieno esercizio del diritto al lavoro.
Ad accompagnare la narrazione sono le vignette di Vauro Senesi, autore satirico e disegnatore che affida al linguaggio delle immagini un’ulteriore possibilità di interpretazione e denuncia.
Il dialogo tra parola e illustrazione contribuisce a rafforzare la dimensione espressiva del libro, offrendo al lettore differenti strumenti per confrontarsi con storie particolarmente dolorose.
Non si tratta soltanto di commemorare le vittime, ma di interrogarsi sulle ragioni per le quali tragedie simili continuano a verificarsi e sulle azioni necessarie per ridurne il rischio.
L’appuntamento di Corbara si propone quindi come un’occasione di approfondimento culturale e partecipazione civile.
Il confronto tra Yuleisy Cruz Lezcano e Simona Peparello consentirà di ripercorrere la genesi dell’opera, il lavoro di ricerca svolto dall’autrice e il significato delle testimonianze raccolte.
Particolare attenzione sarà dedicata alla possibilità di trasformare la memoria individuale e familiare in un patrimonio condiviso di conoscenza e consapevolezza.
Anche il contesto nel quale si svolgerà la presentazione contribuirà a caratterizzare l’iniziativa.
Corbara, immersa nel paesaggio collinare umbro e affacciata sull’omonimo lago, offrirà uno spazio di incontro e riflessione nel quale la letteratura potrà diventare occasione di dialogo su un problema che attraversa l’intero territorio nazionale.
L’organizzazione da parte del Centro culturale Corbara, Il Giglio, con il sostegno di Lavorare in sicurezza, testimonia la volontà di collegare la promozione culturale ai temi della responsabilità sociale e della tutela dei diritti fondamentali.
In questa prospettiva, «Crimini della sicurezza» si presenta come un’opera che supera i confini della narrazione letteraria per assumere il valore di una testimonianza civile.
Le storie di Lorenzo Parelli, Luana D’Orazio, Mattia Battistetti e degli operai di Brandizzo ricordano quanto sia necessario mantenere alta l’attenzione sulle condizioni nelle quali milioni di persone svolgono quotidianamente la propria attività professionale.
La letteratura, da sola, non può modificare le norme, aumentare i controlli o impedire gli incidenti. Può tuttavia contribuire a costruire quella consapevolezza collettiva senza la quale anche gli strumenti di prevenzione rischiano di perdere efficacia.
Il libro di Yuleisy Cruz Lezcano affida proprio alla forza delle parole e delle immagini il compito di sottrarre le vittime all’oblio, restituendo profondità umana a vicende che non dovrebbero essere archiviate come semplici episodi di cronaca.
Perché ricordare chi non è tornato a casa dopo una giornata di lavoro significa anche interrogarsi sulla responsabilità di garantire che altre famiglie non debbano conoscere lo stesso dolore.
E quando la memoria riesce a trasformarsi in conoscenza, attenzione e impegno civile, il ricordo delle vittime diventa qualcosa di più di una commemorazione: diventa una richiesta di futuro, fondata sul diritto irrinunciabile di ogni persona a lavorare e tornare a casa in sicurezza.

